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martedì 22 ottobre 2013
di Redazione
Proietti amarcord
Il grande Gigi Proietti racconta mezzo secolo di spettacolo italiano in un libro

Tutto sommato qualcosa mi ricordo. Ovvero dall’avanguardia al varietà: per la prima volta Gigi Proietti racconta, attraverso la sua straordinaria carriera, oltre mezzo secolo di spettacolo italiano per uno dei più grandi mattatori della scena italiana. Camaleontico, versatile, popolare, e grande affabulatore. Proietti, un attore davvero di razza, è sempre in grado di incatenare da solo, sul palcoscenico o sul piccolo schermo, l’attenzione di migliaia o milioni di spettatori in virtù di un’assoluta padronanza tecnica, di un carisma e di una cultura di cui solo i grandi interpreti del palcoscenico sono dotati. All’esuberanza sulla scena, tuttavia, Proietti ha sempre accompagnato una riservatezza assoluta sulla sua vita privata.

Un riserbo che oggi, per la prima volta, il grande Gigi ha deciso di raccontare in un libro, dove svela (quasi) tutto di sé, ma soprattutto il formidabile repertorio di aneddoti e avventure accumulato in una vita tra i protagonisti del teatro, della radio, della televisione, del cinema italiani. Dimostrando, anche sulla pagina, il talento esibito sul palco. "Raccontare la propria vita non è cosa da tutti. Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l’odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l’allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi… Come li spieghi a chi non c’era?" dice l’attore.

"... faccio un goccio d’acqua sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, le chiacchiere dei disoccupati… Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge?
Forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perché nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso - ipotizza Proietti -.
C’è chi ha descritto la periferia come topos del Tragico, magari con accenti nobilissimi, ma con l’occhio inevitabilmente distaccato dell’intellettuale che riflette e si sforza di soffrire sulla condizione umana. Io non pretendo tanto. Preferisco raccontare la mia allegria di allora, impastandola a quella di oggi. Ma senza nostalgia, per l’amor d’Iddio. No, semmai con la gioia per un passato che la mente riscrive come vuole, come un sogno ricorrente che, negli anni, abbiamo imparato a controllare".
 
Collana: SAGGISTICA
Cartonato con sovraccoperta - 13,5x 21 cm.
pp. 240
Euro 18,50
Data d’uscita: 6 Novembre 2013

 
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