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lunedì 15 giugno 2015
di Redazione
Festa di Roma 2015, ecco cosa cambia
La Festa del Cinema di Roma compie dieci anni e per l’occasione, dal 16 al 24 ottobre, l’auditorium Parco della Musica srotolerà il tappeto rosso per film, incontri, eventi speciali e masterclass. Presiede Piera Detassis e dirige Antonio Monda: "via premi, concorso e giurie"
"Sono stato chiamato soltanto alcuni mesi fa - racconta il direttore artistico all’Adnkronos - ed è una sfida difficile ma esaltante. L’obiettivo è riportare il festival all’idea di festa. Non c’è bisogno di premi, concorso, giurie".
"Ogni artista, talento, attrice è già celebrato quando viene qui. Ma voglio puntare sugli incontri, almeno uno al giorno, con personalità che racconteranno il loro cinema o il loro amore per il cinema. Gli incontri creano più pubblico di ogni altra cosa. Ascoltare un grande artista, attore, regista fa opera di formazione molto forte".

E di ragione, Antonio Monda ne ha da vendere. Ecco perché la X edizione della Festa del Cinema di Roma, che torna alla definizione delle origini, tenta di recuperare quel carattere peculiare che doveva contraddistinguerla da tutte le altre rassegne cinefile nazionali.
Ecco, in sintesi, cosa cambia rispetto alle precedenti edizioni. La selezione ufficiale ospiterà un massimo di 35 film, comprese opere indipendenti o di genere, animazione, blockbuster, opere di visual art e documentari.
Al termine di ogni proiezione, il pubblico vota il film preferito per l’assegnazione del premio del pubblico Bnl.
Via le sezioni: resta solo Alice nella città, con una rassegna dedicata ai ragazzi (max 14 film).

Tre le parole chiave di Antonio Monda: discontinuità, qualità e varietà. "Non ha senso fare un festival quando c’è già Venezia. Il 29 settembre sveleremo i titoli dei 30-35 film, tutti in prima europea e alcuni in prima mondiale, della selezione ufficiale, tutti diversi nel genere.
Detesto l’idea di qualsiasi ’quota’, femminile, maschile, religiosa, perché preferisco i film belli. Prendere uno o più film italiani non troppo riusciti fa male ai film, alla festa e al cinema stesso", chiosa Monda.

Due le retrospettive: una dedicata a un cineasta vivente, l’altra sulla filmografia di Antonio Pietrangeli che, un mese dopo la Festa del Cinema, volerà al Moma di New York.
Gli incontri: il regista Wes Anderson e la scrittrice premio Pulitzer Donna Tartt testimonieranno la loro passione per il cinema tricolore, William Friedkin, regista de ’L’esorcista’, parlerà di un autore italiano vivente da lui apprezzato.
Joel Coen e sua moglie Frances McDormand, saranno invece impegnati a raccontare il connubio artistico fra marito e moglie, come nel caso di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman.

Tra le chicche, invece, oltre a Paolo Sorrentino - che presenterà in anteprima circa una decina di minuti del suo nuovo lavoro - Carlo Verdone e Paola Cortellesi interverranno per rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini nel quarantennale della morte.
Infine, l’architetto Renzo Piano, che torna nel ’suo’ Parco della Musica per raccontare il rapporto tra cinema, immagine e architettura.
Budget della Festa: 3,6 milioni di euro, pari a un terzo di quello della Mostra di Venezia.

"Lo sforzo è raccontare il cinema 365 giorni l’anno - aggiunge Piera Detassis - facendo rete su tutto ciò che esiste a Roma, cuore dell’industria cinematografica. Puntiamo a un modello unico e a unico modello. Intendiamo sovvertire le regole, lavorando in continuità, raccontando fiction, cinema per ragazzi e altro".
"Noi cerchiamo un incontro ravvicinato con il pubblico, declinato in più forme. Saranno, infatti, due i momenti apicali: la Festa del Cinema e il Fiction Fest a novembre. Ciò che riteniamo, però, più importante è l’accordo con le sale, con Anica Lazio. La sala è da recuperare, perché il pubblico, mutante, si è trasformato nel tempo".
 
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