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lunedì 19 maggio 2014
di Redazione
Maps to the Stars, in sala dal 21 maggio
Applausi a fine proiezione per l’ultimo lavoro di David Cronenberg "Maps to the stars" in concorso al 67. festival di Cannes, che dopodomani sarà in sala con Adler Enterneinment. Il film fa le pulci a Hollywood tra droga, voglia di apparire e ossessioni per il futuro. Nel cast anche Julienne Moore e Robert Pattinson
E Maps to the stars mandò in orbita la croisette. Applausi alla fine della proiezione dell’ultimo film di David Cronenberg. Una pellicola dura, trafitta da satira e spietato cinismo in cui il regista canadese mette in scena una versione tragica di Hollywood in preda ad una smodata voglia di fiction, ormai in fondo all’abisso. Con personaggi incapaci di gestirsi se stessi se non con l’ausilio delle droghe, ma soprattutto sopraffatti dall’ossessione, del passato e del futuro. Con Maps to the stars, in lizza per la palma d’oro, il canadese Cronenberg si diverte a confondere la realtà con la finzione. E lo fa muovendo sullo schermo esistenze a caccia di notorietà, tra incesti e omicidi, sesso e visioni. Un non-luogo dove tutto diventa sopportabile, se si è sotto i riflettori. E dove ogni cosa è possibile, anche la resurrezione dei morti.

Tutto ruota intorno alle vicende della ricca famiglia Weiss: il capo famiglia Stafford (John Cusack) è un analista che ha fatto fortuna con manuali di auto-aiuto; la madre Christina (Olivia Williams) segue la carriera del figlio attore Benjie, un tredicenne dal vissuto già travagliato che però è una star tra gli adolescenti. Tra i clienti di Sanford c’è Havana Segrand (Julianne Moore), un’attrice di mezza età ancora bella che sogna di girare un remake del film che ha reso celebre la madre negli anni ’60. Ma le visioni di sua madre morta perseguitano Havana di notte.

Anche il tessuto famigliare degli Stafford, però, è lacero: Benjie è appena venuto fuori da un programma di rehab in cui era entrato a nove anni; sua sorella Agatha (Mia Wasikowska), è stata appena dimessa da un istituto psichiatrico dove era in cura per piromania.
La ragazza fa amicizia con Jerome Fontana (Robert Pattinson) autista di limousine e aspirante attore, che diventa assistente personale (e molto particolare) di Havana. Insomma, in questa Hollywood senza speranza, sanguinaria e martoriata immaginata da Cronenberg, non si parla d’altro che di cure e social network. Uno scenario apocalittico, ben riassunto in una frase pronunciata da uno dei protagonisti della storia: "L’inferno è solo un mondo senza droghe". (Fonte Ansa)

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http://www.festival-cannes.com
 
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