Tutti i luoghi comuni sul Belpaese come chiave di lettura. Invece che buttarli all’aria e usarli con patetica inconsapevolezza, provare a maneggiarli come armi di lettura del paese. A volte quasi contundenti. Ma come solo può accadere in una commedia. Non una qualsiasi ma una curiosa AmeriQua firmata da Marco Bellone e Giovanni Consonni con la nostrana Alessandra Mastronardi affiancata nientemeno che da Robert Kennedy III, pronipote di John Fitzgerald e nipote del senatore Bobby in una storia tutta ispirata a personaggi e situazioni reali, girata in inglese in quel di Bologna. Che cosa ha lei da raccontare in proposito? Anzitutto la fatica: “Perchè girare in inglese non è la cosa più facile del mondo e, soprattutto nei momenti in cui Bobby improvvisava, per me, che ho una relativa padronanza della lingua, era un po’ un problema”.
Poi la gioia: “Perchè tornare al cinema da coprotagonista in un teen movie molto on the road mi divertiva moltissimo . Anzi è una vera occasione per me. Io sarò nel film Valentina, come gli altri, un’universitaria fuori sede a Bologna, una ragazza che viene da Napoli (come me che a Napoli sono nata e ho vissuto sino ad otto anni) e che incastrerà il povero Bobby, con innocenza però e in un vortice di situazioni assolutamente rocambolesche. Lui è un americano ricco arrivato in Italia dopo che i genitori gli hanno tagliato i fondi, non parla una parola di italiano e si imbatte subito in me e in Lele (Lele Gabellone), autoproclamatosi Re di Bologna ma anche in tanti strani personaggi della notte (e non solo) bolognese. Insomma ce ne sarà per tutti i gusti”.
Con l’aggiunta di un Alec Baldwin che, raccontano i registi, “chiedeva di tenere la macchina in ’keep rolling’ e si è divertito a fare e rifare i ciak che lo riguardavano. Cioè è entrato in una sorta di loop magico che ha affascinato l’intera troupe e meno male che la pellicola è finita a un certo punto”. E con il giovane Kennedy che cerca in questa storia tracce autobiografiche: “Come nel film anche nella vita reale ho ricevuto 5mila dollari per partire e iniziare un nuovo percorso dopo il college ed erano soldi messi da parte da quando avevo 8 anni e sudati. Anche io come il protagonista son venuto a studiare in Italia e i soldi non mi bastavano, dormivo in una casa di studenti di Bologna non molto ben messa”.
In compenso ha conosciuto Lucio Dalla, come ama ricordare: ’’Un amico e il più grande di tutti, sempre disponibile per progetti dei giovani. Tornare in Italia adesso, proprio ora che si ricorda la sua morte mi riempie di commozione e di tristezza. Mi vengono in mente le giornate passate con lui a Bologna e nella sua casa alle Tremiti. Un vero amico sempre pronto a dare consigli e a sostenere i giovani con grande generosità. Come in questo caso: per il film ha composto la colonna sonora e ha voluto che a cantare una delle canzoni fosse Marco Sbarbati, cantautore ventenne di Bologna che Lucio voleva sostenere. Lui sapeva essere leggero e profondo insieme come la vita. E io non gli dirò mai abbastanza grazie”.