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mercoledì 13 febbraio 2013
di Redazione
Alberto Sordi che decennale!
La città Eterna ricorda Albertone a dieci anni dalla sua scomparsa con 12 giorni di eventi culturali

Alberto Sordi vuol dire Roma. Ma vuol dire anche l’immagine di Roma e dell’Italia nel mondo. E la città Eterna non poteva scordare che 10 anni fa  - il 25 febbraio 2003 – Albertone è scomparso, lasciandoci orfani e creando una voragine incolmabile nel cinema, nello spettacolo e anche nell’uomo della strada. 
Alberto Sordi icona dell’italianità, ma soprattutto della romanità, che ha saputo declinare in modo superbo, portando in scena pregi, vizi, virtù, miserie, contraddizioni e nobiltà di un’intera generazione di italiani, sarà ricordato dal 14 al 25 febbraio con una serie di iniziative promosse da Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Fondazione Alberto Sordi

Moltissimi gli appuntamenti che animeranno, dal centro alle periferie, la Capitale. Dalla mostra al Vittoriano alle proiezioni di film, passando per i concerti, che ci aiuteranno a ripercorrere le tappe della vita di un uomo che ha fatto diventare un “mestiere” (l’Artista) un modello di vita.
La mostra ospitata al Vittoriano che apre i battenti il 14 febbraio alle h 18 si intitola: Alberto Sordi e la sua Roma a cura di Gloria Satta, Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia, e fino al 31 marzo ospiterà immagini, filmati, pensieri, interviste, manifesti, sceneggiature, costumi di scena, documenti anche inediti, tutto messo a disposizione dalla sorella dell’attore, Aurelia. Un percorso espositivo che aprirà dei focus sui numerosi film di Sordi ambientati a Roma, da Un americano a Roma fino a Nestore l’ultima corsa.

Il 16 febbraio alle h 11, accanto alla Casa del Cinema sarà inaugurata “Viale Alberto Sordi: Attore (1920 – 2003)”. Non un percorso a scorrimento veloce, ma una via all’interno del parco dove passeggiare e consentire – a chi lo desideri – di soffermarsi e ricordare il grande artista. Lo spazio della Pelanda a Macro Testaccio il 23 febbraio alle 16, nell’ambito della seconda edizione del Festival “C’era una volta. Gioco e giocattolo”, ci racconterà di un Alberto Sordi doppiatore. Ospiterà infatti, nella sala cinema, la proiezione del film I diavoli volanti, diretto nel 1939 da Edward Sutherland con Stanlio e Ollio e Alberto Sordi doppiatore di Oliver Hardy in Italia. Una filmografia, in questa insolita veste, piuttosto ricca: tra gli altri, ha dato voce a Bruce Bennett, Anthony Quinn, John Ireland, Robert Mitchum, Pedro Armendariz e, tra gli italiani, Franco Fabrizi e Marcello Mastroianni.

L’Auditorium del Parco della Musica ricorderà Alberto Sordi il 23 febbraio alle 21 nella Sala Sinopoli, grazie alla Gerardo Di Lella Grand’Orchestra che eseguirà fedelmente le partiture originali dei film e quei brani di cui sono state perse le partiture che, il 24 febbraio del 2004 – primo anniversario della scomparsa di Alberto Sordi – furono trasmesse in prima serata su Raidue nel concerto diretto dal M° Gerardo Di Lella, chiamato proprio dal M° Piccioni, compositore delle colonne sonore dei film di Sordi. Una serata magica, alla quale parteciperanno anche gli archi del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, grazie alla disponibilità del Direttore M° Edda Silvestri.
 
Il 23 febbraio al Teatro Tor Bella Monaca - alle 17 e alle 21 - e il 24 febbraio al Teatro Biblioteca Quarticciolo - alle 17 – due sedi del circuito Casa dei teatri e della Drammaturgia Italiana, sarà proiettato il famosissimo Amore mio aiutami del 1969, dove troviamo Sordi in coppia con Monica Vitti, attore ma anche regista. Un film che racconta la storia di una coppia - Giovanni e Raffaella - alle prese con il tradimento, il perdono e poi l’abbandono. Problemi di sempre, vissuti immergendosi nella cultura della fine degli anni sessanta.

La Casa del Cinema, luogo ideale in queste giornate, il 24 febbraio alle 11 ospiterà la proiezione del film Bravissimo, con un Alberto Sordi – diretto da Luigi Filippo D’Amico - nei panni del maestro elementare Ubaldo Impallato, padre simbolico di un bambino prodigio, sottratto per amore dalle spire di una famiglia sfruttatrice. Il lieto fine premia ancora una volta la profonda umanità che traspira dalle interpretazioni di questo grande attore, maestro nella pellicola ma grande insegnante di altruismo nella vita di tutti giorni.

bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c’è di ragionarci su?” Una religiosità semplice immediata e nel contempo profonda quella raccontata da Alberto Sordi in un’intervista. E un momento doveroso di raccoglimento sarà quello della Santa Messa celebrata in sua memoria nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo alle 11.00 del 24 febbraio – con ingresso ore 10.45 -  e trasmessa in diretta Rai.

Alla Galleria Sordi, il 25 febbraio alle 20.30, ultimo giorno di questa festa, romana ma internazionale, si potrà assistere al cult Un americano a Roma, con la regia di Steno. Celebre film del 1954 che vede un Sordi trasteverino innamorato dell’America, che cerca in ogni modo di uniformarsi agli usi e costumi rendendosi anche supremamente ridicolo. Fino a salire sulla parete più alta del Colosseo minacciando di buttarsi se non gli avessero concesso la realizzazione del suo “sogno americano”.

 

 
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