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sabato 6 giugno 2015
di José de Arcangelo
NUOVO CINEMA PESARO 50+1
Il nuovo direttore artistico Pedro Armocida illustra le novità della 50.edizione:dal 20 al 27 giugno
La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro edizione 50 + 1 – dal 20 al 27 giugno - si rinnova, anzi ringiovanisce non solo nella figura del neo direttore artistico Pedro Armocida, ma persino nell’intero staff organizzativo e scientifico, per volontà della stessa amministrazione cittadina. Certo, non cambiano scelte e obiettivi di un festival
La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro edizione 50 + 1 – dal 20 al 27 giugno - si rinnova, anzi ringiovanisce non solo nella figura del neo direttore artistico Pedro Armocida, ma persino nell’intero staff organizzativo e scientifico, per volontà della stessa amministrazione cittadina.
Certo, non cambiano scelte e obiettivi di un festival diverso, alternativo e sperimentale nel vero senso della parola fin dal lontano ’64 e diventato riferimento ideale per Pier Paolo Pasolini, e non a caso intitolato al ‘Nuovo Cinema’ di allora, di oggi e di sempre. E se negli ultimi anni il budget – per le ragioni che tutti conosciamo – si è man mano ridotto a vista d’occhio l’offerta non è calata, o magari solo apparentemente, perché è sempre ricca di novità e proposte, incontri ed eventi.

“Forse la celebrazione dei cinquant’anni dell’anno scorso non l’avevamo messa in risalto come voluto – esordisce lo storico co-fondatore Bruno Torri perché è stata un’edizione dedicata soprattutto per ricordare e celebrare Lino Miccichè. Comunque la Mostra in questi cinquant’anni ha dimostrato di essere fedele a se stessa, di rinnovarsi nella continuità sia come istituzione che come movimento”.
Quest’anno ci sono molti elementi di novità – prosegue -, non era una situazione dolce, ci sono stati un po’ di traumi che abbiamo risolto per il meglio assicurando l’autenticità nel segno dell’indipendenza. E’ stato il sindaco stesso a voler rinnovare, dopo 15 anni, il comitato scientifico, tant’è che l’unica cosa vecchia sono io".

"Certo, questo cambiamento ci ha fatto ripartire in ritardo, e subire ancora un taglio economico, visto che il nostro finanziamento è quello destinato ai festival medio-piccoli; era di 500mila euro e ora arriva a meno di 400mila”.
Poi ha ricordato, appunto, Pasolini che verrà celebrato – cade proprio il quarantennale della sua tragica uccisione, caso non ancora risolto - con una selezione delle sue opere cinematografiche e con un incontro-partecipazione, omaggio anche alla sua prima relazione sul ‘cinema di poesia’ fatta proprio a Pesaro. Sarà ricordato anche Gianni Amico, sceneggiatore, regista e critico cinematografico, che collaborò attivamente alla Mostra nelle prime edizioni.

Il festival proporrà L’uomo Amico, un documentario di Germano Maccione, da un’idea del figlio Olmo Amico, con interviste inedite a Bernardo Bertolucci – di cui è stato amico e collaboratore -, Tatti Sanguineti e Stefano Zenni. Infine, l’Istituto Filatelico Italiano ha dedicato un francobollo per i cinquant’anni della mostra che sarà presentato proprio il 22 giugno.
Desidero iniziare questa mia nuova avventura da direttore – ha dichiarato  Armocida - innanzitutto ringraziando tutte le persone che mi hanno aiutato in un anno particolare, di transizione, di passaggio, di sacrifici. Senza tutti loro non ci sarebbe questa edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Che ho voluto chiamare 50+1. Nell’anno dei suoi effettivi 50 (1965-2015). Ma, qui e ora, si cerca di immaginare un nuovo futuro, una ripartenza nel solco, profondo e fruttifero, tracciato all’inizio da Lino Miccichè e Bruno Torri (come sempre coordinatore del comitato scientifico ora rinnovato) che hanno dato vita all’esperimento di festival più nuovo che il nostro paese, e non solo, abbia mai avuto".

"Un’idea interpretata perfettamente dai direttori che sono succeduti a Miccichè. Ecco Marco Müller, Adriano Aprà, Andrea Martini e Giovanni Spagnoletti. A tutti loro va il mio grazie per lo splendido gioiello che mi hanno lasciato. E che risplenderà, nei film, nei corpi, nelle immagini sui nostri grandi schermi. Ma anche sotto il palco, quando gli autori racconteranno il loro lavoro. Faticoso come può essere quello dell’opera prima. Anche se poi c’è solo la gioia, per noi l’onore, di vederla proiettata  E tanti saranno i titoli dell’evento speciale sugli esordienti italiani dell’ultimo quinquennio (2010-2015). I film sono come la vita, un modo di porsi, di stare al mondo. E ognuno dei titoli che proponiamo ne rappresenta uno diverso. In comune però la ricerca di dare un senso a quello che si fa e quindi al cinema che si propone”.

Infatti, il concorso Pesaro Nuovo Cinema propone sei lungometraggi provenienti da tutto il mondo e una giuria tutta nuova composta da soli studenti delle università e scuole di cinema, ‘coordinata’ da Francesca Neri che, nel film evento di chiusura La nostra quarantena di Peter Marcias, interpreta un’insegnante. Un concorso che propone un fil rouge non cercato ma fortemente al femminile con tre registe e quattro storie interamente incentrate su donne.
Da La madre del cordero (t.l. La m. dell’agnello) dei cileni Enrique Farias e Rosario Espinosa, all’argentino La mujer de los perros (t.l. La donna dei cani) di Laura Citarella e Verònica Llinàs; dall’americano Petting Zoo di Micah Magee al francese Un jeune poéte di Daniel Manivel; dall’italiano Terra di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani con Lou Castel, Franco Nero, e la ‘voce’ del brasiliano Julio Bressane; all’iraniano A Minor Leap Down di Hamed Rajabi.

