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venerdì 31 luglio 2009
de Arcangelo & de Martino
“L’era glaciale 3” a Fiuggi
Al Family Festival si susseguono grandi anteprime, notevoli documentari ed incontri interessanti
Mentre il Festival si avvia alle serate più calde, al Palafamily di Fiuggi erano già esauriti i biglietti ad inviti per l’anteprima più attesa di tutto il “Fiuggi Family Festival”: quella di “L’era glaciale: L’alba dei dinosauri” di Carlos Saldanha e Mike Thurmeier - che uscirà nelle sale il prossimo 28 agosto targato 20th Century Fox - ed è di gran lunga il più ambizioso e ‘famigliare’ dei tre film della saga. Un’esplosione di risate, una marea di battute e citazioni, nonché nuovi personaggi come Buck, spericolato furetto preistorico-mercenario

Mentre il Festival si avvia alle serate più calde, al Palafamily di Fiuggi erano già esauriti i biglietti ad inviti per l’anteprima più attesa di tutto il Fiuggi Family Festival: quella di L’era glaciale: L’alba dei dinosauri di Carlos Saldanha e Mike Thurmeier - che uscirà nelle sale il prossimo 28 agosto targato 20th Century Fox (che lo ha anche prodotto insieme a Blue Sky Studios e Fox Animation) - ed è di gran lunga il più ambizioso e ‘famigliare’ dei tre film della saga. Un’esplosione di risate, una marea di battute e citazioni (riservate soprattutto a ragazzi più grandi e adulti), nonché nuovi personaggi come Buck (voce italiana di Massimo Giuliani), spericolato furetto preistorico-mercenario (ma buono, coraggioso e generoso) leggermente fuori di testa e orbo di un occhio, caduto accidentalmente nel mondo sottostante e, ovviamente, i dinosauri. Perché in questo film Manny il mammut (voce italiana di Leo Gullotta) e la sua compagna Ellie (incinta del primo cucciolo - voce italiana di Roberta Lanfranchi), la tigre Diego (doppiato da Pino Insegno) e Sid il bradipo (doppiato da Claudio Bisio) vengono catapultati nel ‘mondo perduto’ dei dinosauri, rimasti sottoterra isolati dal ghiaccio ‘di sopra’. Tutto a causa di Sid che, geloso della felicità dei due mammut per il baby in arrivo, trovato per caso tre uova abbandonate pensa bene di impossessarsene per colmare la sua voglia di famiglia. Poco dopo nascono tre piccoli… dinosauri, addirittura più grandi di Sid, ma che accettano di buon grado questo strano ‘mammo’ bradipo. Ma la vera mamma dei cuccioli è viva e vegeta. E si tratta di un immensa e temibile T-rex, naturalmente molto arrabbiata. Così, malgrado gli strepiti di Sid, se li porta via a forza. Il bradipo non ci sta a perdere i ‘suoi’ piccoli e si attacca alle loro costole. Anzi, alla coda del T-rex… e sparisce. Così i suoi amici dovranno andare a salvarlo… Un cartone animato, questo, che funziona sempre di più, mentre lo scoiattolo preistorico Scrat - che trova l’amore in un’astuta ed attraente femmina di scoiattolo/topo di nome Scrattina - continuerà a lottare (anche con lei) per l’agognata ghianda e, entrambi, finiranno nel mondo sotterraneo.

Anche i film in concorso sono stati in questi giorni al di sopra delle aspettative. Dalla commedia ‘celeste’ spagnola Angels S.A.- Angeli Spa di Eduard Bosch al dramma psicologico di attualità Versailles di Pierre Schoeller con Guillaume Depardieu, alla sua ultima interpretazione prima della sua morte (e che, qui a Fiuggi, si è ricongiunto idealmente con suo padre Gérard, anche lui in un film presentato in anteprima al Festival, I ragazzi di Timpelbach.
Angels S.A. è la tradizionale commedia fantastica i cui riferimenti sono i classici iberici degli anni ’60-’70; e la protagonista è una giovanissima cantante Maria Isabel che debutta sul grande schermo come attrice. Una caratteristica del cinema spagnolo di quelli anni che impose bambini canterini come Marisol e Joselito nella commedia e la famosissima Sarita Montiel nel mélo-musical, una star costretta all’esilio artistico dalla Spagna franchista perché in odor di comunismo, prima in Messico, Argentina e, infine, persino a Hollywood. Il film - una variazione riuscita della classica commedia fra Terra e Paradiso, è un racconto sull’amore, la speranza e le seconde occasioni, girato con tocco leggero e a suon di canzoni - racconta di Carlos che ha una bella, tipica, famiglia: la moglie Julia, i figli Maria Isabel e Dani, a cui vuole bene ma da cui è sempre molto lontano a causa del suo lavoro. Quando Carlos muore in un incidente aereo, in cielo scopre che sua figlia non ha un angelo custode; così ottiene dal capo degli angeli il permesso di poter tornare sulla Terra per svolgere questo ruolo. Dovrà risolvere molti problemi ed accettare che la sua famiglia impari a sopravvivere senza di lui.

