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venerdì 17 febbraio 2017
di Claudio Fontanini
Zarrillo, Vivere e rinascere
Il cantautore romano, reduce dal Festival di Sanremo, torna con un nuovo cd e un tour ad aprile
Il ritorno a Sanremo (è stata la dodicesima partecipazione), un nuovo cd appena uscito e un tour teatrale da aprile. Dopo sei anni di assenza dal mercato discografico- e a tre e mezzo dall’infarto che lo ha colpito costringendolo ad una pausa forzata-  Michele Zarrillo torna a far sentire forte la sua voce in quella che si può definire come una vera e propria rinascita, umana ed artistica.
Se ne sentiva la mancanza, verrebbe da dire dopo aver ascoltato Vivere e rinascere (Universal Music), il suo nuovo e bel lavoro in studio che conferma il cantautore romano come uno degli artisti più sensibili e talentuosi del pop italiano.

In un mondo musicale nel quale fanno a gara urlatori e incantatori di note, il canto melodico e ispirato di Zarrillo- uno che non ha mai sgomitato per essere al centro della ribalta- regala emozioni e riflessioni in un viaggio sentimentale che percorre tutte le tappe dell’amore (magnifici “L’amore ancora esiste?”, “Come ho fatto a perderti” e ”Per chi sa scegliere”) senza dimenticare tematiche sociali (l’immigrazione e il diritto a sognare a vent’anni in “La ragazza corre”) e il difficile rapporto col nostro presente arido ed ultraveloce che nasconde in realtà abissi di solitudine (si ascoltino il pezzo che dà il titolo al cd e ”Mille latitudini”).

Devo dire grazie a chi mi ha aspettato e continuato a seguirmi in tutti questi anni” dice Zarrillo dopo le fatiche sanremesi “la mia assenza è stata lunghissima e meno male che il mio repertorio classico mi ha tenuto in vita durante questo tempo. Tornare è stato bellissimo e anch’io mi sono meravigliato di tutto l’affetto che il pubblico mi ha dimostrato. Durante la lunga inattività ho messo su famiglia (Luca e Alice, 6 e 4 anni, sono i figli avuti da Anna Rita, la sua giovane compagna ndr) e ho riscoperto il valore delle piccole cose tralasciando per un po’ la mia attività artistica. Io poi, per carattere, non sono uno che bussa alle porte e va a caccia di comparsate e quindi ho dovuto aspettare molto per un ritorno in grande stile”.

L’occasione è arrivata con Mani nelle mani, il brano che ha portato sul palco dell’Ariston e che ha incontrato il favore del pubblico. “E’ il racconto ed il simbolo della parte più esaltante e più bella di un rapporto: l’inizio, la scoperta, la conoscenza e la nascita dell’amore. Parla di quando non riesci a staccarti dall’altra persona in un intreccio di mani che col passare degli anni si perde e si vorrebbe recuperare” dice Zarrillo.
Sono felice che la canzone piaccia, ricevo molti consensi su Facebook (200 messaggi al giorno e 5000 mi piace in quattro giorni) e tanti mi dicono che avrei meritato il podio a dispetto dell’undicesimo posto della classifica finale. Ma io sono comunque soddisfatto del mio Sanremo- continua il cantante romano- l’importante era riproporsi con un bel pezzo e arrivare alla finale e io, grazie all’affetto e alla stima di chi mi vuole bene, ci sono riuscito. E poi quello che conta è sempre la risposta del pubblico. I miei pezzi scavano dentro nel tempo e spero che anche questo possa fare una lunga strada”.

Questo ritorno così a lungo atteso sembra aver dato una nuova carica a Zarrillo che si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. “Mi dicono che canto solo l’amore e sembra che questo sia un limite. Com’è possibile? Se i classici della nostra musica comeMeraviglioso” di Modugno, “Mi ritorni in mente” di Battisti  e “La cura” di Battiato parlano di sentimenti un motivo ci sarà. In realtà ci sono artisti che hanno costruito carriere sulle mode e sul look e pensano solo a vendere dischi ad ogni costo ed altri, come me, che devono sempre sudarsela e dimostrare sempre qualcosa”.

In “Mille latitudini” canti ‘un passo dopo l’altro e si fegato per eccesso di emozione’. Oggi, in un mondo così superficiale e fatuo, sentire’ troppo può essere considerato un limite? “Ho sposato in pieno questa canzone che vuole essere una riflessione sull’uomo moderno. Essere emotivi con tutto quello che ci circonda è dura ma col cuore bisogna sempre farci i conti anche se poi, spesso, si pagano le conseguenze”. In questo nuovo lavoro Zarrillo, alla soglia dei suoi primi 60 anni (li compirà il prossimo 13 giugno ndr) si avvale di una schiera di nuovi collaboratori (oltre al vecchio amico Giampiero Artegiani e ad Alessandro Canini- che firma arrangiamenti e produzione artistica con Zarrillo- ci sono Saverio Grandi, Valentina Parisse, Roberto Pacco, Luca Mattioni, Mario Cianchi, Felice Di Salvo, Marco Rettani e Stefano Colino).

Avevo voglia di aprirmi alla contaminazione e al rinnovamento” spiega il cantautore che l’11 aprile partirà col suo nuovo tour da Napoli è importante confrontarsi con gli altri e mettersi in gioco. Forse negli ultimi anni mi ero un po’ troppo ripiegato su me stesso e questo nuovo lavoro è stata l’occasione di scoprire nuove sensazioni”. Uno degli 11 brani del cd è la cover di “Se non torno”, il brano del ’94 di Miguel Bosè. “E’ un pezzo al quale sono legato da bellissimi ricordi che mi riportano da un periodo felice della mia vita artistica. Era quello diCinque giornie della mia prima tournèe teatrale e lo ascoltavo spesso in macchina la notte tornando dai concerti. E’ un pezzo di gran classe che mi rappresenta bene nella mia vena intima ed esistenziale che si ricollega in parte alle atmosfere di Ragazza d’argento””.

Nonostante la sua naturale ritrosia alla popolarità sfacciata ed esibita, Zarrillo, nella sua pagina Facebook, si concede sempre più spesso al suo pubblico con video e messaggi. “O mangi questa minestra o salti dalla finestra…” scherza Michelein realtà non si può sempre fare il Don Chisciotte solitario e nel 2016 bisogna comunicare emozioni attraverso ogni mezzo a disposizione. Noi artisti siamo divulgatori di emozioni, con la musica e le parole e quindi bisogna cercare di arrivare al maggior numero di persone possibili. Sempre in nome della bellezza delle cose che va ricercata ad ogni costo e con la consegna che non bisogna essere sfruttati dal mezzo ma usarlo con la dovuta cautela”.

Vivere e rinascere
Tracking List: 1 L’amore ancora esiste? 2 Mani nelle mani 3 Vivo nel mondo 4 Come ho fatto a perderti 5 Vivere e rinascere 6 Per chi sa scegliere 7 La ragazza corre 8 Se tu non torni 9 E poi riapparve il mondo 10 Amore imperfetto 11 Mille latitudini

Date Tour
Napoli (11 aprile Teatro Diana), Salerno (20 aprile, Teatro Augusteo), Gallipoli (21 aprile, Teatro Italia), Frosinone (28 aprile, Teatro Nestor), Assisi (29 aprile, Teatro Lyrick), Torino (5 maggio, teatro Colosseo),  Milano (11 maggio, Teatro Nazionale), Roma (18 maggio, Auditorium Parco della Musica).
Produzione e booking: Color Sound. 
 
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Foto dall’Ufficio Stampa

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