Dimenticate universi paralleli e Multiverso, fratture temporali e adunate di supereroi. In In Spider-Man Brand new day, il quarto e nuovo capitolo della saga diretto magistralmente da Destin Daniel Cretton, gli avvenimenti iniziano dove era finito il precedente No way home del 2021.
Dopo aver salvato il mondo e dopo l’incantesimo di Doctor Strange, Peter Park (Tom Holland) si ritrova completamente solo. Il mondo, i suoi amici e la sua ragazza (MJ, Zendaya) hanno dimenticato il suo nome. Continua a proteggere in solitaria New York dal crimine, sperimenta novità corporali e sovraccarichi sensoriali con le immagini dai social che riflettono un mondo che non gli può più appartenere.
Tra vecchie eredità e nuove minacce il pericolo stavolta arriva da un’entità misteriosa (di più non si può rivelare) che si trasforma e s’impossessa di esseri umani che gli capitano a tiro per i propri interessi (Ogni volta che voglio posso essere chi voglio dice la bravissima Sadie Sink di Stranger Things e che forse ha a che fare con i nuovi X-Men di casa Marvel).
Con Frank Castle/Punisher (Jon Bernthal) al fianco, uno che ha il grilletto facile e non usa mezze maniere, l’Uomo ragno, privato dei gadget high tech e senza più l’aiuto di Tony Stark e degli Avengers, vivrà il suo tormentato anno zero in isolamento per scoprire, in un magnifico e prolungato finale che nessuno si salva da solo.
Tra ragnatele organiche e controllo mentale, programmi di tracciamento e una piscina-ufficio dove la Vedova Nera riceve, inibizioni di DNA e Hulk (Mark Ruffalo) che ha vissuto questi anni come pacifico accademico (ma durerà?), Brand new day è il miglior film della saga di Spider man per complessità psicologica e messa in scena.
Cupo, adulto e problematico, il film di Destin Daniel Cretton (2h25’) mette in scena, in una sorta di supereroismo pirandelliano, il confronto tra il volto e la maschera, ciò che si è e ciò che si rappresenta in un cortocircuito emotivo che fa della diversità e dell’essere speciali una colpa alla quale sopravvivere.
E allora vivere come Spider man o come quella telepatica abbandonata dalla madre in tenera età e in cerca della sorella sperduta può essere una punizione. Come ricorda all’uomo ragno in flashback anche la defunta zia Mary interpretata da Marisa Tomei (Tutta questa storia può diventare spaventosa).
Un salutare ritorno sulla Terra che allontana battaglie globali e illusioni planetarie (anche se non manca l’azione, si veda il bellissimo inseguimento iniziale di Spider Man al carro armato con la partecipazione di Scorpion) a favore di riflessioni e dialoghi che puntano alla scoperta della propria identità.
Con quella società con sede a Manhattan (la Damage Control, un nome un programma) che vorrebbe trasformare destini e talenti nel nome di un progresso ed un benessere che forse è solo manipolazione e un vecchio amico seduto al tavolino di un bar che aspetto solo un emozionante segnale per riannodare i fili col passato. Da non perdere.
In sala dal 29 luglio distribuito da Eagle Pictures