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lunedì 13 febbraio 2023
di Claudio Fontanini
Una relazione passeggera
Due amanti senza futuro (o forse no) nel bel film di Mouret
Una madre single e un uomo sposato diventano amanti. Soltanto per il piacere di vedersi e senza sperare in alcun sentimento amoroso. Una relazione senza futuro (il titolo originale, Chronique d’une liaison passagere, non è puramente casuale) messa in serio rischio dalla complicità che s’instaura a poco a poco nella coppia e da sentimenti inespressi capaci di sparigliare le carte in tavola. 

Diretto da Emmanuel Mouret e magnificamente interpretato da una coppia di attori in stato di grazia (Sandrine Kiberlain e Vincent Macaigne) Una relazione passeggera- passato a Cannes 2022 nella sezione Premières- mette in scena, attraverso un flusso ininterrotto di parole e corpi in perenne movimento, i 6 mesi di frequentazione e di reciproca attrazione tra la disinibita Charlotte- una che vuole finalmente raccogliere i frutti dall’albero della vita- e il timido e riservato Simon, quasi travolto ed inebriato dagli eventi. 

Lei tre figli e separata, lui sposato con due figli e ancora innamorato (ma tutto ciò che esula dagli incontri a due degli amanti resta fuori dallo schermo) eccoli passeggiare al parco, visitare mostre, fare gite in bicicletta e giocare a badminton fino a pensare ad una serata di sesso a tre che sconvolgerà i già precari equilibri in campo. 
Con Louise (Georgia Scalliet) conosciuta su internet e vero e proprio ago della bilancia di vite al bivio e destinate, forse, a nuove coordinate emotive

Traumi maschili e amici guardoni, suonerie personalizzate e scenate di gelosia implose, ultime volte (Mi desideri perché non ti appartengo) e invettive contro la passione (E’ propaganda nichilista, non c’entra niente con l’amore. E’ molto rumore per nulla dice convinta Charlotte) e la depilazione (Una degenerazione dell’umanità sentenzia lui) in un film sommesso e mai urlato che nasconde, dietro la leggerezza di stile e toni, le domande più profonde su cosa significa stare insieme e come difendersi da una sorta di fine annunciata. 

Con Scene da un matrimonio di Bergman, che la coppia vede al cinema, a fare da contraltare a questo film che progredisce per salti temporali ed ellissi e invita all’ostinazione del desiderio e ad ammettere a se stessi ciò che si vorrebbe e si ha paura di esibire. 
E quel facciamoci del bene senza pensare al futuro che diventa un si può amare senza un progetto? in una progressione sentimentale che finisce, tra rimpianti e sensi di colpa, dall’allegria esibita al ciò che poteva essere e non è stato. Ma forse non è mai davvero troppo tardi.        


In sala distribuito dal 16 febbraio distribuito da Movies Inspired     


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