Due italiani che sembrano (ed effettivamente sono) di due mondi diversi. L’altoatesino di lingua tedesca) Gustav convinto che andarsene dall’Italia, ormai Paese in caduta libera, sia la cosa migliore da fare, e il romano Luca convinto che l’Italia sia ancora un luogo in cui poter vivere, restare, un Paese da poter ancora cambiare, non fosse altro che perché c’è (anche se i media non ce lo fanno vedere) un piccolo esercito di uomini e donne che ancora sanno appassionarsi, ancora sanno sperare. Che ancora credono che il nostro Paese possa cambiare, magari civilizzarsi, magari far parte davvero dell’Europa colta non solo per grazia ricevuta dagli antenati.
I due tentennano. Restare o fuggire via?
Però prima di prendere una decisione definitiva, si concedono sei mesi per andare a cercare delle risposte. Magari “capire se è ancora possibile tornare a innamorarsi dell’Italia” o se tutto è perduto e conviene prendere il volo come tanti loro amici verso Berlino, Londra, Parigi o verso un altrove ancora più lontano. Le risposte saranno in un viaggio, a bordo di una vecchia Fiat 500, su e giù per lo stivale, in cerca di storie, aneddoti, personaggi, “tartufi” italici per scoprire ciò che resta del Belpaese sospeso tra passato glorioso e futuro incerto, “lasciando la porta aperta all’imprevedibile”.
Che cosa c’è al fondo della strada? Certo, un Paese diviso e contraddittorio, lacerato ma forse (dicono loro) sull’orlo di un cambiamento.
Che cosa fare, allora, in un Paese bello, certamente, ma in cui “la segnaletica è più un suggerimento che un’imposizione”, un Paese in cui ogni tipo di regola conta sempre troppo poco? Restare per dare il proprio input innovativo o fuggire per salvarsi?
Luca Ragazzi e Gustav Hofer, alla fine una risposta la trovano. Lo spettatore troverà la sua dopo aver visto questo Italy. Love it or leave it da lunedì 26 dicembre su iTunes (disponibile sia in vendita che in streaming) e dopo che il film ha già vinto al Milano Film Festival (Miglior lungometraggio e Premio del pubblico) ed è stato presentato - e premiato - in numerosi festival italiani ed internazionali, da Rio de Janeiro ad Helsinki, da Cape Town ad Annecy (Premio della Giuria dei giovani), da Zurigo a Tolosa.
Pronti al viaggio, allora, con i due registi-attori che, dopo la menzione speciale al Festival di Berlino del loro precedente Improvvisamente l’inverno scorso, ritornano con questo, docu-trip di battaglia in cerca dell’esistenza di un’Italia nascosta “che non viene raccontata né dalla tv né dai telegiornali, e che però è l’Italia migliore, alla quale abbiamo voluto rendere giustizia dandole la possibilità, per una volta, di esprimersi con la propria voce”.
Solo sentendo queste voci potete credere che un cambiamento è possibile?
“Vediamo molti dei nostri amici andare via, ma esiste un’Italia misconosciuta che non è raccontata dai media e noi l’abbiamo cercata” dice Ragazzi. E gli fa eco Andrea Camilleri, tra gli interpellati del film: “Comunque vada si ha il dovere di restare sul posto e di non mollare mai”.