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domenica 6 settembre 2026
di Claudio Fontanini
Serpenti
Un omicida in commissariato per una tragicommedia kafkiana
Aperto da una citazione di Ennio Flaiano (La situazione politica è grave… ma non è seria) e presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Spotlight, Serpenti di Roberto De Paolis Maino è un bell’esempio di cinema paradossale e grottesco che fotografa lo stato dell’arte della nostra società attraverso l’apparente nonsense che si fa tragedia collettiva. 

Si comincia con un uomo (Leonardo Lidi) che dopo aver ucciso inspiegabilmente la moglie con la quale conviveva da 15 anni (Non so perché l’ho fatto, lei era attenta e gentile…) e in preda ai sensi di colpa decide di costituirsi. 

Già dall’ingresso al commissariato (Documento d’identità e può aspettare lì, si sente rispondere l’uomo dopo aver annunciato all’impiegato l’omicidio) si capisce la strada surreale che prenderà il film di De Paolis Maino (già autore di Cuori puri e del magnifico Princess) scritto coi fratelli D’Innocenzo

Tra cavilli burocratici e un ispettore in preda all’emicrania a grappolo (Non ha un Brufen o un Oki? chiede lo strepitoso Alessandro Borghi a Lidi), un avvocato zelante (Pietro Castellitto) che punta sui sentimenti più che sui fatti e lo invita a ritrattare (L’uomo che ammazza la moglie oggi è un trend…) e una cartomante (Valeria Golino) che lo riporta ai traumi adolescenziali come causa di tutto, Serpenti mette in scena l’insensato e (im)possibile desiderio di redenzione, umana e sociale, attraverso il filtro di una tragicommedia dal sapore kafkiano che omaggia il cinema di Elio Petri

Si ride (i gommini colorati comprati dal ferramente su ordine dell’agente per distinguere le chiavi di casa, la riunione con l’avvocato nella sala biliardo, sporca dopo una festa di compleanno, al baretto da Gaspare), si riflette e si finisce vittima del caso più che delle proprie scelte (amaro il finale) tra sfocature e riflessi sull’acqua, ricostruzione del contesto ed emancipazione femminile alla rovescia (Borghi assediato  al telefono durante l’interrogatorio da moglie e madre per sapere quello che vorrebbe mangiare a cena). 

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In sala dal 10 settembre distribuito da Be Water in collaborazione  con Europictures 


 
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