Un padre e una figlia che non si vedono da 13 anni, lui (Javier Bardem) è un regista pluripremiato e dispotico, lei (Victoria Luengo) è un’attrice d’insuccesso convocata a Fuerteventura sul set di un dramma storico sentimentale in costume ambientato in un forte del Sahara coloniale degli anni ‘30.
No, non siamo in Sentimental value, il magnifico film dello scorso anno di Joachim Trier e premio Oscar come miglior film internazionale, ma in L’essere amato (El ser querido), il nuovo film di Rodrigo Sorogoyen, ovvero l’autore di alcune delle più belle opere degli ultimi anni (su tutte il magnifico As bestas del 2022 e la serie Dieci capodanni del 2024).
Tornato in Spagna da New York con la sua nuova famiglia (moglie americana e due figli), Esteban Martinez è un ex enfant terrible che ha dimenticato il suo passato di alcolismo e droga ed ora viaggia sull’onda della popolarità mentre Emilia, incredula e poco incline al perdono non fa che rinfacciarglielo tra un ciak e l’altro (Sono venuta qui per recitare, non per essere tua figlia).
Sarà un lento avvicinamento emotivo scandito da sguardi impossibili (i due non riescono a guardarsi negli occhi) e scrutamenti segreti (bellissima la sequenza di Esteban che vede la figlia vicina e lontana allo stesso tempo dal balcone della camera d’albergo), spostamenti di troupe e memorie annacquate (Andare al cinema con te è uno dei pochi ricordi belli della mia vita dice il padre mentre la figlia gli ricorda di quella volta che videro Kill Bill 2 con lui ubriaco e strafatto), immagini ed esperienze che segnano per sempre e sfuriate sul set (i ciak ripetuti della tavolata tra sghignazzi e poca concentrazione).
Mentre Sorogoyen alterna b/n e colore con diversi obiettivi e in formato fotochimico (65, 35, 16 e 8mm.), digitale e mini dv in una smania di sperimentazione che finisce per disorientare più che interessare a scapito della tensione emotiva.
E il dittico persona/personaggio è così scontato (Più la macchina da presa si avvicina più bisogna togliersi la maschera ammonisce il padre) che stavolta il regista spagnolo non riesce a superarsi. Il risultato stavolta è solo un buon film, passato in concorso a Cannes, e per lo smisurato talento di Sorogoyen è una notizia.
In sala dal 12 novembre distribuito da Movies Inspired