Dal cinema italiano due camere e cucina (come veniva etichettato criticamente quello limitato e autoreferenziale) alle due case contigue per venire meglio una storia d’amore. Parola, nemmeno originale per la verità, di Massimiliano Bruno che in 2 cuori e 2 capanne, mette in scena una guerra dei sessi che vorrebbe unire commedia romantica e politica femminista ma finisce nella retorica e nella banalità.
Cosa succede se dopo una focosa notte d’amore nella quale non sanno nulla l’uno dell’altra, un preside integerrimo di un liceo romano e maschilista inconsapevole (Edoardo Leo) e una professoressa d’italiano che odia gli uomini (Claudia Pandolfi) scoprono di lavorare nello stesso istituto?
Lui si veste con la maglietta dell’Atletico Madrid, gioca a Subbuteo, viene da una famiglia cattolica e odia le complicazioni; lei è libera, indipendente, preferisce Dario Fo a Benedetto Croce e Dante Alighieri e fuma marijuana (i suoi vicini di casa sono due spacciatori dal cuore tenere). Li lega solo il sesso sfrenato (ma lei è convinta che a letto si scopa in due ma si dorme da soli) ma se poi Alessandra si scopre incinta (forse un miracolo visto che ha tentato inutilmente l’inseminazione artificiale a Valencia e lui è sterile al 99 per cento) l’affare si complica.
Si succedono torti e ragioni (ma il film è completamente sbilanciato dalla parte delle donne), cenette al ristorante eritreo durante la Champions e presentazione alle rispettive famiglie, mentre il film di Bruno ragiona per categorie cavalcando il già noto e senza ricercare sottigliezze e sfumature.
Così il film sembra un maschi contro femmine senza appello che gioca sulle evidenze e sulle macro categorie di facile lettura e non aggiunge molto al tema. Tra occupazioni e seminari sulla sessualità (nell’istituto arrivano come oratori Carolina Crescentini, Valerio Lundini e Daniele Silvestri, perché?), schermaglie amorose e revenge porn, padri spiati da lontano (la Pandolfi che osserva dall’alto il ristorante del genitore che l’ha abbandonata da bambina e si è rifatto una vita nella scena più bella del film) e campi di padel (il preside li ha fatti costruire a scuola (!) preferendoli a mostre e seminari), il film si chiude con la teoria della comunicabilità ravvicinata in due appartamenti. Insomma, basta un tic toc sul muro attiguo e si vive bene. Beato chi può…
Le note underground di Giulia Mei (Della mia fica farò una bandiera che brillerà nella notte nera), le bandiere palestinesi e un cartello di protesta con su scritto Il futuro è donna chiudono il cerchio. Ma qui non siano in un film di Ferreri.
Scritto a otto mani da Bruno con Andrea Bassi, Damiano Brue’ e Lisa Riccardi, 2 cuori e 2 capanne è stato presentato all’ultima Festa di Roma nella sezione Alice nella città.
In sala dal 22 gennaio distribuito da Vision