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mercoledì 2 settembre 2009
di redazione
Si aprono le danze a Venezia
75 film nelle quattro sezioni principali, di cui 71 in prima mondiale. Stasera si parte con “Baarìa”
Già si parla di un parterre da record questa sera per la cerimonia d’apertura della 66ma "Mostra del Cinema" condotta dalla madrina Maria Grazia Cucinotta (che chiuderà anche il Festival il 12 settembre) cui seguirà l’atteso “Baarìa” di Giuseppe Tornatore. Baarìa, è l’antico nome di Bagheria, città natale di Tornatore, che ha voluto raccontare qui una storia corale che scorre dagli anni Venti ai Sessanta del secolo scorso. Secondo il regista, il film è “una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie”.

Già si parla di un parterre da record questa sera per la cerimonia d’apertura della 66ma Mostra del Cinema condotta dalla madrina Maria Grazia Cucinotta (Foto2 - che chiuderà anche il Festival il 12 settembre) cui seguirà l’atteso Baarìa di Giuseppe Tornatore (Foto4). Baarìa, è l’antico nome di Bagheria, città natale di Tornatore, che ha voluto raccontare una storia corale che scorre dagli anni Venti ai Sessanta del secolo scorso. Secondo il regista, il film è “una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie”. Il cast è ricchissimo (così come il budget): oltre ai protagonisti Francesco Scianna e Margareth Madè, ci sono piccole parti per tantissimi nomi del cinema italiano, tra cui Monica Bellucci, Raul Bova, Luigi Lo Cascio, Michele Placido, Leo Gullotta, il duo Ficarra & Picone, Aldo Baglio, Beppe Fiorello.
Secondo le agenzie, hanno confermate la loro presenza i registi Werner Herzog, Michael Moore e Mario Monicelli, gli stilisti Dolce e Gabbana e Giorgio Armani, il produttore Harvey Wieinstein, il premio Oscar Dante Ferretti; e ancora, Simona Ventura, Francesco Alberoni, la nuotatrice Federica Pellegrini, PierSilvio Berlusconi con la fidanzata Silvia Toffanin, Flavio Briatore e naturalmente, tutto il vertice Medusa che distribuisce il film che sarà nelle sale il 29 settembre. Atteso anche il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi.

In realtà, ieri 1° settembre, Venezia ha schiuso i battenti con la ‘preapertura’ dell’Arena di Campo San Paolo, in pieno centro storico. A 50 anni di distanza dal Leone d’Oro (ex aequo con Il generale della Rovere di Roberto Rossellini) è infatti tornato alla Mostra il capolavoro di Mario Monicelli, La grande guerra del 1959 - interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman (Foto5) - nella versione lunga ricostruita dalla Cineteca Nazionale con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno. La serata, a cui era presente il regista Mario Monicelli, è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Venezia - Circuito Cinema Comunale, e con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale di Roma che ha fornito la copia del film e che, durante i giorni della Mostra, presenterà tra le altre cose la nuova serie della storica rivista Bianco e Nero, diretta da Leonardo Quaresima. In quella occasione Steve Della Casa e Dario E. Viganò, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, presenteranno il progetto editoriale congiunto con Cinecittà Luce.

I numeri dell’edizione 66 della Mostra del Cinema di Venezia, guidata ancora da Marco Müller (Foto6, a dx, insieme al presidente della BiennalePaolo Baratta), sono indiscutibili. Gli organizzatori hanno visionato 3859 titoli, di cui 2519 lungometraggi provenienti da 74 Paesi. Alla fine, ne sono stati selezionati 75 per le quattro sezioni ufficiali, di cui 71 pellicole in prima mondiale e quattro in prima internazionale. Nella sezione Venezia 66, ad esempio, abbiamo 24 lungometraggi in Concorso, tutti in prima mondiale (tra cui, oltre a Baaria di Tornatore, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, Lo spazio bianco di Francesca Comencini e Il grande sogno di Michele Placido. Nella sezione Fuori Concorso, invece, 20 lungometraggi di cui 18 in prima mondiale (i film targati Italia sono: Napoli Napoli Napoli di Abel Ferrara, Le ombre rosse di Francesco Maselli, L’oro di Cuba di Giuliano Montaldo e Prove per una tragedia siciliana di John Turturro e Roman Paska. Per la sezione Orizzonti, ci sono 24 lungometraggi di cui 22 in prima mondiale (tra gli italiani, Io sono l’amore di Luca Guadagnino, Il colore delle parole di Marco Simon Puccioni, Tris di donne & abiti nuziali di Vincenzo Terracciano, Deserto Rosa-Luigi Ghirri di Elisabetta Sgarbi, Daimon di David Zamagni e Nadia Ranocchi, Armando Testa-Povero ma moderno di Pappi Corsicato, Via della Croce di Serena Nono. Infine, per Controcampo Italiano, nove film tutti in prima mondiale: Poeti di Toni D’Angelo, Negli occhi di Francesco Del Grosso e Daniele Anzellotti, Il Compleanno di Marco Filiberti, Dieci inverni di Valerio Mieli, Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, Sputnik 5 di Susanna Nicchiarelli, Hollywood sul Tevere di Marco Spagnoli, Il Piccolo di Maurizio Zaccarro, Giuseppe De Santis di Carlo Lizzani.

