C’è, tra spazio e osservatore, una mutua reciprocità. Un rapporto duale e fecondo. Non esiste luogo che non catturi, in qualche modo, l’essenza di chi lo stia guardando o attraversando. I luoghi, nella loro apparente staticità, variano, a seconda degli stati d’animo e del tempo. Anche gli spazi architettonici, non solo quelli naturalistici, vengono modificati impercettibilmente dal respiro della gente che li attraversa. Nulla è mai uguale a se stesso, tutto cambia. E scorre. La relazione profonda tra i luoghi e la gente è uno scambio assai personale che ha a che fare con la sfera dell’impercettibile. Le voci che trafiggono gli spazi, i silenzi che attraversano pareti, selciati, o arcate. Ogni posto ha un suo profumo, una sua inequivocabile essenza, una forza vitale. L’anima, appunto.
Quel quid inafferrabile ma significante, silenzioso e potentissimo, difficile da percepire, e ancora più difficile da spiegare o rappresentare, come un fuoco che brucia: alimenta, ma non si estingue. Anche per questo, non poteva essere scelto spazio più significativo del museo-teatro della Commenda di Pré, a Genova, per ospitare la mostra d’arte contemporanea I luoghi dell’anima, esposizione dedicata agli spazi urbani continuamente rivisitati e rielaborati dalla mente, dai corpi, e dai sensi delle persone che li attraversano, abitandoli magari solo per un momento, frettolosamente, come quando si attraversa una piazza correndo. Oppure consapevolmente, magari durante una visita in un antico palazzo, in cui percepiamo pienamente l’attimo, e gustiamo – respirandola - la densità, il colore, l’essenza vitale degli spazi architettonici.
Protagonista assoluta della mostra, che si sviluppa su linguaggi diversi per approfondire la relazione tra luoghi e sensazioni, è Genova. Città dalle mille e più anime, volitiva e sensuale, una polifonia di volti ed etnie che profuma di mare, di poesia e di canzoni, raccontata in 10 video, 39 fotografie e 26 pitto-sculture dal filmaker Mauro Conciatori (Foto n. 3) dal pittore e scultore Fabrizio Di Nardo, dalla fotografa Karen Nastasia Wikstrand (Foto n. 4, di Barbara Marinangeli) ed impreziosita dalla partecipazione straordinaria del maestro del colore Emilio Conciatori, artista dal talento visionario (Foto n. 5). Video, fotografia, pittura e scultura s’intersecano tra loro alimentando e potenziando l’uno le valenze dell’altro, tra tecnica e cuore, staticità e movimento, in un dedalo di emozioni e provocazioni visive sempre al servizio del medesimo obiettivo: mettere a fuoco l’anima segreta dei posti.
Perché i luoghi sono custodi del tempo, dello spazio e delle emozioni, assurgendo a funzioni di portale talora invisibile ai cinque sensi, inaccessibile agli sguardi frettolosi, e distante dal tocco dei passi leggeri del turista, ma percepibili dagli artisti che hanno messo a frutto il dono ancestrale dell’intuizione. Poco importa se la location è aulica o popolare, ecumenica o profana, snob o suburbana. Che sia un museo o un mercato è l’essenza del luogo colto nell’attimo irripetibile del suo divenire a svelarsi, mostrando un profilo inedito, sempre nuovo, di Genova.
I quattro artisti impegnati in questa narrazione per immagini - fisse o in movimento - hanno ricercato l’imperscrutabile nell’ovvio che è sotto gli occhi di tutti, e lo hanno fatto con l’umiltà dei ricercatori in grado di cogliere (e provare a restituire) nella loro essenza, la verità dei luoghi: tra i profumi del quotidiano, l’eco delle tracce del passato, e l’ombra del domani che è già dietro l’angolo.
Quale che sia il mezzo - il diaframma della macchina fotografica della Wikstrand o la handycam di Mauro Conciatori - è l’anima degli spazi urbani ad essere svelata, e incastonata nelle opere che saranno esposte fino all’11 gennaio nel palazzo della Commenda di Pré. Una struttura architettonica simbolica, vero e proprio crocevia d’anime, oggi come in passato: la cosiddetta Commenda, infatti, l’antico ospedale e ricovero per i pellegrini, è situato vicino alla stazione ferroviaria di Genova. Luogo di transito per eccellenza. Un corollario di storie e vissuti riecheggiano tra le mura dell’edificio e tra gli spazi, vuoti solo in apparenza, in un alternanza di spessori che gli autori – in grado di cogliere l’invisibile agli occhi dei più – hanno vivificato con il loro contributo artistico.
Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile, dicevamo, senza la forza vitale di Genova. Città di mare feconda e accogliente, adagiata sull’acqua come una sirena, generosa e dolente, viva più che mai, è lei la star assoluta di una esposizione che s’invola sul doppio binario eros e thanatos, kronos e kairos.
