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sabato 1 agosto 2009
de Arcangelo & de Martino
Oggi chiude il “Fiuggi Family Festival”
Vincitore è il docu-film “As We Forgive” di Laura Waters Hinson sul Rwanda del dopo genocidio
Ultima giornata per il "Family Festival", ma si continua a lavorare fino all’ultimo minuto. Tra i film in concorso, presentati “Intercampus”, documentario di Gabriele Salvatores, Guido Lazzaroni e Fabio Scamoni, realizzato nei paesi in cui è stato concretizzato il progetto calcistico di solidarietà ed aiuto all’infanzia dell’Inter e, nel pomeriggio, il messicano “El estudiante - Lo studente”, opera prima di Roberto Girault, già montatore e tecnico del suono. Un dramma sulla scia della commedia sentimentale che punta sull’incontro tra due generazioni

Ultima giornata per il Family Festival, ma si continua a lavorare fino all’ultimo minuto. Per i film in concorso sono stati presentati il già annunciato Intercampus, documentario di Gabriele Salvatores, Guido Lazzaroni e Fabio Scamoni, realizzato nei paesi in cui è stato concretizzato il progetto calcistico di solidarietà ed aiuto all’infanzia dell’Inter. E, nel pomeriggio, il messicano El estudiante - Lo studente, opera prima di Roberto Girault, già montatore e tecnico del suono. Un dramma sulla scia della commedia sentimentale che punta sull’incontro tra due generazioni, e prende spunto da Calderon de la Barca (La vita è sogno) e lo affronta grazie alla mediazione di un grande autore della letteratura spagnola ed europea, Miguel de Cervantes, il cui celeberrimo eroe Don Chisciotte si rivela maestro di vita per giovani e vecchi. Ma è anche un’occasione per aprire gli occhi alla poesia e alla vita, da guardare non come un oggetto da consumare, ma come una sorpresa quotidiana da rispettare e un’occasione per riflettere. Anche se alla fine, il film di Girault vira pericolosamente verso il mélo (la morte della moglie, il messaggio antiabortista), il film offre comunque un quadro ora commovente ora divertente di questo scontro-incontro generazionale. Infatti, narra la storia del settantenne Eduardo che, dopo essere andato in pensione e incoraggiato dall’amata moglie, decide di seguire i suoi sogni e si iscrive all’università, dove incontra una nuova generazione di studenti alle prese con i (soliti) problemi della loro età: l’amore, le aspirazioni, ma anche la droga e le disillusioni. Eduardo, appassionato lettore del Don Chisciotte, approfittando della messa in scena del testo, riuscirà a conquistarli e dar loro consigli che la sua esperienza e le sue letture gli suggeriscono. E quando la tragedia colpirà l’anziano, saranno i giovani a ricambiarlo.

Nella sezione Documentari internazionali è stato proiettato Heart of Jenin di Leon Geller e Marcus Vetter. Un documentario che diventa viaggio attraverso Israele, un paese che viene esplorato non solo tramite le famiglie dei bambini che hanno ricevuto gli organi di Ahmed Khatib, un ragazzino palestinese colpito per errore dal fuoco di un soldato israeliano, ma anche nel tentativo di ricostruire gli eventi tragici che ebbero luogo a Jenin nel 2005. Tutto ciò, per constatare che una pace è possibile, ma solo se dipende dalla gente comune, perché né le famiglie arabe né quelle ebree vogliono la violenza.
Il signor Khatib ha perso suo figlio Ahmed che aveva 12 anni, ucciso perché giocava con una pistola giocattolo scambiata per una vera. Questo padre decide di donare gli organi di suo figlio a dei bambini israeliani come gesto di pace. Oggi porta avanti anche un centro costruito e sostenuto da una città italiana dedicato ai bambini palestinesi orfani e/o bisognosi.

Altro documentario intenso è quello di un (altro) giovane siciliano, Salvatore Presti, che con il suo Luce verticale: Rosario Livatino, il Martirio, racconta - dando voce a parenti, amici, conoscenti, insegnanti e colleghi - quella che fu la vita (e la morte per mano mafiosa), del giovane magistrato chiamato ‘il giudice ragazzino’. Una morte che fece vibrare di indignazione la voce di Giovanni Paolo II quando andò ad Agrigento, e che sta portando il giovane giudice alla gloria degli altari, essendo in corso una causa di beatificazione.
Ieri, al PalaFamily, proiezione del celeberrimo Don Camillo di Julien Duvivier con Fernandel e Gino Cervi che ha aperto l’Omaggio a Giovannino Guareschi. La celebrazione continuerà oggi con la proiezione di La rabbia, realizzato da Guareschi con Pier Paolo Pasolini nel 1963. Introducono il regista Alessandro D’Alatri e Marco Ferrazzoli, autore di Non solo don Camillo - L’intellettuale civile Giovannino Guareschi.

