“Yoga e sport sembrano un’originale combinazione. Lo sport è un’attività competitiva, ideata per intrattenere le persone, lo yoga, invece, è una filosofia di vita olistica. Che relazione può esistere tra un’antica filosofia indiana e lo sport?”. Lo scorso 21 giugno si è festeggiata anche in Italia la Giornata Mondiale dello Yoga, disciplina millenaria che attraverso un preciso lavoro sul corpo (fisico, energetico e mentale) consente a chi pratica con costanza asana, mudra e pranayama, di raggiungere e mantenere una buona salute psicofisica. Nonostante i numeri dicano che questa disciplina millenaria sia in costante ascesa, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, con delibera n. 1568 del 14 febbraio 2017, ha sancito che lo yoga non è più una pratica sportiva. E l’ha di fatto eliminata dalla lunga lista di attività che hanno mantenuto la loro facoltà d’iscriversi al Registro Nazionale delle associazioni sportive dilettantistiche (tra cui la morra, il lancio del formaggio, i birilli, braccio di ferro, tiro alla fune, e le freccette).
La decisione del CONI poteva essere un brutto colpo per il popolo dello yoga – che nel frattempo ha avviato un ricorso integrativo per consentire anche ad altri enti di opporsi a questa decisione - invece, grazie alla puntualità di un destino davvero ‘a orologeria’, yogi e yogini italiane hanno ricevuto un dono inaspettato, e proprio nel giorno del solstizio d’estate: l’edizione italiana del libro di B.K.S. Iyengar Yoga e Sport: il metodo Iyengar nell’allentamento sportivo. Un volume prezioso per tutti gli atleti, professionisti e i dilettanti, che spiega in maniera dettagliata come usare le antiche tecniche yogiche per risolvere i problemi più frequenti nella vita di uno sportivo: dalle sedute di allenamento alla gestione dello stress, al recupero dell’energia perduta durante i lunghi viaggi, dalla sindrome da sovrallenamento al potenziamento della resistenza, dalla concentrazione mentale al fine carriera.
Il Maestro Iyengar – la più grande autorità mondiale nel campo dello yoga, autore di oltre 30 libri e inventore di un metodo terapeutico che porta il suo nome, codificato in decenni di studi per migliorare le condizioni generali di milioni di persone tramite l’uso creativo di corde e sostegni per allineare il corpo - dispensa consigli anche alle atlete, offrendo suggerimenti per l’allenamento durante il ciclo mestruale. Il libro, edito dalle Edizioni Mediterranee, è curato dall’insegnante Yoga Iyengar Gabriella Giubilaro (Senior Advanced) e si avvale della traduzione di Luigia Bertelli. E’ stato presentato a Roma lo scorso giugno all’Ambasciata Indiana di Roma durante gli eventi promossi per festeggiare con sessioni pratiche, concerti, e spettacoli di danza indiana la Giornata Internazionale dello Yoga. Il volume, arricchito da 1100 fotografie a colori, è diviso in tre parti:
PARTE I
L’arte dello yoga e degli sport Lo yoga per ottenere l’eccellenza Il sistema muscolo-scheletrico: resistente, ma sensibile Problemi frequenti negli sportivi La pratica dello yoga durante le partite Prevenire e curare i più comuni problemi di salute Tecniche di recupero dai lunghi viaggi Come affrontare la sindrome da sovrallenamento Come tenersi in forma dopo il ritiro dall’attività sportiva Consigli dedicati alle atlete
PARTE II
Tecniche per gli àsana e il prànàyàma
PARTE III
L’occorrente per lo yoga. I supporti
PARTE IV
Atleti e yoga: testimonianze e riflessioni
Di seguito un estratto dal libro (Testo estratto dal libro YOGA E SPORT, di B.K.S.IYENGAR)
L’arte è un’espressione delle umane emozioni
“Molti atleti sono dotati di abilità e resistenza, qualità necessarie per un buon gioco, ma un lancio fatto al momento giusto, può fare la differenza tra uno mediocre e uno da campioni”.
