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martedì 5 febbraio 2019
di Alessandra Miccinesi
Torna Flashdance, il musical
Debutta al teatro Olimpico di Roma la nuova versione dello spettacolo diretto da Chiara Noschese
L’atmosfera anni Ottanta è inconfondibile. Profuma di sala prove e scaldamuscoli, sudore e lacrime, spalline imbottite e voglia di realizzare sogni. Ha il ritmo inconfondibile di quelle hit che hanno segnato più di una generazione - What a feeling, Maniac, Gloria, Man Hunt e Rock ’n Roll – che allora riempirono le piste da ballo e incrementarono l’iscrizione in palestre e scuole di danza di migliaia di adolescenti: in mente avevano solo una cosa, imparare a ballare come Alex, la protagonista del film Flashdance. Di giorno operaia con tuta blu e fiamma ossidrica, di notte ballerina in un locale notturno, forgiata dal ritmo della strada e dai duri esercizi alla sbarra. Tutto documentato in una memorabile pellicola dell’83 diretta da Adrian Lyne, e con una solare e misconosciuta Jennifer Beals nei panni di Alex.
Il film sbancò i botteghini, con i suoi 100 milioni di dollari, e la colonna sonora da Oscar vendette 20 milioni di copie. Stasera il musical debutta al teatro Olimpico.

Reduce dal grande successo delle date milanesi del 27 e 28 ottobre 2018 al Teatro della Luna, dal sold out degli show a Firenze al Teatro Verdi e dopo aver ricevuto il premio come Miglior Musical dell’Anno assegnato dal festival calabrese Fatti di Musica 2018, Flashdance il Musical prosegue la tournée nazionale.La nuova versione del film culto della Paramount Pictures sarà in scena a Roma fino al 10 febbraio.

Per chi firma la regia dello spettacolo - Chiara Noschese – l’impegno è una grande sfida. Ma per chi, in scena, interpreta Alex -Valeria Belleudi -  è davvero il coronamento di un sogno. Allieva della Scuola di “Amici” di Maria De Filippi nel 2004, già attrice di musical applauditissimi come Sister Act, la Belleudi confida: "Alex ed io abbiamo molte affinità. Il percorso che vedete in scena in due ore, io l’ho vissuto in 10 anni".  

"Interpretare Alex è un sogno che si realizza. Forse solo ora me ne sto rendendo conto, dopo tanti mesi – spiega la Belleudi che sulla scena indosserà una parrucca (come la controfigura della Beals sullo schermo, ndr), e che a dirla tutta in Flashdance aveva già danzato 7 anni fa, ma come ballerina di fila della precedente versione teatrale. "Dopo 10 mesi  di repliche – racconta Valeria - lo spettacolo venne smontato. Mi resi conto che per me era sfumata ogni possibilità di interpretare Alex, perché molto difficilmente un titolo così viene ripreso a breve". Invece la sorte ha voluto che arrivasse la chiamata della Noschese. Cinque giorni di audizioni per ottenere il ruolo della protagonista, e il brivido di mordere il sogno.

"Quando ho visto per la prima volta il film avevo 9-10 anni – confessa la danzatrice, che capisce le difficoltà di trasferire un film di culto dall’immaginario collettivo alle tavole del palcoscenico - il pubblico ha grandi aspettative. Ma chi vedrà questo Flashdance troverà qualcosa in più, un approfondimento maggiore di tutte le storie che al cinema non era possibile. Tra chi ce la fa, chi no e chi si perde e poi si ritrova".
«Un copione inedito, con canzoni nuove e nuovi personaggi – le fa eco Chiara Noschese, che  oltre alla regia ha curato i costumi, l’adattamento, le liriche e il testo del  musical.
E’ sicuramente uno spettacolo pieno di numeri danzati e cantati, immagini, proiezioni, musica meravigliosa e con luci sorprendenti ma, fondamentalmente sarà tutto accessorio ad una grande e bella storia, perché Flashdance è la storia di un sogno, quello che può cambiare la vita ma che fa anche paura; la paura di non essere all’altezza, di sentirsi soli nel cammino per conquistare quello che sentiamo di meritare».

Coreografie, musica e canzoni sono di Robert Cary e Robbie Roth, proiezioni e luci faranno da cornice ad una grande storia d’amore, amicizia e di riscatto personale, la storia di un sogno e del coraggio di poterlo realizzare. Uno spettacolo ricco di grandi temi universali, buono per spettatori di tutte le età, interpretato da un cast di 20 attori ballerini e ‘numeri’ attesissimi.
Come quello della famosa coreografia sotto la doccia in scena e l’audizione finale. "Il momento per me assolutamente più difficile - dice Belleudi,  che oltre a danzare sotto diversi litri d’acqua sarà sola sul palco con gli occhi puntati su di lei - per 4 minuti e con tutto il pubblico in attesa: per me la commissione siete voi".


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