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mercoledì 11 luglio 2018
di Silvia Di Paola
GIOCHI DI POTERE
Political thriller ispirato all’autobiografia di Michael Soussan con Theo James, star di "Divergent"
L’idealismo che non riesce a sopravvivere da nessuna parte. Neppure tra le pieghe delle Nazioni Unite. Neppure nel sogno di un giovane che vuol solo fare il diplomatico per aiutare la gente in luoghi in cui si muore di guerra e di fame. Ecco,allora, un vero programma delle Nazioni Unite ai tempi di Saddam Hussein, Oil for Food e un ragazzo come tanti che vuol fare il mestiere di suo padre
L’idealismo che non riesce a sopravvivere da nessuna parte. Neppure tra le pieghe delle Nazioni Unite. Neppure nel sogno di un giovane che vuol solo fare il diplomatico per aiutare la gente in luoghi in cui si muore di guerra e di fame. Ecco,allora, un vero programma delle Nazioni Unite ai tempi di Saddam Hussein, Oil for Food e un ragazzo come tanti che vuol fare il mestiere di suo padre e dei giochi di potere e di corruzione che con le operazioni umanitarie nulla hanno a che vedere ed ecco  questo Giochi di Potere (dall’11 luglio in sala) il cui cuore batte sul political thriller perché diventa una storia di lotta tra idealismo e corruzione, politica e arte della menzogna, ispirata all’autobiografia di Michael Soussan, giovane idealista che ottiene il lavoro dei suoi sogni alle Nazioni Unite come coordinatore del programma Oil for Food.

Ma per  l’interprete Theo James, star di Divergent, sex symbol per frotte di ragazzine, quanto è stato importante questo ruolo?
Ha significato andare oltre gli stereotipi,andare oltre a ciò che le persone vedono di te,la bellezza, la giovinezza, lavorare molto e duramente per mostrare di essere più di ciò che appari. Voglio anche dire che quando ho accettato il ruolo in Divergent mai avrei immaginato un tale successo della serie che mi ha dato moltissimo.Se penso al mio primo ruolo! Interpretavo Re Erode in uno spettacolo alle scuole elementari. Avevo sette anni, e tenevo una frusta tra le mani. Ero molto contento della frusta.

Hai fatto negli scorsi anni vari viaggi con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. È stato il film che ti ha spinto a farlo?
Si e ritengo importante il loro lavoro.Il film non è una  critica alle Nazioni Unite ma a  ciò che è accaduto in Medio Oriente e in Iraq dopo il 2002 con le potenze occidentali. E di un programma come Oil for food del 1996, nato come espediente per l’Iraq di vendere petrolio in cambio di cibo, medicine e beni di prima necessità per il popolo iracheno,che soffriva delle sanzioni imposte dopo la prima guerra del Golfo. Ecco di quei soldi  circa il 65% è andato ai poveri ma il restante 35% è andato in non ben identificate “spese amministrative”. Saddam Hussein ha intascato 1,7 miliardi di dollari attraverso tangenti e fatture gonfiate, e altri 10,9 miliardi attraverso il contrabbando illegale di petrolio. Ecco è di questo che parliamo. Il film non è contro le Nazioni Unite.

Che cosa è per lei la seduzione?
E’ riuscire a divertirsi, non prendersi mai troppo sul serio  e saper cogliere l’attimo. Ma mi sento anche romantico.

E che cosa è il romanticismo?
Per me  è essere  spontanei. Dal punto di vista organizzativo io non sono bravo con i regali per i vari anniversari ma sono bravo nell’organizzare cose improvvise e divertenti, come un viaggio inaspettato per andare da qualche parte. Insomma cerco di cavarmela.

E che rapporto ha con i social?
Ho cancellato anche la mia pagina facebook della scuola perché penso che un attore si mostri giù abbastanza e debba lasciare un po’ di mistero.

Progetti prossimi venturi?
È stato presentato da poco al Tribeca Film Festival Zoe di Drake Doremus e mi vedrete in mezzo a un grande cast. Il film è la storia di una sorta di triangolo amoroso,molto interessante, una storia piena di speranza sulla natura dell’amore e sul futuro dell’anima, con al centro due scienziati che costruiscono un robot che ha più caratteristiche umane di molti esseri umani. Loro iniziano a innamorarsi ma poi Ewan McGregor costruisce il robot (che sono io) per lei (Léa Seydoux) e le cose si complicano. Una storia che ti costringe a riflettere.

 
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