Qualsiasi sport richiede che le capacità e i talenti di un giocatore siano ottimizzati. Nell’azione di un lancio centinaia di muscoli cooperano in perfetta sincronia, insieme alle articolazioni, ai legamenti e ai nervi. Negli sport di squadra la complessità di questa sincronizzazione è ancora maggiore, infatti oltre a questo team interno, vi è quello composto da tutti i giocatori della squadra che devono essere coordinati, in armonia fra loro, per poter vincere.
La mancanza di coordinamento può portare a mancanza di comprensione nel team interno come in quello esterno. La stessa cosa accade sul campo di gioco. Se manca la sincronizzazione tra il vedere la palla e la risposta conseguente, che è un atto che richiede la coordinazione di occhi, polsi, piedi e intelligenza, i risultati possono essere disastrosi sul campo di cricket, di tennis, di ping-pong o di badminton.
L’arte è un’espressione delle umane emozioni e si attua attraverso diversi mezzi. Gli sport, elevando lo spirito, possono essere considerati una forma d’arte. Le emozioni dei giocatori e degli spettatori sono coinvolte parimenti, gli spettatori si esaltano per ogni goal segnato e per ogni buona palla lanciata, per ogni tiro, per ogni presa o lancio in porta. I loro cuori martellano come quello di un velocista, ed è come guardare quest’ultimo mentre taglia il traguardo. La cultura indiana definisce sei forme d’arte, o shat kalà, considerate necessarie per l’elevazione e la conservazione di un essere umano. Queste sono:
Yogika (yoga). Mallika e kridà (malia vidyà, come nel wrestling, e anche tutti gli sport e i giochi). Nàtya (arte del teatro e dello spettacolo). Sangitika (vocale e degli strumenti musicali). Dhanurvidyà (tiro con l’arco e allenamento militare). Vyàvahàrika (tutte le professioni, dall’agricoltura alla finanza, inclusa l’economia agraria, il sistema economico, il mercato, e così via).
Abbiamo detto che lo yoga è la madre di tutte le forme d’arte. Ognuna ha alcune caratteristiche uniche per lo sviluppo e il progresso di chi la studia. Lo yoga dona le qualità per migliorare ogni arte e realizza la capacità di uno sportivo. Un atleta deve essere dotato di forza fisica e resistenza per far fronte a lunghe ore di pratica o di gioco. Tutti gli sport richiedono sul campo rapidità e prontezza di riflessi. L’arte di malia vidyà sviluppa la forza fisica, la coordinazione e la velocità del praticante.
Il gioco di uno sportivo si perfeziona
Il gioco di uno sportivo si perfeziona quando nei suoi movimenti si sviluppano precisione e abilità e ciò avviene con la pratica dello yoga. Aumentando la velocità di risposta del corpo, sottoposto alla volontà della mente e dell’intelligenza, lo yoga permette a un atleta di diventare esperto nelle proprie azioni. Il Bhagavad Gita definisce lo yoga come "karmasu kausalam", che significa che lo yoga è "abilità in azione". Nessuna arte può esistere senza le emozioni. Per gli sportivi (kridà) non è diverso; la formazione, la pratica e la tecnica con tribuiscono a sviluppare le abilità, ma l’espressione intuitiva di queste competenze è possibile solo con emozioni sane. Per migliorare il gioco, ogni sportivo ha bisogno di acume mentale e di un atteggiamento positivo.
“L’intelligenza della testa e quella del cuore devono essere coordinate in ciascuna azione e in ogni movimento”.
Molti atleti hanno la capacità e la forza necessarie per fare un buon gioco, ma realizzare un lancio preciso, proprio nel momento giusto è ciò che, in ultima analisi, differenzia un lancio mediocre rispetto a uno vincente. Un commentatore sportivo o un esperto ci mettono poco a criticare un atleta: quel giocatore di cricket avrebbe potuto fare qualcosa di più, e via dicendo. In quel momento l’atleta non ha il tempo di fare un’accurata analisi riguardo al movimento della palla a partire da quando è stata lanciata. Rispondere al lancio è una cosa intuitiva, viene dal cuore.
