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mercoledì 10 aprile 2013
di Alessandra Miccinesi
Eleonora Danco, quando il fisico è arte
Dal 16 al 21 aprile al teatro Vascello, lo spettacolo tratto da "Storie di cibo, racconti di vita"

Spiazzante, adrenalinica, divertente. Ma anche tagliente, profonda e ferale. Eleonora Danco torna a darsi in pasto al pubblico con due intensi atti unici: Donna numero 4, che sarà presentato a Roma in prima nazionale, e Nessuno ci guarda (ispirato alla pittura di Jackson Pollock). Irrefrenabile in scena, generosa e vitalissima, il corpo della Danco schizza come il ritmo che l’autrice e performer da’ alle parole, personaggi senza pace carnalmente vivi e sapidi, e non - come spesso accade in proscenio - tragiche ombre inquiete. Ritrovare la parola ardente di un’artista come Eleonora  Danco è sempre una epifania. I suoi testi si rivelano estremi e poetici, e se vanno contro tendenza non lo fanno per calcolate geometrie ma per una urgenza reale di vita. Che naturalmente si fa arte.

Il testo, scritto su commissione di Expo Milano 2015, con al centro il tema dell’Esposizione Universale di Milano: Nutrire il pianeta-Energia per la vita, è stato pubblicato da Skirà ed Expo Milano 2015 nel volume Storie di cibo, racconti di vita.
Scrive l’autrice: "Ho lavorato su un testo fisico, parole come fili cavi che creano ritmi, connessi al corpo  umano. Il corpo di una ragazza, una figura femminile, che potrebbe essere anche maschile. Un personaggio che passa inosservato all’esterno, con un mondo interiore deformato che palpita. Il suo rapporto con il cibo è un metronomo attraverso il quale decide di  organizzare la vita, senza errori".

"Evitare aperitivi, cene, non compra niente, neanche le uova la farina, niente. Modificare il corpo per cancellare i ricordi. Le cose che mangiamo sono un’assunzione di responsabilità, per lei sono uno scopo. Riuscire ad essere metodici. Il cibo diventa anche uno scontro con l’esterno, la realtà urbanistica; nei musei, librerie, metropolitane, ovunque  c’è un luogo per mangiare. Gli odori la obbligano alla memoria. I sughi, i soffritti, le scamorze alla piastra nei bar all’una e mezza. Immagini che affollano la sua testa, un bacino di attrazioni e rifiuti, drastiche decisioni".

"Come andare avanti se tutto intorno la riporta indietro?  In scena con lei, si aggirano delle persone. A tratti la umiliano, la eccitano. Non smettono mai di muoversi. Sono l’inconscio del personaggio. Un movimento continuo ai margini del cervello. Donna numero 4 sa di essere un’adulta, dal latino:cresco (ond’anche Adolescente) nutrire, cresciuto negli anni e nella persona, quanto basta per avere intelletto e discernimento” chiosa la Danco. Performance da non perdere

Teatro Vascello via Giacinto Carini 78, Roma


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