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giovedì 15 ottobre 2026
di Claudio Fontanini
JE SO’ PAZZO
L’uomo dietro al mito nel biopic di Prosatore su Pino Daniele
Dalla morte di Pino Daniele, il 4 gennaio 2015, si sono succeduti sugli schermi tre documentari (Pino Daniele, Il tempo resterà di Giorgio Verdelli del 2017, il migliore, bellissimo e toccante; Nero a metà di Marco Spagnoli del 2024 e Pino dello scorso anno firmato da Francesco Lettieri) ed ora è la volta del primo film sul cantautore napoletano capace come nessuno di sperimentare e miscelare tradizione e modernità. 

Liberamente tratto da Pino Daniele Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce di Alessandro Daniele, Je so’ pazzo di Nicola Prosatore- nato e cresciuto nello stesso quartiere di Daniele- inizia e finisce sul palco di Piazza del Plebiscito dove nel settembre dell’81 Pinotto (così lo chiamavano affettuosamente i suoi amici) tenne con la sua formidabile band (De Piscopo, Amoruso, Zurzolo, Esposito e Senese) un concerto gratuito per 200.000 spettatori entusiasti all’insegna di quel Neapolitan power con richiami preponderanti al blues, al jazz, al funk e al rock. 

Chi era Pino e come arrivò al successo? Dall’infanzia poverissima al quartiere del Porto col padre modesto lavoratore col vizio delle carte (un ottimo Giovanni Ludeno) ai problemi alla vista, dalla sua seconda famiglia (padre e madre lo consegnano per problemi economici a  due zie, Monica Nappo e Antonia Truppo sullo schermo, che gli faranno da mamme per anni) alla prima band da un nome impronunciabile (Batracomiomachia), dall’entrata come chitarrista  dei Napoli Centrale di James Senese all’incontro con Claudio Poggi, il produttore discografico della EMI che gli procura il suo primo contratto. 

E anche se l’album d’esordio non viene capito e non vende (Terra mia del ’77 con la struggente Napule è composta a soli 18 anni) Pino non si piegherà mai alle logiche del mercato finendo per consacrarsi come un artista internazionale. 

Tra famiglia (il burrascoso rapporto col padre, le scene tra Massimiliano Caiazzo, mimetico e convincente nei panni di Daniele e Ludeno sono tra le cose migliori del film; la storia d’amore con la prima moglie Dorina Giangrande, interpretata da Mariasole Pollio, conosciuta come corista nei suoi primi lavori e che gli darà due figli, Alessandro e Cristina) e lavoro, incontri e palchi su cui esibirsi, Je so’ pazzo disegna il ritratto di un uomo incapace al compromesso, umano e artistico, e che per sua natura non avrebbe mai voluto cantare (Sono un chitarrista e sono grasso e chiatto…) e che intendeva la musica come un atto di libertà. 

Tra dichiarazioni d’intenti (Pino Daniele non è un figlio di Napoli, un popolo che ha sempre bisogno di un Masaniello dice l’artista in una intervista) e la fuga da quella città che lo stava fagocitando (dagli anni ‘80 si trasferisce a Formia in una sorta di rifugio creativo), svolte umorali (sin troppe improvvise a dire la verità) e il terremoto dell’’80 a Napoli, pranzi di San Gennaro (una delle scene migliori del film con le tre famiglie riunite), licenze storiche e versi cambiati (Allora spareremo parlando dice Pino al nuovo produttore sul testo di Je so’ pazzo), il film di Prosatore non si distacca però da una certa rigidità stilistica televisiva (non basta a sollevare l’insieme la vorticosa sequenza sulle note di Napule è alla festa di matrimonio) che tiene a freno le emozioni. 

E, proprio come accadeva in Michael, il biopic su Jackson che si fermava sul più bello, anche qui mancano all’appello più di quarant’anni di carriera e sentimenti. Resta la magnifica colonna sonora (sono state utilizzate vecchie registrazioni in studio dello stesso Daniele mentre per le parti voce e chitarra è stato chiamato Mirko della Vecchia, in arte Mirodimare, che nel film interpreta anche il fratello Carmine) con brani da riscoprire (Ue man dedicato da Pino al padre nascosto tra il pubblico e bagarino per l’occasione, la struggente E’ sempe sera) e un’aria di malinconico struggimento per un tempo che non c’è più e un mito che ha saputo resistergli.). Presentato alla Festa di Roma nella sezione Grand Public.

 


  
In sala dal 15 ottobre distribuito da 01  


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