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giovedì 24 marzo 2011
di Alessandra Miccinesi
E le stelle stanno a mangiare...
E’ in libreria il libro di Franca Foffo che racconta vizi e virtù dei personaggi dello starsystem

Si intitola E le stelle stanno a mangiare. La dolce vita continua (Sovera Edizioni 2010) il diario inedito di un periodo irripetibile. Quello della Dolce Vita che attraverso i piaceri della tavola, combinato agli scatti dei paparazzi sempre a caccia della foto rubata ai protagonisti della Roma by night, racconta segreti, vizi e virtù dei grandi personaggi dello starsystem: dagli anni ’50 ai giorni nostri. Cento scatti d’epoca corredano il libro che disegna, con allegria ed un pizzico di nostalgia, una galleria di ritratti quotidiani ma irripetibili, lasciando che il gossip ceda il passo alle emozioni. Al centro di questo moderno affresco, tra rotocalco e ricette, c’è un protagonista d’eccezione: Mimmo Cavicchia con la sua Taverna Flavia. Il mitico ristorante romano, frequentato dal variegato popolo di artisti e cinematografari, che ha animato le notti della Capitale dagli albori della Dolce Vita.

Protagonista, non semplice osservatore, Mimmo ha di quegli anni un ricordo partecipato, avvincente, sempre autentico e ne affida la scrittura a sua nipote Franca, (Foto 2) in pagine tese fra mito e realtà”, commenta Tullio Gregory nella prefazione del libro. “Sarebbe difficile, inutile, ricordare tutti gli attori ed i registi che affollano la Flavia (sono troppi, sono tutti) lasciando a volte nei menu (come la celebre insalata Veruschkail loro ricordo, una traccia… in una foto, in un autografo, magari in una ciocca di capelli (quelli di Abbe Lane); sovrane, incorniciate in un lussuoso porta ventagli".

Come dimenticare poi le mitiche scarpette di Liz Taylor: l’attrice dagli occhi viola era una delle clienti più affezionate della Taverna Flavia (nella Foto 3 mentre esce dal ristorante accompagnata dallo sguardo di Mimmo Cavicchia) la cui scomparsa avvenuta ieri ha lasciato Hollywood e il mondo intero con gli occhi lucidi.
"Ma da quei mitici scalini sono passati nobili e regnanti, da re Gustavo di Svezia ai reali di Grecia, ai sovrani di Monaco, Ranieri e Grace. E ancora Soraya, la principessa triste, dagli occhi di giada, colmi di malinconia; poi Nixon, vicepresidente degli Stati Uniti, che Mimmo neppure riconosce, Peter O’Toole e Dustin Hoffman, Ava Gardner e Walter Chiari, Audrey Hepburn e Mel Ferrer, Burton e Liz, Sinatra e Barbara.

Amori che nascono e che finiscono - ricorda Mimmo Cavicchia - litigate furiose, amanti veri, presunti, nascosti o svelati al mondo, sorrisi falsi, abbracci affettuosi, baci d’amore e baci d’addio. Ed io, spettatore di questa fauna variopinta, complice di quel mondo colorato. Per me questo è il massimo della vita. Sembra di essere in un film mai girato”.
Franca Foffo si appassiona a questo ‘film impossibile’ fin da bambina, tra i vip e le star di un’altra generazione: ”Appena potevo andavo al ristorante da mio zio. Ricordo i pranzi con Alba Parietti e Valeria Marini, le cene con Lory Del Santo, Gianluca Vialli e Roberto Mancini. Una sera lo zio aveva lasciato in piedi ad aspettare Hugh Grant e sua madre perché non li aveva riconosciuti. Intervenni io, perché Hugh era molto timido. La stessa cosa capitò con Pierce Brosnan".

"Una sera Vittorio Sgarbi trascinò sul divano Anne Nicole Smith (Foto 4) ed iniziò a spogliarla fra i flash dei fotografi. Un delirio. Venivano anche Roffredo Gaetani Lovatelli e la sua compagna Ivana Trump. Arrivavano con l’autista: Rossano Rubicondi. Ma da qui sono passati davvero tanti mostri sacri: Almodovar, Woody Allen, Bo Derek, Quentin Tarantino, Stallone, Jodie Foster, Ben Kingsley, Mike Tyson, Joan Collins. Tanti cantanti, da Roger Waters dei Pink Floyd a Zucchero e Toquinho, che ha tenuto un mini-concerto blindato dopo cena. …Come diciamo sempre: la Dolce Vita non è un farmaco in scadenza”. 

Ad arricchire il testo, oltre alle fotografie, anche alcune lettere inedite di Liz Taylor e Ava Gardner, una dedica di Giorgio De Chirico e un’intervista a Franca Foffo e Mimmo Cavicchia, dal titolo La Dolce Vita continua, curata da Franco Rebolini.

 
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Foto da Franca Foffo

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