Molto realistico, interessante e toccante, invece, Versailles di Pierre Schoeller che narra la storia di Nina, disoccupata senza casa, che vive per le strade parigine con il figlio Enzo di cinque anni. Sbattuta da un ufficio all’altro dall’assistenza sociale, Nina finisce nei boschi di Versailles dove si imbatte in Damien, un giovane ferito dalla vita che vive in una baracca. Intuendone la fondamentale bontà d’animo, Nina compie il gesto azzardato di andarsene per tentare di ricostruire la sua vita lasciando il bimbo alla sua custodia. Il barbone (clochard di ultima generazione), prima riluttante, finisce poi per affezionarsi al piccolo, tanto che tempo dopo lo riconoscerà ufficialmente…Il ritratto del piccolo Enzo, centro emotivo e morale del film, mette in primo piano le difficile vite delle persone (oggi sempre di più) costrette ai margini della società. Però, la sofferenza e la solitudine, non sono la parola definitiva per i personaggi. Forse né NinaDamien sapranno essere genitori fino in fondo, ma Enzo avrà sempre la fortuna di trovare adulti capaci di stargli vicino per aiutarlo a crescere, senza speculazioni né interessi. Dalla pellicola viene fuori l’inadeguatezza delle istituzioni a risolvere i problemi dei cittadini in difficoltà che vengono ostacolati da assurdi decreti e leggi senza senso, dimenticando innanzitutto le persone ed i loro sentimenti.

Tra i documentari, presentati oggi, infine, una nota di merito va a Dallo zolfo al carbone del giovane siciliano Luca Vullo che ha raccontato la ‘vendita’ al Belgio da parte del governo italiano di manodopera per le miniere di carbone e la difficilissima vita di questi emigranti. L’opera infatti prende spunto dal Patto Italo-Belga del 1946, accordo firmato dal primo Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che con questa astuta mossa assicurava non solo un lavoro certo ai tanti disoccupati italiani, nella fattispecie meridionali e in particolare siciliani, ma anche una sicura fornitura energetica all’Italia in tempi di crisi post-bellica.
Altro documentario commovente, quello di Jean Pierre Duret e Andrea Santana, Puisque nous sommes nés (Visto che siamo nati), che narra anche lui una storia di sofferenza e vita gramissima di adolescenti nella periferia rurale di San Paolo in Brasile che, malgrado tutto, non sono disposti a cedere alla droga e sognano un futuro migliore, magari da camionista. Infatti, da quando gli è stato ucciso il padre, il quattordicenne Cocada vive praticamente in una grande stazione di servizio, dentro un vecchio camion, sognando di diventare un camionista. Nego, invece, vive in una favela, ma vuole andarsene e far fortuna. Di notte i due ragazzi girano per la stazione di servizio, incantati da tutto quel cibo, dalle tante mercanzie e dal continuo viavai di camion e viaggiatori. Ogni cosa sembra attirarli verso questo grande paese che non conoscono affatto. Con la maturità, acquisita molto presto attraverso le avversità, i due s’interrogano sulla loro identità e sul loro futuro. La loro unica prospettiva? Una strada che conduce altrove.

Per quanto riguarda gli incontri a tema, Tanti padri tanti amori con il poeta Davide Rondoni, il professor Giuseppe Nola ed alcuni padri con le loro vicende vissute. E domani mattina, Aggiungere qualità agli anni, cui dovrebbe intervenire il presidente onorario della Lux Vide, Ettore Bernabei, insieme ad Ennio Di Filippo, Vice presidente dell’Associazione Alberto Sordi e Rita Pelaia di Farmindustria.


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http://www.fiuggifamilyfestival.org/
 
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