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domenica 3 maggio 2026
di Claudio Fontanini
Ettore Scola in Mostra
In occasione del decennale della scomparsa del grande regista, al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 13 settembre una rassegna di immagini, oggetti, parole e suggestioni per ripercorrerne vita e carriera
L’uomo, l’artista e Roma. Si snoda lungo queste tre sezioni tematiche la splendida mostra su Ettore Scola allestita al Museo di Roma a Palazzo Braschi (Piazza San Pantaleo, 10- Piazza Navona 2) in occasione del decennale della scomparsa del grande regista. 

Non ci siamo mai lasciati recita il sottotitolo dell’allestimento che offre ai visitatori l’opportunità di un nuovo incontro col regista di Una giornata particolare, C’eravamo tanto amati e Brutti sporchi e cattivi (Il mio film preferito confessa la figlia Silvia, sceneggiatrice, regista e curatrice della mostra) in un percorso immersivo ma classico (come specifica Alessandro Nicosia, l’altro curatore della mostra) che attraversa lo sguardo e l’opera di uno dei più raffinati protagonisti del nostro cinema. 

L’esposizione (visitabile dal 2 maggio al 13 settembre) intreccia vita e immaginazione, restituendo un ritratto ricco e sfaccettato dell’autore: non solo regista, ma sceneggiatore, disegnatore e acuto osservatore del suo tempo. 

Dalle radici a Trevico al legame profondo con Roma, il racconto accompagna visitatrici e visitatori in un viaggio fatto di immagini, parole e suggestioni, come le pagine di un racconto in continua trasformazione. 

Arricchita da documenti mai esposti prima, la rassegna svela un aspetto intimo della sua creatività e presenta fotografie, manoscritti, oggetti, sceneggiature originali e appunti personali, articoli di giornali e riviste, vignette, bozzetti di scena – non semplici schizzi, ma vere e proprie sceneggiature visive attraverso cui Scola studiava tic, volti e debolezze degli italiani, trasformando la satira giornalistica nel grande cinema che tutti conosciamo. 

Completano il percorso filmati e documentari, opere d’arte e, tra i cimeli più iconici, spiccano le sedie da regista, la macchina da scrivere, i primi ciak, il trench indossato da Federico Fellini in C’eravamo tanto amati

Intellettuale organico (come lo ha giustamente definito l’Assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio) e umanista impegnato nel civile, politico e sociale, Scola ha unito commedia e dramma, riflessioni e risate sventolando la bandiera di una libertà creativa oggi ineguagliabile. 

Era ed è amato più di tanti registi più famosi e celebrati di lui ha detto in conferenza stampa la figlia Silvia nella sua coscienza umana si sono identificati in molti e ha saputo usare l’arte della commedia per toccare argomenti sentiti e profondi. Era così anche nella vita come persona e non ha faticato a trasportare sullo schermo la sua coerenza umana

Provocatore cinico che detestava il sentimentalismo (così lo definisce Giulio Scarpati che ha lavorato con lui in Mario, Maria e Mario del ’93 per poi diventarne amico fino alla scomparsa avvenuta il 19 gennaio 2016 all’ospedale Umberto I dove era ricoverato) Scola non sembra avere eredi.

L’epoca d’oro del nostro cinema è tramontata ammetta Silvia Scola  e bisogna rimboccarsi le maniche. Oggi manca il lavoro collettivo e c’è poca volontà di incidere sul proprio tempo e sul Paese. I grandi del cinema di quei tempi, come mio padre, erano cittadini prima che artisti. 

Com’è stato il suo rapporto sul set con suo padre? 

Lui era pignolo, esigente e perfezionista, ci siamo  scontrati e spesso non eravamo d’accordo ma sempre in armonia e con quella confidenza che i nostri ruoli imponevano. Il nostro è stato un rapporto intimo ma dialettico

La figlia di Scola conclude rispondendo a chi gli chiede cosa non sopporterebbe oggi suo padre. Il panorama politico, a partire alla sinistra che non riconoscerebbe

Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale che, attraverso materiali iconografici inediti e testimonianze – tra cui quelle di Fanny Ardant, Giuseppe Tornatore e Dacia Maraini – ripercorre le origini, il percorso artistico e l’eredità di un autore che ha saputo raccontare, con sensibilità e intelligenza, il nostro Paese.

Orari della mostra dal martedì alla domenica ore 10-19. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì. Biglietto intero 11 Euro (ridotto 9), speciale famiglia (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni) Euro 22, speciale famiglie (1 adulto più figli al di sotto dei 18 anni) 11 Euro.


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