Il prossimo 19 ottobre alle ore 12 presso la sala Teatro Studio dell’Auditorium sarà presentato in anteprima assoluta il documentario realizzato da Emanuele Salce (Foto2) - figlio di Luciano Salce e di Diletta D’Andrea, ultima moglie di Vittorio Gassman - con il suo co-autore Andrea Pergolari. Un lavoro che documenta non solo il genio artistico di Luciano Salce, ma anche l’uomo ed il suo privato, dalla prigionia in Germania al grande successo.
Prodotto da Baires Produzioni con la partecipazione della Regione Lazio, si tratta di un’avventura lunga e faticosa ma altrettanto commovente, quella che ha realizzato Salce Jr. con Andrea Pergolari.
“Ho deciso di avventurami nell’esaltante e terapeutica avventura dell’apertura di scatoloni, album fotografici, diari, lettere e quant’altro mio padre mi aveva lasciato dopo la sua dipartita, seguita da giornate intere trascorse nell’archivio Rai o Luce a visionare ore e ore di materiale e fare interviste ai testimoni della vicenda privata e pubblica di mio padre, spiega il quarantatreenne neo regista. Sapevo che questa sarebbe stata una tappa necessaria nel mio percorso di figlio, di individuo, di uomo, che era il ‘mio’ percorso e che era arrivato il momento di affrontare l’ostacolo, di chiudere il cerchio. E che fortuna avere avuto l’opportunità di scoprire quanto avrei rischiato di non sapere mai … se non mi fossi creato questa occasione”.
Testimonianze e materiali di repertorio, dunque, per riscoprire Luciano Salce, come un modello straordinariamente moderno nell’usare tutti i media nella loro specificità (dallo spettacolo dal vivo al grande schermo, dalla radio al varietà televisivo). Da attore, insieme con Franca Valeri, Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli, è stato uno dei Gobbi, storica formazione del teatro leggero. Come regista di teatro, fu tra i primi a dirigere Vittorio Gassman in chiave comica. Nel cinema, poi, si rivelò una personalità assai più complessa di quanto la critica ammise all’epoca, dirigendo la maschera italiana di maggior successo dell’Italia contemporanea (Fantozzi) e raccontando, in forma di commedia, la vera Storia del paese (Il Federale). In TV, infine, si dimostrò intrattenitore televisivo abilissimo nel catturare l’occhio delle telecamere con il suo humour.