Per Cinema in Piazza, il 20 giugno, verrà riproposto – in collaborazione con Universal Pictures - come film d’apertura Lo squalo di Steven Spielberg, a quarant’anni esatti dalla prima proiezione pubblica (20-06-75) negli Usa, in edizione originale e nella copia (Blu-Ray) utilizzata per la contemporanea pubblicazione in home video.
Per scoprire uno dei più importanti e stimati artisti turchi, regista, romanziere e pittura “Il cinema di Tayfun Pirselimoglu” e ospiterà anche una selezione dei suoi quadri. Un ritorno del Super8 con i film di sei artisti da tutta Europa che, dopo la morte della pellicola, si ostinano a girare  in super8, ovvero in pellicola, per proiettarli dal vivo in eventi irripetibili.

L’evento Esordi Italiani, cui accennava Armocida, offrirà la parte più ampia e articolata ai film di finzione con ascendenze e/o ibridazioni documentaristiche, da Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza a Piccola Patria di Alessandro Rossetto, da Corpo celeste di Alice Rohrwacher a N-Capace di Eleonora Danco; senza dimenticare la particolare attenzione rivolta negli ultimi anni alla commedia: da Smetto quando voglio di Sidney Sibilia a Scialla! di Francesco Bruno, da 18 anni dopo di Edoardo Leo a I primi della lista di Roan Johnson; nè il passaggio da davanti a dietro la macchina da presa di attori noti come Valeria Golino con Miele e Luigi Lo Cascio con La città ideale.
Prevista una tavola rotonda sul tema, il 25 giugno, a cui parteciperanno registi, critici e altri esponenti del cinema italiano.

Altro evento speciale La dolce Siria di Ammar Al-Beik, ovvero la guerra in Siria vista attraverso gli occhi dei bambini che giocano con una macchina da presa e di “un circo italiano che arriva in Siria ma probabilmente non è mai stato a Rimini”.
Because the Night è una sezione ‘nata per caso’ dato che tra i tanti film visti e selezionati tre sono entrati in relazione tra loro: “tre film eterogenei ma con, in comune, la forza di raccontare meravigliosamente la notte e di illuminarla di bagliori di grande cinema”.
In Victoria diretto dall’attore Sebastian Schipper (“Lola corre” di Tom Tykwer), i 140’ di un unico piano sequenza sono incentrati su un innocuo incontro tra due ragazzi che si trasforma in un delirio di rapine e inseguimenti, tutto in una notte berlinese; il veterano Paul Vecchiali s’ispira alle notti bianche di Dostoevskij per Nuits blanches sur la jetée e raccontare l’incontro amoroso tra un nottambulo che passeggia sul molo e una giovane che sta aspettando l’amore della sua vita. La terza notte è quella nervosa ma in fondo pacificata di Rio de Janeiro, tra corpi e musica elettronica, di Noite (Notte) di Paula Gaitan, ultima moglie di Glauber Rocha.

E ancora l’ormai consueto Sguardi femminili russi, a cura di Olga Strada, quest’anno all’insegna degli esordi. “Name me” di Nigina Sayfullaeva, Olga si reca con l’amica Sasha in Crimea per conoscere suo padre, Sergej; Fine di un’epoca di Sofja Cernyseva, racconta proprio quella dell’Urss del 1952, con le repressioni e la propaganda antisemita che destabilizzano la vita della dottoressa Ira Zalzman; 21 Days di Tamara Dondurey, parla dei ventuno giorni che sono il limite massimo previsto perché i malati terminali possano restare in casa di riposo; Il bambino volante di Evgenija Zirkova è, invece, la surreale storia di un bambino straordinario che quando strilla, canta o ride inizia a volore, ma finirà nei guai. Fuori programma, perché non esordiente, Goodbye Mom dell’acclamata Svetlana Proskurina.

Infine Corti in Mostra – Animazione Italiana – Animania, una sezione curata da Pierpaolo Loffreda, non competitiva, dedicata ad opere inventive ed emozionanti realizzate recentemente da autori italiani d’animazione. Il consueto Dopofestival quest’anno, invece, offre cinque serate intorno a mezzanotte a Palazzo Gradari, affidate ad altrettanti curatori, per mostrare immagini letteralmente fuori dagli sche(r)mi e fuori norma.
Novità nella novità di questa edizione: la mattina sarà completamente dedicata agli incontri e agli eventi culturali, e si svolgeranno in uno degli spazi più prestigiosi di Pesaro dedicato all’arte contemporanea, la Pescheria.

Le proiezioni, invece, partiranno dalle 15 e sempre al Teatro Sperimentale. In questo modo, pubblico, ospiti e critici, potranno organizzare meglio la giornata e magari partecipare ad entrambi i settore, perché non più in parallelo.
Quindi, come conclude il direttore artistico: “La 50+1 Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, insomma, vuole essere un festival plurale, condiviso con chi ci lavora, più aperto a voci e esperienze diverse, più attento a parlare con tutto il pubblico. Rivolto verso il futuro”.



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