Infaticabile Ranieri. Scherza sulla sua età salutando il pubblico a pochi giorni dal suo 75° compleanno (Tra poco saranno 55…), canta a meraviglia per oltre due, balla ed è assoluto padrone della scena, racconta aneddoti, incanta, trascina ed emoziona in un viaggio, musicale e di vita, che non accenna soste.
Dopo più di 800 repliche dello spettacolo Sogno e son desto, arriva Tutti i sogni ancora in volo (e continuano a volare) col quale l’artista napoletano continua il suo show live nei teatri italiani più prestigiosi.
Ideato e scritto da Ranieri con Edoardo Falcone, lo spettacolo, che fa tappa al Sistina fino al 19 aprile, è una vera e propria festa per gli occhi e l’anima di chi ha ancora voglia di lasciare vuoto il divano di casa (Siete degli eroi gratifica il suo pubblico Ranieri) per sperimentare la condivisione teatrale e l’elisir della cultura.
Elegante e in gran forma vocale, ballerino provetto e attore sempre pronto a nuove sfide (Devo tutto a Strehler ricorda) Massimo, accompagnato in scena da un band di straordinari musicisti (Danilo Riccardi al pianoforte, Giovanna Perna tastiere e voce, Francesco Puglisi al basso, Luca Trolli alla batteria, Arnaldo Vacca alle percussioni, Andrea Pistilli e Tony Puja alle chitarre classiche ed elettriche, Valentina Pinto al violino e voce, Cristiana Polegri sax e voce, Max Filosi sax e flauto) regala i suoi capolavori senza età (Rose rosse, Erba di casa mia, Perdere l’amore, Vent’anni, Se bruciasse la città) accompagnandoli, in una scaletta calibratissima, ai pezzi del suo ultimo e bellissimo lavoro discografico con la produzione musicale di Gino Vannelli e che porta lo stesso titolo dello show.
Si ascoltano la meravigliosa Dopo il deserto (per chi scrive il pezzo più bello del disco), Lasciami dove ti pare, La mia mano a farfalla (da una poesia di Bruno Lauzi sulla sua malattia, il Parkinson), Questo io sono, Tutto quello che ho, Di me di te.
E poi ancora la dolorosa Un uomo o quel che si dice, canzone manifesto sull’omosessualità scritta ed interpretata da Charles Aznavour nel 1969 con l’adattamento del testo in italiano di Giorgio Calabrese, la struggente Lettera di là dal mare (Sono stato un emigrato anch’io e la sento sulla mia pelle), portata a Sanremo 2022 e con la quale ha vinto il Premio della critica, gli omaggi a Renato Carosone con Tu vuo’ fa’ l’americano e Pigliate ‘na pastiglia, Anema e core fino a Tra le nuvole in gara a Sanremo 2025 e scritta da Tiziano Ferro e Nek.
Ne ha fatta di strada quel ragazzino del quartiere Pallonetto (Dalla mia casa sgarrupata al quinto piano vedevo il mare, oggi le nuove costruzioni lo impediscono ma voi cercate sempre di abbattere i muri e scorgere la bellezza dice Ranieri) che inneggia al potere dei sogni e dopo 60 anni di carriera e successi in ogni campo ha ancora voglia di stupire e sperimentare.
Con l’umiltà dei grandi, la passione, l’impegno e il talento multiforme. Sperando che un giorno, oltre questi tempi bui, si torni a popolare quel regno dove un buongiorno voglia dire veramente buongiorno conclude Ranieri citando il Cesare Zavattini di Miracolo a Milano. Da non perdere.