Proiezione anche per il riconosciuto (Premio per la vita della Fondiaria Sai) Per non dimenticarti di Maria Antonia Avati, alla presenza del padre Pupi. A seguire la riproposta di Dancing Paradise, realizzato nel 1982 per la Rai proprio da Pupi Avati. Presente anche l’attore feticcio del regista, Carlo Delle Piane che, a sorpresa, ha  presentato un suo video in veste di cantante per un iniziativa a favore dei bambini del terzo mondo,e  non solo. Oggi si è chiuso anche il concorso con Lauptajij (Little Robbers – Piccoli ladri) di Armands Zvirbulis (Lituania/Austria).
E questa sera, sempre al PalaFamily, la premiazioni. Per la cronaca, ha vinto la secondo edizione del Fiuggi Family Festival il docu-film As We Forgive di Laura Waters Hinson che racconta le storie di due donne rwandesi, che si ritrovano con gli uomini che hanno massacrato le loro famiglie durante il genocidio del 1994 che causò milioni di morti. La giuria, presieduta da Alessandro D’Alatri, non ha assegnato altri premi.
Il motivo della nostra scelta - spiega D’Alatri - nasce dai valori espressi e dalla qualità di questo documentario che affronta i temi, oggi largamente attuali, della ferita familiare e del perdono. L’opera di Laura Hinson - aggiunge ancora il regista, contiene tutti gli elementi innovativi di cui il Family Festival è portatore, in modo particolare quelli etici e morali, spesso trascurati dal mercato cinematografico
D’Alatri - che ha ricevuto il premio speciale dell’Acea - sottolinea anche che la Giuria riconosce agli organizzatori del Festivaldi aver fatto un lavoro qualitativamente elevato e coraggioso nella scelta di un parco così eterogeneo di film; ed auspica che, a fronte di questo risultato, i documentari ottengano una maggiore visibilità nei circuiti cinematografici italiani”.

Ma non è tutto perché qualche giorno fa esperti e psicologi avevano lanciato l’allarme sui danni di una comunicazione pubblicitaria invasiva che inculca nei bambini l’ideologia del consumo a tutti i costi. Giocattoli, indumenti ed accessori diventano acquisti indispensabili per i più piccoli, il prezzo da pagare pur di venire accettati nella cerchia dei coetanei. Una grande accusa è stata rivolta all’utilizzo pubblicitario dei personaggi del piccolo e grande schermo che, una volta accostati ai prodotti, diventano calamite irresistibili per i piccoli fan. Gli esperti di marketing vengono ritratti come tanti occhi ‘orwelliani’ che scrutano la crescita dei nostri bambini, al fine di capirli talmente tanto da anticiparne i bisogni.
La cruda realtà mostrata dal documentario Consuming Kids - The commercialization of the childhood, di Adriana Barbaro e Jeremy Earp - lodevole inchiesta cinematografica sul mondo della pubblicità per bambini - è dura da digerire: il marketing sembra inseguire l’uomo dall’inizio della sua esistenza, indicandogli stili di vita, strade tracciate da intraprendere per realizzarsi come appagato acquirente.
Così, per puntare l’attenzione delle aziende ad avere una sensibilità maggiore ai messaggi destinati alla famiglia e soprattutto ai bambini, il Family Festival di Fiuggi ha istituito da quest’anno il premio Pubblicità Family. I primi riconoscimenti sono andati a I piccolini - Impariamo a consegnare l’energia per la categoria spot televisivo (ha ritirato il premio Elio Polce del team creativo di Turner, producer dello spot) e alla campagna stampa  Mediaset Premium (ha ritirato il premio Federico Di Chio, direttore Digitale Terreste di Mediaset).
L’attenzione a messaggi educativi rispettosi dei valori familiari - ha dichiarato Fabio Fabbi, direttore generale del Festival e membro della giuria del premio Pubblicità Family - è una tendenza delle aziende sensibili ai temi della responsabilità sociale. Oggi le persone hanno un atteggiamento diverso nei confronti della pubblicità e per i marketers ed i creativi è giunto il momento di pensare ad una comunicazione in linea con uno scenario socioeconomico mutato, soprattutto per le famiglie”.
Così si chiude questa seconda edizione che ha registrato oltre 25.000 presenze a cui ha regalato grandi emozioni con una settimana di incontri, film, anteprime, giochi e gadget dedicati a tutti i componenti della famiglia. Un bel Festival, che ha il suo punto di forza nella gratuità dell’ingresso e delle proiezioni per il suo pubblico. Vale a dire, le famiglie.


Links correlati
http://www.fiuggifamilyfestival.org
 
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