Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) si conoscono in caffè di Cambridge. Lei legge avidamente un libro, lui la osserva e appena si assenta un attimo fotografa la copertina e tenta l’approccio con argomento letterario. Peccato che lei sia sorda da un orecchio (capiremo poi perché) e non capisca le avances ma l’attrazione è solo rimandata.
Eccoli felici e innamorati in procinto di sposarsi. Lui prepara il discorso per la cerimonia, lei s’intrattiene con la dj che forse si fa di eroina all’angolo della strada e insieme posano per servizi fotografici dai sorrisi forzati.
E’ il bell’inizio di The Drama, scritto e diretto dal norvegese Kristoffer Borgli (Dream scenario con Nicolas Cage) al quale bastano una ventina di minuti per sterzare verso altri lidi. Complice una cena a quattro coi loro migliori amici già sposati (Alana Haim, la splendida coprotagonista di Licorice Pizza e Mamoudou Athie), ecco che il film s’insinua impercettibilmente, e inesorabilmente, nelle menti di protagonisti e spettatori chiamati a fare i conti con la differenza tra chi crediamo di avere al nostro fianco e chi sia in realtà.
Anche se l’amore è accettazione radicale (come teorizza lui) basta un gioco della verità (confessare l’azione più brutta compiuta nella vita) a scatenare il dubbio, lo scarto tra percezione e realtà che scava nella mente come una goccia cinese fino a cambiare idea su chi crediamo di amare.
Complice qualche bicchiere di troppo Emma confessa candidamente un brutale avvenimento accaduto in età adolescenziale (e che qui non possiamo rivelare causa embargo imposto dal distributore del film ai giornalisti). Possibile che quella tenera e bellissima ragazza di oggi sia la stessa che Charlie ormai vede- letteralmente- con la faccia da ragazza arrabbiata col mondo?
Da commedia romantica elegante e briosa a satira allarmante e al vetriolo sull’America armata, The Drama, ritmo serrato, dialoghi affilati e montaggio sincopato, fa ridere e riflettere tra imprevisti, confessioni e tradimenti.
Affiatati e complici Zendaya e Pattinson, per la prima volta insieme sul grande schermo, accompagnano per mano lo spettatore nella rete d’invidie e pettegolezzi che rischiano di seppellire per sempre quel sentimento iniziale. Con l’irresistibile festa di matrimonio che si trasforma in una vera e propria resa dei conti, affettiva e sociale, e durante la quale si gettano finalmente le maschere dell’ipocrisia.
Ma forse non tutto è perduto. Perché, proprio come succedeva a Troisi e Francesca Neri nel finale di Pensavo fosse amore e invece era un calesse, magari si può ricominciare daccapo, al tavolino di un locale e senza appuntamento, con gli abiti degli sposi ancora indosso. In fondo l’amore è solo un atto di fede.
In sala dal 2 aprile distribuito da I Wonder Pictures