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lunedì 23 giugno 2025
di Claudio Fontanini
TUTTO IN UN’ESTATE!
Il bell’esordio alla regia di Louise Courvoisier con attori non profesionisti
Premio giovani a Un Certain regard a Cannes 2024, Tutto in un’estate, opera prima della trentenne Louise Courvoisier, conferma la vitalità e lo sguardo originale del cinema francese. Basta vedere l’inizio del film, un piano sequenza che arriva al centro della festa del piccolo villaggio del Giura, per scoprire un mondo raramente rappresentato sul grande schermo
Premio giovani a Un Certain regard a Cannes 2024, Tutto in un’estate, opera prima della trentenne Louise Courvoisier, conferma la vitalità e lo sguardo originale del cinema francese. 

Basta vedere l’inizio del film, con quel lungo piano sequenza che parte da un vitello in auto e arriva al centro della festa del piccolo villaggio del Giura (dove è nata la regista) per scoprire un mondo raramente rappresentato sul grande schermo

Quello delle fattorie a tradizione familiare, di corpi e facce segnati dal lavoro e da una quotidianità fatta di sveglie all’alba e sacrifici. E’ qui che vive Totone (lo straordinario Clément Faveau, un volto che sarebbe piaciuto a Truffaut), diciottenne sfacciato e spiantato costretto a crescere in fretta dopo l’improvvisa morte del padre alcolizzato. 

Dalle bevute di birra e le scazzottate alla cura della sorellina di 7 anni il passo è breve ma la strada per diventare adulti è lunga. Faccia da schiaffi e un sogno da realizzare (vincere la medaglia d’oro al concorso agricolo che premia il miglior formaggio Comté della regione e mette in palio 30.000 euro) Totone, aiutato da due amici e dai consigli di una vecchia casara, scoprirà anche l’amore (magnifica anche Maiwene Barthelemy) tra tentativi andati a vuoto, furti notturni e voglia di stupire. Con quel calderone di latte che ribolle di promesse e speranze in un’attesa paziente che si fa metafora di vita. 

Girato nel formato Scope che dilata gli spazi e interpretato da attori non professionisti, Tutto in un’estate (Vingt dieux in originale) è una magnifica epopea sentimentale sul formaggio che gioca sui contrasti e sulla dialettica dei corpi (bellissima la sequenza nel fienile tra Totone e la contadina di cui si è innamorato). 

Atmosfere rurali e paesaggi western, stile documentaristico e poesia nascosta tra gli sguardi di chi chiede di più a quella vita. 
Tra corse in motorino e cavalli al galoppo, parti di mucche, trattori e baci rubati, un bell’esempio di cinema vitale, autentico e picaresco che emoziona con la forza della verità. Non di sola borghesia si vive.     


 
In sala dal 26 giugno distribuito da Movies Inspired


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