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giovedì 10 giugno 2010
di Silvia Di Paola
Primo ciak per Antonio Albanese
Il comico sta girando il film di Giulio Manfredonia “Qualunquemente” in uscita a inizio 2011

Prima voti poi rifletti”. Il messaggio è chiaro. Inequivocabilmente tragico o comico, dipende dallo sguardo. Ma di dubbi nessuno davanti al trashissimo faccione minaccioso, capellone viscido, anello roboante in primo piano e dito puntato su chi guarda. Sotto la didascalia: “La Qualunque Sindaco”.
Eccolo il danaroso imprenditore ignorante ed arrogante che intimamente disprezza la democrazia, la natura e, naturalmente, le donne che generosamente promette ai suoi sostenitori. Vi ricorda qualcuno?

Di certo al cinema avrà la faccia di Antonio Albanese e si chiamerà Cetto La Qualunque, calabrese cinico e corrottissimo il cui motto è “più pilu e cemento armato”: così lo vedrete in Qualunquemente, primo ciak qualche giorno fa per otto settimane di riprese tra Roma, Lamezia Terme, Scilla e Palmi, dietro la macchina da presa Giulio Manfredonia e nel cast anche Sergio Rubini, Lorenza Indovina e Luigi Maria Burruano, musiche originali della Banda Osiris ed uscita prevista per l’inizio del 2011. Ovviamente Cetto è già noto a molti.Chi segue Albanese da sempre sa che parliamo del personaggio nato nel 2003 nel programma Rai, Non c’è problema, all’apice della notorietà con la Gialappa’s in Mai dire domenica e ultimamente ospite del Che tempo che fa di Fabio Fazio.

Per tutti gli altri sarà una folgorazione: specchio deformato del già quotidianamente visto, reale, troppo reale. Come dice Albanese: “E’ l’incoscienza che mi ha spinto a portare al cinema Cetto che in questi anni è stato una vera lente d’ingrandimento per mettere a fuoco ciò che succede nel paese e non solo al sud. E’ stato un filtro per raccontare tutto quello che non ci piace e per mettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Con lui ho potuto ridicolizzare modelli e corportamenti dominanti che per molti saranno furbeschi e vincenti ma per noi sono solo ignoranti e patetici. Il desiderio è dunque quello di raccontare con questo film un pezzo ingombrante della nostra realtà con la sola comicità”.

Ma è davvero solo comico tutto questo?
La comicità è uno dei linguaggi più complessi e misteriosi che abbiamo a disposizione ma riguarda cose per nulla comiche. Allora diciamo che per noi il film potrebbe essere un omaggio ad un paese cha amiamo e vorremmo proteggere e difendere. Ridere dunque, per esorcizzare e per recuperare voglia di andare avanti. Nella speranza che Cetto La Qualunque diventi col tempo solo una macchietta e non uno specchio fedele dei nostri tempi”.

Intanto il regista si butta a capofitto appassionatamente (“per me è una meraviglia entrare nella cronaca di oggi col linguaggio dei fumetti”) e intanto nel film vedremo il nostro Cetto La Qualunque tornare in Italia dopo una lunga latitanza all’estero, insieme alla bellona di colore di turno e ad una bambina di colore di cui non riesce a ricordare neppure il nome, insomma con la sua nuova famiglia. Però qui trova anche la famiglia d’origine, moglie e figlio, ed il suo fidato braccio destro che lo informa che le sue proprietà sono minacciate “da un’inarrestabile ondata di legalità” che sta invadendo la cittadina e che le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santispericoloso paladino dei diritti inviolabili e della legalità”.

E’ per tutto questo che il nostro imprenditore (si fa per dire) decide di scendere in campo o, come dice lui, di “salire in politica” per difendere gli interessi suoi e dei suoi amici. Appunto.  

 
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