“C’è vita nei luoghi? C’è vita in uno spazio vuoto o pieno? C’è vita in uno spazio aperto o chiuso? – s’interroga Mauro Conciatori -. Certo che si. È quella vita della quale rimangono echi in quei topoi nutriti dai sentimenti ed emozioni di chi ci è passato, vissuto, amato, lasciando tracce indelebili. Segni senza fine che si vogliono “svelare” in questo format dove Genova è la protagonista assoluta, ma potrebbe essere qualsiasi altra città” .
Questo è l’assunto principe che si manifesta ne I luoghi dell’anima. Un discorso di immagini e di come rendere queste immagini attraverso un ritorno alle origini. Un comeback tramite mezzi digitali, e non, usati nel loro intimo analogico. La purezza delle forme rappresenta la realtà nella sua essenza e semplicità. La mostra si apre e si chiude con due tele del maestro Emilio Conciatori che rappresentano come attraverso il passato si possa raccontare il futuro. I video di Mauro Conciatori predicano umiltà al servizio della verità e la realtà in movimento, le fotografie di Karen Natasja Wikstrand indicano la strada da seguire nel digitale, l’utilizzo delle applicazioni di fotografia dei telefoni cellulari, le opere di Fabrizio Di Nardo parlano ai cuori con la loro immediatezza attraverso tele e assi di legno recuperate da cantieri.
L’attualità diventa un portale per attingere a ciò che la tecnologia offre per tornare al passato. L’esposizione sarà inaugurata il 13 dicembre alle h 17.30 ma già dalle h 15.30 gli artisti terranno un incontro nello “spazio teatro” moderato dalla curatrice e ideatrice dell’evento a cui parteciperanno, tra gli altri, la presidente del Mu.ma Mariapaola Profumo, la Console Generale dell’Ecuador Esther Cuesta Santana. Nel corso dell’incontro verranno esaminati i rapporti che legano i luoghi all’architettura e al cinema, all’arte figurativa e all’economia, alla parola e alla fotografia. Sempre il 13 dicembre, invece, nello stesso spazio della Commenda, dalle h 19, presentazione della raccolta di poesie Dove le parole sono sogni. Un viaggio poetico tra Ecuador e Genova e la premiazione di A voce alta - Concorso di poesia, musica e danza 2013.
SCHEDA TECNICA
Mauro Conciatori filmmaker
Lancia il suo primo vagito in un cinema di Roma. Dopo gli studi universitari vive negli Stati Uniti per 4 anni. Lavora come aiuto scenografo e aiuto regista con autori come Pupi Avati, Mauro Bolognini, Michelangelo Antonioni. Il suo esordio come regista a 24 anni con il cortometraggio Gli occhi. Realizza svariati documentari tra i quali Peppino Rotunno. L’architettura delle luci. Espone videoinstallazioni a Roma, New York, Parigi, Amsterdam.
Fabrizio Di Nardo pittore e scultore
Nato a Roma nel 1966, attratto dall’arte fin dall’infanzia, direziona la sua potenzialità espressiva verso una ricerca artistica articolata sulla modificazione materica. Nel gesto artistico scopre una grande spontaneità; ciò che gli preme è riuscire a condividere questa sensazione con chiunque osservi i suoi quadri. Dal 2009 espone in mostre nazionali e internazionali. Ha partecipato nel 2010 e nel 2011 alla Biennale di Venezia.
Karen Natasia Wikstrand fotografa
Nasce nei fantastici anni ’70 nella terra degli ABBA, dell’Ikea e di Ingmar Bergman, in un piccolo paesino pittoresco ad un’ora da Stoccolma. Sin da piccola mostra un amore spassionato per la musica, il cinema e la letteratura, accompagnato da un forte desiderio di esprimere il suo lato artistico. Karen in realtà non fotografa, lei vede e racconta. E lo fa con tutta la sua passione ed attenzione per i dettagli, i momenti rubati, la gioia di vivere, la follia e la solitudine. Karen osserva tutto ciò che incrocia il suo cammino con la stessa curiosità di una bimba di fronte alla vita.
Emilio Conciatori, artista delle visioni del futuro
“Romano de Roma” è uno degli artisti della Pop-Art italiana. Molto legato a Franco Angeli però esce quasi subito dalla corrente romana per dedicarsi alle sperimentazioni sul colore con diverse tecniche, anche del passato, partendo, però, dalle lezione di Jackson Pollock. Deve la sua fama al manifesto del film 2001 – Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Viene considerato l’artista del futuro remoto grazie alla sua arte onirica e di forte impatto emotivo. Ha esposto in tutti e cinque i continenti.
INFO:
Museoteatro della Commenda di Prè, p.za della Commenda (Genova)
Orari: da martedì a venerdì h 10-17
sabato, domenica e festivi dalle h 10 alle 19
Biglietteria: 010 5573681