Da Invader, artista che da tempo riempie le strade più frequentate di Parigi e delle altre capitali europee con dei mosaici raffiguranti le figure squadrate del celebre videogame, a Shepard Fairey, autore del celebre ritratto bicromatico per la campagna elettorale di Obama, fino a Banksy, il più celebre ed elusivo dei pittori di strada, di cui nulla si sa, nessun volto nessuna voce tra loro.
A riprenderli in mezzo mondo è Thierry Guetta, eccentrico gestore di un negozio d’abbigliamento giovanile e aspirante (ma poco ispirato) graffitaro, improvvisatosi regista per documentare il lavoro dei più famigerati “vandali” del mondo. Ma è lui davvero? O anche questa non è che un’opera-scherzo di Bansky?
Presentato nel 2010 al Festival di Berlino e al Sundance Film Festival, candidato all’Oscar nel 2011, si intitola Exit Through the Gift Shop (appena edito da Feltrinelli, libro + dvd) ed è un’inedita storia della Street Art degli ultimi dieci anni e di alcuni dei suoi protagonisti più bizzarri e antitutto.
Con Bansky al centro, ovviamente, e con una corona di storie e una vagonata di preziosi materiali filmati che fanno emergere un poco alla volta la posizione militante dell’anonimo e notissimo insieme street artist inglese sul concetto di arte contemporanea e di democratizzazione della stessa.
Con tanto di colpo di gioco al colpo di scena quando lo stesso Bansky capovolge la telecamera e la punta contro il sedicente regista franco-losangelino. Realtà e finzione confusi inestricanbilmente e un racconto bruto e brutale a dirci di ciò che succede quando cialtroneria, successo e denaro si incontrano.