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martedì 11 giugno 2013
di Silvia Di Paola
GLOBI D’ORO, 53° EDIZIONE
La grande bellezza di Sorrentino ottiene 4 candidature ai Globi d’Oro, i premi della stampa estera
Una giuria più numerosa, allargatissima con giornalisti di oltre venti paesi, meno premi e una location d’eccezione come Palazzo Farnese, dove la 53ma edizione dei Globi d’Oro, i riconoscimenti della stampa estera in Italia, si chiuderà il 3 luglio con la premiazione. Creato nel 1959 da tre firme prestigiose, John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhüle, il Globo d’Oro è stato partorito per rendere omaggio al cinema italiano

Una giuria più numerosa, allargatissima con giornalisti di oltre venti paesi, meno premi e una location d’eccezione come Palazzo Farnese, dove la 53ma edizione dei Globi d’Oro, i riconoscimenti della stampa estera in Italia, si chiuderà il 3 luglio con la premiazione.
Creato nel 1959 da tre firme prestigiose, John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhüle, il Globo d’Oro è stato partorito per rendere omaggio al cinema italiano e vede in questa edizione in pole position  La grande bellezza di Paolo Sorrentino con quattro candidature nella corsa, Premi alla carriera per Giuseppe Tornatore e Franco Zeffirelli, mentre il Gran premio della Stampa estera sara’ annunciato durante la serata.

Tra gli altri film con piu’ nomination Gli equilibristi di Ivano De Matteo e Razza bastarda di Alessandro Gassman.
Ma la notizia sta anche nel cambiamento: la giuria del Globo d’Oro ha visionato la maggior parte della produzione cinematografica italiana di questa stagione, da settembre 2012 a giugno 2013, da Bella addormentata di Marco Bellocchio a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, appena uscito in sala, mentre due giurie separate si sono occupate di documentari e cortometraggi, restringendo i premi unicamente a undici categorie, cortometraggi e documentari inclusi.

Mi fa piacere che sia stato deciso di tornare a quella che era l’idea originale del Globo d’Oro, ossia di premiare pochi film, privilegiando quelli che hanno qualche cosa da dire di significativo riguardo alla cultura e alla realtà italiana che noi giornalisti stranieri cerchiamo di capire e descrivere meglio che possiamo” chiosa John Francis Lane, autore del libro di memorie sul cinema italiano To Each His Own Dolce Vita (A ciascuno la sua Dolce Vita) , inanellando ricordi.

Il nostro premio nel 196o, fu assegnato ad un solo film, Un maledetto imbroglio di Pietro Germi - racconta - E sono ancora fiero di aver premiato un regista che, all’epoca, non era ancora famoso all’estero e che poi si sarebbe affermato con film come Divorzio all’italiana, rimasti delle pietre miliari del cinema di questo paese”.
Ma domani è un altro giorno e il 3 luglio una premiazione tutta nuova.


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