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mercoledì 31 agosto 2005
di Silvia Di Paola
Venezia, si aprono le danze
Da una parte la cerimonia ufficiale, dall’altra manifestazioni di contorno altrettanto interessanti
Ci saluta "Casanova" – presentato ieri sera all’Arena Campo San Polo in una serata gratuita per i veneziani - ma solo per introdurci alla crudezza della storia di "Sacco e Vanzetti" e, poche ore dopo, in grande stile alle lotte della Cina remota di "Seven Swords" in cui un uomo è la sua spada e la spada è lo specchio dell’uomo. Ma, soprattutto "Casanova" ci saluta all’aperto, nell’abbraccio quasi intimo di Campo San Polo mentre per la proiezione ufficiale, in Sala Grande, del film di apertura firmato da Tsui Hark

Ci saluta Casanova – presentato ieri sera all’Arena Campo San Polo in una serata gratuita per i veneziani - ma solo per introdurci alla crudezza della storia di Sacco e Vanzetti e, poche ore dopo, in grande stile alle lotte della Cina remota di Seven Swords in cui un uomo è la sua spada e la spada è lo specchio dell’uomo. Ma, soprattutto Casanova ci saluta all’aperto, nell’abbraccio quasi intimo di Campo San Polo mentre per la proiezione ufficiale, in Sala Grande, del film di apertura firmato da Tsui Hark, che segue la cerimonia d’apertura, dallo smoking, dai documenti alla mano e dal passaggio al metal detector non si sfugge. Lo impongono i tempi, ripetono gli addetti dell’ufficio stampa, e ai tempi ci si adegua. In tanti modi. Non solo accettando ciò che sarebbe sembrato piuttosto peregrino sino a pochi anni fa ma persino inventando soluzioni possibili. Magari per evitare affollamenti pericolosi, e non solo ineleganti.

Così l’apertura, l’inaugurazione, si sdoppia. Letteralmente. In Sala Grande gli invitati e l’ufficialità, nella tensostruttura Area Alice una folla di altri ma con una compagnia d’eccezione: il regista del film e gli interpreti.
Non sarà istituzionale ma sarà la compagnia più eccitante per chi alla Mostra cerca il cinema più che la mondanità. Che sfilerà come sempre. A un passo dai politici Rocco Buttiglione, Piero Lunardi, Giorgio La MalfaClaudio Scajola, Giuliano Urbani, Claudio Petruccioli, Francesco Rutelli (con signora), dai componenti della giuria guidata dallo scenografo Premio Oscar Dante Ferretti e, naturalmente da chi festeggia già stasera, tagliando il primo nastro di partenza, i fratelli Vanzina, figli di Steno che firmò quelle Avventure di Giacomo Casanova (1954 - Foto 2) presentata, appunto, ieri sera in Campo San Polo, in versione restaurata e integrata dai tagli di censura, cui è seguita una grande festa targata Settecento, con tanto di maschere, candelabri, costumi, musiche e menù d’epoca.
 
Con Gabriele Ferzetti e Ursula Andress (Foto 3)ad aprire questo capitolo, che è parte della Storia segreta del Cinema Italiano (che partì lo scorso anno) e che è dedicato ai Casanova di casa nostra, con seguito firmato Federico Fellini (il 4 settembre verrà visto il suo Casanova alla presenza del protagonista Donald Sutherland) e Luigi Comencini (Infanzia, vocazioni, prime esperienze di Giacomo Casanova veneziano), per non dire del contemporaneo Casanova di Lasse Hallstrom (in prima mondiale il 3 settembre) che è il capitolo di un’altra storia.

Ma, tra Casanova e le Sette spade di Tsui Hark, il Sacco e Vanzetti di Fabrizio Costa, che in cinematografica versione verrà presentato sempre questa sera al pubblico (vedere articolo a parte), a ricordarci da quale intolleranze e orrori veniamo e dove andiamo. E chissà se a questo penseranno i 950 invitati che dopo l’inaugurazione festeggeranno sulla spiaggia dell’Excelsior e su una pedana di 1200 metri quadrati, rossa di moquette, tra giochi di luce e piante di bambù, fiori di loto e candele bianche, buffet cinese e vini Franciacorta. Chissà se ci penseranno, almeno un attimo, di sfuggita.

Intanto, si festeggia anche un grande produttore di casa nostra. Lui lo ha sempre pensato senza un fondo ed un cielo, senza un alto e un basso, differenziato sino allo stremo ovviamente, ma compatto. Tutto era cinema con dignità di esserlo per Fulvio Lucisano (Foto 4) che, produttore e distributore dai Cinquanta, nella sua vita ha promosso, si è lanciato e, a volte, ha rischiato in ogni genere. In ogni mare. Dall’horror alla commedia, dall’erotico al fantascientifico, sfiorando il drammatico e non eludendo niente e nessuno. Commerciale o autoriale, per lui era sempre e solo cinema e valeva la pena di farlo. Per i b-movie ma anche per i Bolognini e i Ferreri, per i Sordi e i Wertmuller. Per questo una storia del cinema italiano se lo trova di fronte come una colonna, ineludibile. E, soprattutto, una Storia segreta del cinema italiano, corsa zigzagante (ma non troppo) nella nostrana produzione datata ’60, ’70 e ’80, come quella che la Mostra sta confezionando strada facendo, oggi alla sua seconda annata, dopo il successo superiore ad ogni aspettativa dell’anno passato.

Un omaggio, dunque, una zoomata affettuosa e scanzonata, a Lucisano si deve, magari pensandolo come punto di partenza di una storia del cinema italiano, commerciale ma sensibile a tutto ciò che le ha ruotato ai margini. Un omaggio, curato da Manlio Gomarasca, che riproporrà quattro film da lui prodotti (completamente restaurati in HD a cura della Biennale e della Fondazione Prada e dal 21 settembre acquistabili in DVD) che attraversano il decennio 1965-75.
Da Terrore nello spazio (Foto 5), storia a tinte quasi espressioniste di un pianeta abitato da esseri in cerca di corpo, diretto da Bava e sceneggiato anche dallo scrittore Alberto Bevilacqua, a Le spie che vengono dal semifreddo, firmato da un Bava minore che qui compare anche nelle vesti di un angelo e che dirige Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, oltre che una Antonelli alla sua prima apparizione. E da Il medaglione insanguinato, storia di un giornalista che parte alla volta di Spoleto, alla ricerca del diavolo nella pittura (e non solo),  a Cosa avete fatto a Solange? (Foto 6), un giallo interpretato da Fabio Testi e affollato da lolite in vena di pericolosi giochi sessuali, entrambi di Massimo Dallamano, regista apprezzato dal Tarantino che lo scorso anno è arrivato sin qui per giocare allo sdoganamento della nostra serie B cinematografica e d’annata.
Si comincia da oggi e a dare il “la” ai festeggiamenti Federica e Paola Lucisano che applaudono il papà davanti a una torta realizzata per l’occasione da Ermenegildo Rosa Salva, il miglior pasticcere di Venezia. Perché resti un po’ di dolce in bocca.

 
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