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giovedì 11 marzo 2010
di Silvia Di Paola
Appuntamento con l’amore
Il regista spera che questo suo film “possa aiutare qualcuno a correre il rischio di innamorarsi”
L’amore secondo Garry Marshall. Ma non incorniciato in un’unica storia, magari in forma di irresistibile favola come fu per l’indimenticato “Pretty Woman” ma moltiplicato per una, dieci e più storie. Insomma corale che più corale non si può. Insomma affollato da un cast all star, da Jessica Alba a Kathy Bates, da Jessica Biel a Jamie Foxx, da Jennifer Gardner a Anne Hathaway (che Marshall lanciò come protagonista in “Pretty Princess” quando nessuno la conosceva ancora), da Ashton Kutcher a Shirley Maclaine a Julia Roberts

L’amore secondo Garry Marshall. Ma non incorniciato in un’unica storia, magari in forma di irresistibile favola come fu per l’indimenticato Pretty Woman ma moltiplicato per una, dieci e più storie. Insomma corale che più corale non si può. Insomma affollato da un cast all star, da Jessica Alba a Kathy Bates, da Jessica Biel a Jamie Foxx, da Jennifer Gardner ad Anne Hathaway (che Marshall lanciò come protagonista in Pretty Princess quando nessuno la conosceva ancora), da Ashton Kutcher a Shirley Maclaine a Julia Roberts di cui fece dal nulla una star con Pretty Woman. Insomma per un puzzle di storie d’amore che cavalcano età e generazioni. Insomma  per tutti, non solo donne. O come vorrebbe Garry Mashall, incoronato tempo fa re della commedia romantica e che, a Roma per la presentazione del suo Appuntamento con l’amore (ovvero Valentine’ s Day), da oggi nei nostri cinema, confessa: “Vorrei che questo film possa aiutare qualcuno a buttarsi, ad accettare di correre il rischio di innamorarsi perché ne vale sempre la pena, e non solo il giorno di San Valentino, arco temporale in cui si svolge il film. Ci sono arrivato ora che non sono più giovane, dopo aver fatto delle commedie più sexy in gioventù e dopo Pretty Princess che ha fatto felici le mie nipotine, ora che sentivo di dover raccontare l’amore a tutte le età. Ed io, che le storie d’amore le ho sempre amate ed ho sempre pensato ad un pubblico femminile d’elezione, stavolta penso anche agli uomini e so che in  molti sono andati a vederlo. Anche perché il film è pure per quelli che San Valentino lo odiano”.

Già, o forse fingono di odiarlo (“anche io quando ero single pensavo di odiarlo”) come ci illustra il film in cui nulla manca (e sia in leggerissima salsa) delle variazioni sul tema. C’è il fioraio che rischia e si dichiara, la single che ogni anno organizza una cena a tema “Odio San Valentino”, c’è chi l’amore lo cerca ma intanto si guadagna la pagnotta come telefonista sexy e chi l’amore lo inseguirebbe in capo al mondo; c’è anche il bambino di 10 anni innamorato della compagna di scuola e l‘anziana coppia che si lascia per ritrovarsi. Il tutto in due ore di tripudio di fiori e bigliettini, cuoricini e palloncini, baci e anelli, canti e tradimenti. E, ovviamente, ci sono le donne. Tante e fantasiose. L’universo a parte dell’amore. Come ammette Marshall, “lavorando molto sulle commedie romantiche ci provo a capirle da sempre ma sono la cosa più complessa del mondo. Un tempo le raccontavi solo come vittime e te ne uscivi ma oggi tutto è cambiato, la parità è giustamente assoluta e le loro reazioni imprevedibili. Ma io le amo, le donne, amo riprenderle, osservarle, amo le belle attrici che sanno anche essere spiritose, essendo io cresciuto con una mamma arguta e sarcastica”.

E, oltre le donne e l’amore, il nostro Garry ama Los Angeles, città dove sono incastrate tutte le storie d’amore del film e città che diventa oggetto di una vera dichiarazione d’amore: “Per parlare di amore e romanticismo non sdolcinato ma vero mi sembrava perfetta questa città, bella, lontana da Hollywood e dalla chirurgia plastica del suo immaginario, luminosa”.
Diciamo, come l’amore.

Nelle sale dal 12 marzo distribuito da Warner Bros in 300 copie.


Links correlati
http://wwws.warnerbros.it/valentinesday/main/index.html

 
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Foto dall’Ufficio Stampa

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