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mercoledì 20 marzo 2024
di Claudio Fontanini
Eravamo bambini
Ritorno in Calabria per cinque amici d’infanzia nel noir di Marco Martani
Cinque amici d’infanzia, un’estate di mare e di felicità bruscamente interrotta da un fatto di sangue, una vita a tentare di allontanare il passato che ritorna sotto forma di vendetta annunciata. Presentato nella sezione Alice nella Città all’ultima Festa del cinema di Roma, Eravamo bambini di Marco Martani (lo sceneggiatore di Notte prima degli esami e La mafia uccide solo d’estate alla sua terza regia dopo Cemento armato e La donna per me) è un noir malinconico che qualcuno ha già denominato lo Sleepers calabrese

E sì perché anche se il film è girato in realtà nei borghi pontini è ambientato nella finzione in Calabria ed offre molte similitudini nella sceneggiatura (firmata dal regista con Massimiliano Bruno e liberamente ispirata a Zero, una testo teatrale di quest’ultimo messo in scena nel 2005) col film di Barry Levinson del 1996

Cos’hanno in comune un postino poco coraggioso (Francesco Russo), un poliziotto violento (Alessio Lapice), un rapper di successo che si fa chiamare Inferno (Lorenzo Richelmy), una giornalista che sfoga nel sesso rabbia e frustrazioni (Lucrezia Guidone), un tossico con allucinazioni (Romano Reggiani) e il figlio sensibile (Giancarlo Commare) di un politico locale (Massimo Popolizio in versione padrino calabrese) che dietro l’aura da pater familias nasconde affari sporchi e prevaricazioni? 

Lo scopriremo in un film dolente e in sottrazione che si dispiega su tre piani temporali (l’interrogatorio al commissariato, il ricongiungimento improvviso dei sei amici nel paese calabrese e gli avvenimenti che ne determinano la loro amicizia nata 20 anni prima) tra hit d’epoca e galline da spennare come prova di machismo, fucili rubati in armeria e compleanni da festeggiare, pestaggi, sete di avidità e leoni di marmo con qualche vuoto di sceneggiatura (cos’hanno fatto i ragazzini dopo aver assistito alla mattanza non è dato sapere) e un finale sospeso a incorniciare le belle prove attoriali di un cast affiatato e partecipe (il più lodevole è il pacifico Francesco Russo nei panni di Cacasotto e vera anima del film). 

In sala dal 21 marzo distribuito da Europictures




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