C’era da aspettarselo. Dopo essere rimasto a bocca asciutta a Cannes 79 (nessun film nella selezione ufficiale come non accadeva dal 2017), il cinema italiano si prende la rivincita alla 83ma edizione della Mostra di Venezia in programma al Lido dal 2 al 12 settembre.
Sono infatti ben 5 i titoli nostrani in gara per il concorso più altri innumerevoli titoli sparsi nelle altre sezioni (Mario Martone con Scherzetto e Gianni Amelio con Nessun dolore passeranno infatti fuori competizione).
Le opere selezionate sono passate da 4200 a 4500 e i cinema continua da essere uno straordinario strumento di conoscenza del reale ha detto il Direttore artistico, Alberto Barbera, presentando alla stampa il cartellone della Mostra 2026. Guerre, cambiamenti climatici, migrazioni, l’analisi della famiglia e i lascito storico fanno del cinema uno specchio del mondo di oggi e i film sono gli hashtag del contemporaneo. Basta vedere il successo dell’Odissea di Nolan per capire lo stato dell’arte: il cinema non è moribondo ma è capace di rigenerare se stesso.
Aperto da Ink di Danny Boyle (il film di chiusura della Mostra, fuori concorso, sarà Dio ride di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando), il concorso di quest’anno vanta 20 titoli con la danese di origini egiziane May el-Toukhy unica donna in gara con Woman unknown.
La pattuglia italiana in concorso è capeggiata dall’attesissimo ritorno al Lido di Nanni Moretti con Succederà questa notte (il regista romano mancava dal concorso da 45 anni con Sogni d’oro ed era assente dalla Mostra dall’89 dopo la burrascosa proiezione speciale organizzata dalla SIC di Palombella rossa finito inspiegabilmente fuori dal concorso). Interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot e Angela Finocchiaro e ispirato da Legami, il libro di Eshkol Nevo, il film, che uscirà nelle sale il prossimo 3 dicembre, è- come ha dichiarato Barbera- una storia d’amore rappresentata per la prima volta nel suo cinema.
Marco Bechis dirige invece Ritorno a Buenos Aires, col regista di Garage Olimpo (il suo film più bello e sentito) che segue le vicende di Mariano Guerra (Adriano Giannini) che dopo 33 anni trascorsi in Italia viene chiamato a tornare in Argentina per testimoniare nel processo contro i militari che lo sequestrarono e torturarono durante la dittatura militare.
Ne Il fuoco che ti porti dentro, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini, Edoardo De Angelis inquadra le vicende di una madre tiranna (una Vanessa Scalera in odore di premio dalle prime immagini del film) che in una cena della vigilia di Natale riversa rancori, incomprensioni e stilettate comiche su una tavola che diventa un campo di battaglia per una resa dei conti affettiva col figlio Lino Musella.
In The Echo Chamber, Andrea Pallaoro dirige Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci scritta con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi mentre a chiudere la cinquina azzurra c’è Paolo Strippoli con L’estranea (nel cast Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi) firma una saga familiare e una tragedia pop spietata e viscerale nella quale- come scrive Strippoli nelle note di regia- i Buddenbrook incontrano Faust.
Mentre si conferma il trend dell’assenza dei grandi studios e l’unica serie ad essere vista sarà targata HBO Max (Peccato di Valerio Vestoso, scritta e interpretata da Emanuela Fanelli e mockumentary immaginario che ripercorre la carriera dell’attrice romana) in concorso si vedranno Hirokazu Kore’eda con Look Back (solamente qualche mese fa era in gara a Cannes con Sheep in the Box che uscirà a fine agosto nelle nostre sale), Casey Affleck con Company, Werner Herzog con Bucking Fastard (protagoniste le sorelle Rooney, Kate e Mara), il britannico Martin McDonagh con Wild Horse Nine (John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e Tom Waits nel cast) e i francesi Stephane Brizé (Un bon petit soldat con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon) e Florian Zeller con Bunker interpretato da Penelope Cruz e Javier Bardem.
Ci sono poi il russo Ilya Khrzhanovskij con Dau, nuovo e ulteriore tassello del monumentale progetto iniziato una ventina d’anni fa e incentrato sul grance fisico sovietico Lev Landau e l’iraniano Ali Asgari che con A bit of light fa il suo esordio nel concorso veneziano.
Tra i titoli più significativi del fuori concorso ci sono Joie de vivre, il documentario fiume (435’) di Luca Guadagnino sul cinema e la vita di Bernardo Bertolucci mentre in Orizzonti si vedranno La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini con Valerio Mastandrea, La ragazza con la Leica di Alina Mazzi (film di apertura), I figli della scimmia di Tommaso Landucci (con Riccardo Scamarcio e Fausto Russo Alesi) e l’opera prima di Anna Foglietta, Una storia con Guido Caprino e Alba Rohrwacher.
Passerà in Spotlight invece Serpenti diretto da Roberto De Paolis (nel cast Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino) mentre la Giuria internazionale che assegnerà i premi sarà presieduta dall’attrice Maggie Gyllenhaal che porta alla Mostra il suo corto Flesh Impact interpretato da Ellen Burstyn che al Lido riceverà il Leone d’Oro alla carriera con George Clooney.
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