Purtroppo quest’anno Venezia 66 dovrà fare a meno della diretta tv della cerimonia d’apertura, assicurata negli ultimi anni da Rai Sat Cinema, il canale satellitare della Rai che dopo aver lasciato la piattaforma Sky non è nemmeno presente quest’anno al Lido. A seguire in differita le conferenze stampa di autori e attori che sfileranno in Laguna sarà Eurovision. La cerimonia di chiusura avrà invece la sua diretta italiana il 12 settembre, a partire dalle 18.50 su Rai4.
Intanto in questi giorni, il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta mette le mani avanti e commenta così i rumors su possibili nuove azioni di protesta contro i tagli al Fus dopo quelle che hanno tenuto banco a luglio, animando anche la presentazione romana del festival veneziano. “Sappiamo che sono già presenti al Lido dei rappresentanti di quei movimenti che hanno guidato le proteste contro i tagli ai finanziamenti pubblici dello spettacolo. Io dico soltanto: tengano conto che in cartellone ci sono i loro colleghi e che rovinare le presentazioni di queste opere andrebbe nel senso opposto della loro battaglia".

Tanti premi da assegnare anche quest’anno. La Giuria della sezione Venezia 66 (Presidente il regista Taiwanese Ang Lee, il regista-sceneggiatore russo Sergey Vladimirovic Bodrov, l’attrice francese Sandrine Bonaire, la nostra Liliana Cavani, il regista indiano Anurag Kashyap, il regista statunitense Joe Dante e la rockstar Luciano Ligabue) attribuirà il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento per la migliore regia, Premio Speciale della Giuria, le Coppe Volpi per la migliore interpretazione maschile e femminile, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, l’Osella per il migliore contributo tecnico e per la migliore sceneggiatura. La sezione Orizzonti (Presidente il regista spagnolo Pere Portabella, la regista coreana Gina Kim, la filmaker lussemburghese Bady Minck, il regista indonesiano Garin Nugroho Riyantoed ed il regista e produttore Gianfranco Rosi) assegnerà  il Premio Orizzonti e quello Orizzonti Doc. Al regista vincitore della sezione Controcampo italiano (Presidente Carlo Lizzani, lo scrittore e regista Giulio Questi e la giornalista Marina Sanna), Kodak offrirà un premio del valore di 40.000 Euro in pellicola cinematografica negativa nei formati 35 o 16mm (a discrezione del vincitore) che gli permetterà di girare un altro lungometraggio. E poi, ci saranno anche il Leone Corto Cortissimo per il miglior cortometraggio, il Leone del Futuro-Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” ed il nuovissimo (da quest’anno) Premio Persol 3-D che verrà attribuito alla pellicola più creativa fra i film in 3-D stereoscopico.

Infine, alla Mostra non mancheranno i divi e le feste, nonostante la crisi, come ci segnalano da cinecittànews.
Tra i personaggi più attesi George Clooney (con o senza Elisabetta Canalis?), protagonista di The men who stare at goats di Grant Heslov, e Matt Damon, tornato al peso forma dopo i chili in più richiesti dal ruolo di The Informant! nel film di Steven Soderbergh. Jane Birkin con Sergio Castellitto promuoverà 36 vue du Pic Saint Loup di Jacques Rivette, mentre non ci sarà la figlia Charlotte Gainsbourg attesa invano per il film di Chéreau Persecution. Forfait anche per Charlotte Rampling, interprete di Life During Wartime del regista di culto Todd Solondz, niente Richard Gere per Brooklyn’s Finest di Antoine Fuqua, niente Charlize Theron per The Road di Hillcoat e neppure, sembra, il bel Luca Argentero de Il Grande Sogno di Placido, perché sul set del nuovo film di Julia Roberts Mangia, prega, ama.
Tra i divi stranieri ci saranno però Sylvester Stallone, Colin Firth, Julianne Moore con il neo regista, lo stilista-guru Tom Ford, Isabelle Huppert di White Material di Claire Denis, Nicolas Cage ed Eva Mendes del Cattivo Tenente: ultima chiamata New Orleans di Werner Herzog, il grande Omar Sharif di The Traveller di Ahmed Maher, l’ormai big star Michael Moore di Capitalism, la fulgida Tilda Swinton di Io sono l’amore di Luca Guadagnino.
Non ci resta che dire: "Che la festa cominci!"


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