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venerdì 25 settembre 2020
di Ludovica Brusaferri
Il cinema indiano in Italia
Durante l’ultimo Summer Mela, Selvaggia Velo ha anticipato il suo prossimo "River to River"
Sotto una pioggia battente il Summer Mela è sbarcato indomito a Roma dal 21 al 23 settembre per la sua ottava edizione con focus sul cinema. Il festival, tradizionalmente dedicato alla cultura indiana classica e contemporanea, quest’anno ha eccezionalmente avuto  luogo in concomitanza con l’equinozio di autunno anziché quello estivo.
Summer Mela è promosso e organizzato dalla Fondazione Find e Kama Productions con la direzione artistica di Riccardo Biadene.
Nel corso della  prima giornata è stato proiettato al Cinema Farnese il  film “Il discepolo” (The Disciple) del giovane ChaitanyaTamhane, presentato nei giorni scorsi alla Mostra del Cinema di Venezia dove ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura.

Il 22 alla Accademia Filarmonica ha avuto luogo un concerto di musica classica del MahaKali Trio, composto da Joyeeta Sanyal (sitar), Nicolò Melocchi (flauto bansuri, flauto indiano di bambù) e Sanjay Kansa Banik (tabla).
La Casa del Cinema ha infine ospitato la proiezione del film Badhaai Ho/Congratulationsthere di Amit RavindernathSharma, una commedia dedicata ad un momento topico nella vita di una famiglia indiana, che tanto successo  aveva riscosso nella scorsa edizione fiorentina di River to River.
Cinespettacolo ha rivolto in questa occasione alcune domande a Selvaggia Velo,  fondatrice e direttrice di River to River – Florence Indian Film festival, l’unico festival del cinema indiano in Italia.

La rassegna cinematografica di River ha sede a Firenze, dopo le proiezioni di Milano e qualche puntata estemporanea a Bologna e Castiglione della Pescaia, questa è la terza volta che i film di River vengono presentati a Roma. Che accoglienza hanno avuto?

Ottima, tutto sommato. Negli anni scorsi eravamo stati ospitati nell’ambito della rassegna internazionale dellIsola del Cinema; questa è stata la prima volta alla Casa del Cinema e nonostante gli imprevisti logistici dovuti a una pioggia quasi monsonica gli spettatori non sono mancati. Il pubblico romano ha in generale sempre dato prova di una discreta conoscenza della cultura e della storia dell’India. Forse ciò è dovuto anche alla presenza a Roma e alla attività di promozione da parte della Ambasciata dell’India, che anche in questo caso non ha fatto mancare  il suo patrocinio. Questo di Roma è un appuntamento che speriamo di poter mantenere:dopotutto la città  occupa da sempre  - ma ora anche grazie alla sua Festa del Cinema  - un posto particolare nella settima arte.

Come mai la industria cinematografica indiana, così straordinariamente ricca di titoli e rilevante non solo per la cultura ma anche per la  economia del subcontinente stenta tanto ad affermarsi da noi presso il grande pubblico?

E’ un annosa questione, legata forse un parte a problemi linguistici. Il pubblico italiano è abituato ad assistere quasi esclusivamente a film doppiati e non sottotitolati. Inoltre la cultura e la cinematografia indiana sono tuttora considerati come qualcosa di lontano ed esotico, qualcosa di riservato quasi esclusivamente ad una élite. Basti pensare che per  non so quanti anni mai un film indiano era stato incluso in un concorso ufficiale come quello di Venezia. Ma forse non è un caso: in fondo in Italia esce un film indiano più o meno ogni cinque anni. In altri Paesi, come ad esempio la Germania o il Regno Unito la situazione è invece ben diversa.
Con River to River affrontiamo tutti gli anni una vera e propria sfida e alla fine il nostro festival finisce per rappresentare l’unica possibilità per gli italiani di avvicinarsi  al cinema indiano.

A questo proposito River festeggia quest’anno vent’anni. Come?

Intanto posso confermare che il festival avrà luogo! Dal 3 all’8 di dicembre, come di consueto a Firenze ma quest’anno nella cosiddetta modalità ibrida, nel senso che alcune proiezioni avranno luogo come al solito nella Sala della Compagnia di Firenze e altre in una sala virtuale.
Siamo in pieni preparativi e stiamo completando proprio in questi giorni la selezione dei film. Poi ogni anno si aggiunge qualcosa di nuovo…

Spero vi piaccia il logo che abbiamo scelto. Le donne hanno avuto un ruolo importante in questo anno difficile e ci piaceva l’idea di essere rappresentati da una donna dallo sguardo fiero ma soprattutto rivolto al futuro: un approccio e un messaggio positivi e di speranza.



 
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Foto dal Web e dall’Ufficio Stampa

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