A pochi mesi dalla 26^ edizione del Concorso Pianistico Internazionale, che ha laureato il pianista tedesco Herbert Schuch, la Fondazione ricorda i 40 anni dalla scomparsa di Alessandro Casagrande.
Compositore di opere sinfoniche, pianistiche, di musiche per balletto e musiche da film, direttore d’orchestra e direttore dell’Istituto Musicale “Briccialdi” di Terni, Alessandro Casagrande perdeva la vita all’età di quarantadue anni il 21 ottobre 1964.
Due anni dopo, per volere dei familiari, nasceva il Concorso a lui intitolato, che nel tempo si è affermato come una delle realtà più prestigiose del mondo pianistico internazionale.
A documentare le venticinque edizioni di grande storia un invidiabile albo dei premiati che comprende pianisti come Alexander Lonquich, Ivo Pogorelich, Boris Petrushansky, Guher e Suher Pekinel e nelle più recenti edizioni Dmitri Vorobief, Yuka Imamine, Alexei Nabioulin, Hisako Kawamura.
Tra le iniziative per onorare la memoria di Alessandro Casagrande, particolarmente significativa la dedica del concerto con cui Alexander Lonquich inaugura a Terni la stagione della Associazione Filarmonica Umbra il giorno dell’anniversario, 21 ottobre alle ore 21. In programma composizioni di Poulenc, Fauré, Albeniz, Rihm, Debussy e Schumann.
Il concerto sarà preceduto da un incontro del pianista con il pubblico il giorno 20, presso la Sala Casagrande dell’Istituto Briccialdi (ore 18), sul tema “Tradizione e tradimento nell’interpretazione”.
Ancora una dedica a Casagrande da parte di Alessandra Ammara e Roberto Prosseda, rispettivamente secondo e terzo premio nella XXII edizione del Concorso, che suoneranno in duo pianistico a Terni il giorno seguente (22 ottobre ore 21.15, Associazione Araba Fenice, musiche di Bach, Mozart, Brahms, Gershwin).
Continuano intanto i concerti in Italia di Herbert Schuch (foto 1), primo premio all’ultima edizione. Dopo il successo del debutto al Festival di Spoleto in luglio, sono previsti prossimamente diversi recitals: Caserta (10 novembre), Latina (10 dicembre), Bari (15 dicembre).
Da segnalare inoltre una serie di concerti con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese sotto la direzione di Marco Zuccarini. In programma il Concerto n.2 in fa minore di Chopin (Fano, 3 dicembre; L’Aquila, 4 dicembre; Spoltore (PE), 7 dicembre; Sulmona, 9 dicembre).
Chi era Alessandra Casagrande
Alessandro Casagrande nacque a Terni nel 1922 da una famiglia dedita alla musica. Il padre faceva parte dell’orchestra stabile cittadina, l’unico complesso orchestrale in grado di garantire alla città una vita culturale abbastanza intensa prima della II Guerra Mondiale..
Dopo gli inizi degli studi pianistici a Terni proseguì all’età di 14 anni presso il Conservatorio "S. Cecilia" di Roma sotto la guida di Rodolfo Caporali. Intimamente vocato alla composizione, sin dalla giovanissima età (ne sono testimonianza i Fogli d’Album per pianoforte composti a 12 anni), vi si dedicò con profonda passione ed assidua ricerca.
Ebbe il primo successo rilevante nel 1942 con l’esecuzione della Missa in honorem Sancta Caeciliae nell’ambito del Maggio Musicale Fiorentino. Fu l’inizio di un filone particolarmente caro a Casagrande, quello della musica sacra, a cui si affiancarono parallelamente l’interesse per il balletto e per la musica da film.
Oltre alla intensa attività come compositore e direttore d’orchestra, era impegnato in campo didattico come direttore dell’Istituto Musicale "G. Briccialdi" di Terni. La scomparsa improvvisa ed immatura nel 1964 non ha consentito all’Autore di assistere alle esecuzioni degli ultimi suoi lavori: Asteres, poema sinfonico in tre tempi; Tempo Sinfonico per pianoforte e orchestra; Ninfea opera in due atti e un’azione coreografica: Il Pianto della Madonna cantata per soli coro e orchestra.
Le due ultime composizioni (la Cantata su testo di Jacopone da Todi, eseguita in prima mondiale al Festival Sagra Musicale Umbra del 1970 era stata terminata dall’Autore neppure due mesi prima della sua scomparsa) segnano le sue più alte vette, raggiunte nella completa maturità di linguaggio piegato ormai ad esprimere la piu profonda e più sublime delle umane esperienze, il presentimento della morte e la sua serena accettazione.