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lunedì 25 marzo 2024
di Claudio Fontanini
UN MONDO A PARTE
Albanese maestro in Abruzzo in un film di resistenza culturale
Dopo La guerra degli Anto’ (storia di quattro giovani punk originari di Montesilvano) e Il posto dell’anima (una multinazionale statunitense di pneumatici decide di chiudere la filiale italiana a Vasto), la ricca filmografia di Riccardo Milani aggiunge un altro bel tassello alla collezione abruzzese
Dopo La guerra degli Anto’ (storia di quattro giovani punk originari di Montesilvano) e Il posto dell’anima (una multinazionale statunitense di pneumatici decide di chiudere la filiale italiana a Vasto), la ricca filmografia di Riccardo Milani aggiunge un altro bel tassello alla collezione abruzzese. 

Ambientato a Rupe (in realtà Opi, il nome è inventato per proteggere la stabilità del piccolo paese nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo) Un mondo a parte è un film di resistenza culturale e difesa della propria identità

Al quinto film con Antonio Albanese protagonista, il regista romano, dopo Grazie ragazzi, punta ancora sulla commedia sociale per tratteggiare, tra sorrisi e amare riflessioni, la vicenda di un microcosmo regionale che si fa manifesto di umana condivisione. 

Appena trasferito, il maestro elementare Michele Cortese (Albanese, sempre bravissimo) stanco di 40 anni d’insegnamento nella giungla periferica romana (il film inizia con un bimbo di 6 anni che lo minaccia…) è in cerca di nuovi stimoli. 

Accolto da una copiosa nevicata e dal gelo perenne (camminare in mocassini non aiuta…) quell’uomo discreto e innamorato del suo lavoro scoprirà che al Cesidio Gentile detto Juricò (bellissima la storia del poeta pastore al quale è intitolata la scuola) servono 4 nuovi alunni entro il nuovo anno scolastico pena la chiusura dell’istituto. 

Con l’aiuto di una vicepreside energica e cornificata (l’ottima Virginia Raffaele in dialetto abruzzese) porterà a termine la missione tra espedienti al limite della legalità e voglia di trasmettere il sapere senza imporlo. Con un occhio speciale ad un giovane del posto che sogna di diventare agricoltore invece che youtuber. 

Necessario (si rivaluta il ruolo e la figura dell’insegnante) e divertente (la prima mezz’ora, la migliore del film, è esilarante, con Albanese incapace di comprendere il nuovo dialetto e alle prese con usi e costumi locali), scritto da Milani con Michele Astori e interpretato da un cast neorealista (sui titoli di testa compaiono nomi e professioni degli abitanti di Pescasseroli che hanno lavorato al film con nota di merito per il bidello Sergio Saltarelli), Un mondo a parte- un po’ Io speriamo che me la cavo, un po’ Benvenuti al Sud- regala spunti riflessivi (Con 1400 euro al mese  siamo noi la nuova classe operaia dice Virginia Raffaele) e credibilità. 

Tra lezioni di educazione sessuale e colloqui con i genitori nelle stalle, citazioni antropologiche (la restanza di Vito Teti) e letterarie (Possiamo salvare il mondo prima di cena è il libro che il maestro assegna da leggere ai suoi piccoli allievi), visite malinconiche a vecchi ruderi che fanno da monito (la scuola chiusa di Sperone che ha segnato la morte del paese) e l’invito a non abituarsi mai al peggio. 

Con quel paesino dove la rassegnazione si mangia a morsi come la scamorza che diventa l’emblema di un domani diverso e ancora possibile (quel trattore che si rimette in moto scalda i cuori). 
Capace di non lasciare indietro nessuno. Proprio come quel branco di lupi che sembra salutare e vigilare da lontano su quel maestro catapultato in un mondo a parte. 

Qualche evitabile forzatura (il tentato suicidio della sorella incompresa di uno dei piccoli studenti) e una seconda parte meno fluida ed incisiva della prima non compromettono il risultato finale di un film che conferma la resa e il talento dell’accoppiata cinematografica Milani- Albanese. Omaggio a Ivan Graziani in colonna sonora con Agnese dolce Agnese e Taglia la testa al gallo.           

In sala dal 28 marzo distribuito da Medusa  

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