Ognuno di noi, nella propria vita, custodisce segreti talmente piccoli e irrilevanti da passare inosservati ad occhi estranei. Dettagli trascurabili, minuterie che però potrebbero aver prodotto conseguenze devastanti per qualcuno, e che decidiamo di confidare, una notte, a degli estranei, a causa dell’elevato tasso alcolico, per pagare la nostra colpa pubblicamente. E ripulire l’inconscio dai fastidiosi residui della catarsi tramite l’espiazione. Ma è davvero così, nella vita siamo proprio tutti colpevoli? Per Friedrich Dürrenmatt, autore del racconto Die Panne ovvero La notte più bella della mia vita, adattato per la scena da Edoardo Erba, diretto da Armando Pugliese e interpretato da Gian Marco Tognazzi (al Teatro Eliseo dal 26 gennaio), la storia lo dimostra, inequivocabilmente, attraverso il paradosso. Nel cast con Tognazzi, anche Giovanni Argante, Franz Cantalupo e Lidya Giordano, con la partecipazione straordinaria di Lombardo Fornara. Firma le scene Andrea Taddei, costumi di Silvia Polidori. Luci di Angelo Ugazzi.
Un banale incidente, l’automobile in panne, e il povero rappresentante di tessuti Alfredo Traps è costretto a una sosta indesiderata. Trova ospitalità a casa di un vecchio giudice che con n compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione, passano il tempo a ricelebrare alcuni importanti processi storici: da Socrate, a Gesù e a Federico di Prussia. Ma il gioco diventa realtà, perché tra un bicchiere di vino e l’altro, Traps si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un’atmosfera sempre più inquietante, il povero rappresentante confessa i retroscena della sua piccola e mediocre vita, che però nasconde un segreto. Traps ha davvero compiuto un delitto divenendo l’amante della giovane moglie del suo principale il quale, avvertito anonimamente, è morto a causa di un infarto. Raccontando agli ospiti la storia della sua vita e rivelando il mistero del suo successo economico, Traps si trova di fronte alla prova della sua colpevolezza e si autoinfligge la condanna a morte che i commensali gli sanzionano per gioco.
«Nel nostro paese, il tema della giustizia è quello centrale degli ultimi anni e per problemi personali che non sono certo i miei», afferma Gian Marco Tognazzi a proposito della scelta di portare in scena la storia di un giudice in pensione che continua a imbastire processi. Il povero Alfredo Traps «è un privato cittadino che accetta di assumersi le sue colpe, al contrario di quanto fanno oggi altri personaggi meno privati» prosegue Tognazzi,che spiega di amare scoprire una propria strada, magari diversa da quella generale, perché il cambiamento lo stimola. «Così in un film tutto di base romanesca come Vacanze di Natale ho scelto di dare al mio personaggio un’intonazione nordica, padana, diversa da quella che ha ora Traps, ancora più settentrionale, vicina a quelle Alpi oltre le quali lavorava Durrenmatt».
Die panne nasce come racconto, poi lo stesso Durrenmatt (1921-1990) ne trasse un radiodramma e infine un dramma teatrale, ma ognuna delle tre versioni ha un finale diverso, ricorda Edoardo Erba, che firma l’adattamento italiano, approvato dagli eredi dello scrittore svizzero, «equidistante da tutti e tre, dai quali pesca indistintamente le cose migliori e le fonde con una scrittura mimetica, aiutata dai dialoghi che erano già l’80% dell’originale scrittura in prosa». La regia di Armando Pugliese ha quindi puntato tutto sul lavoro degli interpreti: «Non ci sono effetti sonori, non cambi di scena, non trovatelle varie, ma solo ottima recitazione, che riesce a trasmettere la propria energia agli spettatori e a coinvolgerli», precisa, scommettendo su una riscoperta di Durrenmatt, «anarchico e con una visione tragica e poco dogmatica della vita, oscurato ai suoi tempi dalla figura di Brecht, come accadde a Rosso di San secondo con Pirandello».
«Uno spettacolo coinvolgente, in cui ognuno trova una propria lettura, rendendosi conto che ve ne sono però altre non meno plausibili», racconta Bruno Armando, ricordando che a L’Aquila «dove la gente ha problemi pressanti e importanti, abbiamo avuto, in serate freddissime, il teatro pieno e gente pronta discutere quel che aveva visto: ho sentito vivo allora il senso del nostro lavoro, la ragione di continuare a fare teatro nonostante tutto, dai tagli al disinteresse delle istituzioni». La Panne è uno dei più bei racconti del Novecento europeo. Una trentina di pagine scritte con stile pulito, diretto, pochi fronzoli. Il solco è quello di Kafka, ma dove il maestro era espressionista. La catarsi di Alfredo illuminato non è la liberazione dalla colpa, ma l’espiazione. Almeno nel racconto.
Teatro Eliseo Via Nazionale, 183
Botteghino: 06 4882114 | 06 48872222
Orario: Martedì, giovedì, venerdì – h 20,45
Sabato – h 16,30 e 20,45
Mercoledì e domenica – h 17,00
Lunedì riposo
Biglietti: platea I 32 € − platea II 30 − balconata 28 € I galleria 17 € − II galleria 11 €