La recitazione (nàfya) è un’arte che esprime le nostre emozioni. Esalta e rinforza la nostra sfera emotiva. Le emozioni sono molto importanti e danno un senso alla nostra vita; ogni interazione tra noi e gli altri e i vari aspetti del nostro essere sono da esse governati. Lo yoga si occupa dell’importanza del controllo delle emozioni e crea la solidità della sfera emotiva del praticante.
Gli esseri umani dispongono di due tipi d’intelligenza: l’intelligenza della testa e quella del cuore. L’intelligenza della testa è razionale, analitica e logica, mentre l’intelligenza del cuore è emotiva. L’intelligenza della testa aiuta lo sportivo a evolvere negli aspetti tecnici del gioco, mentre l’intelligenza emotiva determina la sua stabilità. Entrambe le intelligenze devono essere coordinate in ciascuna azione e in ciascun movimento.
Lo yoga produce armonia ed equilibrio
Lo yoga produce armonia ed equilibrio tra l’intelligenza della testa e quella del cuore. Possiamo considerare la prima come un’estensione verticale, la seconda come un’espansione orizzontale. In questo modo lo yoga bilancia ritmicamente l’uso del corpo, della testa e del cuore.
Yogàsana come Sàiamba Slrsàsana, Sàiamba Sarvàngàsana, Dwi Pàda Viparlta Dartdàsana, Setu Bandha Sarvàngàsana e Viparlta Karani dispongono in alto il centro emozionale, il che produce il senso di fiducia in sé. In questi àsana la regione del cuore è più in alto della testa e quando il centro emozionale è posto fisicamente più in alto rispetto a quello dell’intelligenza cosciente che risiede nella testa, le emozioni negative che ci disturbano sono poste sotto controllo, come kàma, krodha e moha, lussuria, ira e avidità. Ansia e tensione sono dissipate. Il desiderio di successo, un obbligo per ogni atleta competitivo, si alimenta naturalmente.
Lo sport è come la musica. Deve esservi ritmo nella prestazione di un giocatore. Il coordinamento e la cooperazione tra le squadre, interne ed esterne, diventa essenziale. Per raggiungere un obiettivo, il partecipante di una squadra deve essere addestrato a sviluppare non solo la propria capacità individuale, ma anche quella di lavorare con gli altri; l’esecuzione di un singolo strumento non crea la sinfonia di un’orchestra. Per creare ritmo serve l’orchestrazione di entrambi i team, quello interno e quello esterno. La musica (sahgltìka) può essere apprezzata solo se ha ritmo. Si ottiene una sinfonia solo quando ogni membro di un’orchestra suona il suo strumento in accordo con lo stesso ritmo. Se uno solo è fuori tempo, il risultato è una cacofonia; allo stesso modo, nell’attività di uno sportivo deve esservi ritmo.
Gli àsana ci insegnano l’abilità e il lavoro di squadra aiutando le varie parti del corpo, della mente e delle emozioni, affinché insieme si muovano ritmicamente. Yoga è ritmo del corpo, melodia della mente; crea la sinfonia dell’anima. Ogni sport richiede una notevole concentrazione. La mente di un giocatore deve focalizzarsi su quel determinato obiettivo. Un bravo tennista non si accorge della folla che lo osserva, vede solo la pallina. È come Arjuna nel Mahabhórata che apprende l’arte dell’arco (dhanurvidyà), al punto tale che può mirare e colpire l’occhio di un uccellino in volo.
“Yoga è ritmo del corpo, melodia della mente; crea la sinfonia dell’anima”.
(Breve estratto di YOGA E SPORT: Il metodo Iyengar nell’allenamento sportivo)
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