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mercoledì 18 settembre 2019
di Cristina Giovannini
Selfie di famiglia
Divertimento e tenerezza in un gioco di rimandi autobiografici

Il trauma del distacco dai figli che, ormai grandi, lasciano il nido per aprirsi alla loro vita. Inquietudini, ricordi, speranze, dubbi, alimentano nel cuore di una madre il senso di perdita e l’incertezza del futuro.
E chi meglio di una donna poteva affrontare una tematica così importante.
Ce lo racconta con leggerezza e humor Lisa Azuelos (LOL- Il tempo dell’amore) in Selfie di famiglia, da lei scritto e diretto, ed interpretato con grande convinzione da Sandrine Kiberlain che nel film è l’alter ego della stessa regista.
Si perché la pellicola della Azuelos  ha una dimensione tutta autobiografica e, non a caso, sua figlia (un’acerba ma promettente Thais Alessandrin) interpreta  sé stessa nel ruolo di Jade.

L’idea è nata proprio quando Thais/Jade ancora liceale, progettava di andare a frequentare l’Università in Canada; così in vista del momento in cui avrebbe spiccato il volo la Azuelos ha iniziato a filmarla con il suo cellulare (come vediamo anche nel film) in ogni momento della giornata per ore e ore tanto da avere a disposizione una tale mole di materiale da poter pensare a una sceneggiatura.
Grazie alla felice scelta della Kiberlain quale attrice protagonista, madre di una figlia e a sua volta alle prese nella vita reale con lo stesso problema, il cerchio si è chiuso.

Heloise è una madre single di tre figli Lola, Theo e Jade la piccola di casa.
Separatasi dal marito quando erano ancora piccoli, li ha cresciuti da sola non senza fatica concedendosi anche qualche fugace avventura amorosa. Gestisce un ristornante dove lavora anche Theo che ha ormai una sua vita, mentre Jade, che vive ancora a casa con lei ed è prossima agli esami di maturità, presto andrà in Canada per proseguire i suoi studi.
Così nell’attesa di quel triste momento in cui si troverà davvero sola, Heloise ripensa al passato, a Jade appena nata,  ai giochi e alle complicità che l’hanno sempre unita molto a questa figlia. Con il cellulare inizia a filmare ossessivamente tutti i momenti passati insieme prima della partenza; un evento, questo, che porterà inevitabilmente Heloise a rimettersi in gioco e forse iniziare a pensare un po’ di più a sé stessa.

In un gradevole gioco di continui rimandi e flash-back sul passato, in cui  ricordi ed emozioni ritornano a galla, il film regala momenti esilaranti e teneri; commuove e diverte al tempo stesso ma il pregio è di non scadere mai in stereotipate melensaggini sempre dietro l’angolo soprattutto quando si affrontano tematiche che coinvolgono genitori e figli.  

La narrazione mantiene intatta la sua freschezza: gradevole, realista, molto animata, piena di spunti di vita vissuta e con dialoghi brillanti.
Ad affiancare la protagonista, un gruppetto di adolescenti niente male tra cui Victor Belmondo, nipote del più famoso Jean-Paul, nel ruolo del figlio Theo e Mickael Lumiere che è Louis, fidanzatino di Jade e miglior amico di suo fratello.

In sala dal 19 settembre 2019 distribuito da I Wonder Pictures



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