S’intitola Cinema mundi il nuovo libro di poesie di Vincenzo Incenzo edito da LietoColle (Euro 13). Direttore artistico di Fonopoli, autore di brani indimenticabili per Zero, Dalla, Venditti, Zarrillo, Vanoni e Pfm e dei popolari musical Dracula e Menopause, l’artista romano arriva alla terza pubblicazione dopo La partitura infernale: eventi sonori nelle bolge dantesche e Il sorriso d’avorio di una ragazza d’ebano. Emozionale, tesa, densa, eccitata e concitata, la scrittura di Incenzo - come si legge nella prefazione di Marcello Veneziani - non necessita di mediazioni e va dritta al cuore e alla mente di chi scrive. “C’è nelle pagine di Incenzo - continua Veneziani - l’ebbrezza di annientarsi, l’orgoglio umano che a differenza di ogni altro vivente, siamo liberi di diventare nulla. Ma è poi da quel nulla che trae orrore la vita, è lì che sorge l’horror vacui perché è costitutivamente incompatibile con l’essere e con la realtà del mondo”.
Divise in cinque capitoli (“In carne viva”, “In fiore”, “In occidente”, “In oriente” e “In fine”), il libro di Vincenzo Incenzo, autore anche della bella illustrazione di copertina, regala emozioni e riflessioni in un viaggio della mente e dello spirito verso un altro mondo che avvista (sogna?) l’utopia di un impossibile vivere. Ed ecco succedersi violini sott’acqua e città dannate, stelle esplose e sangue urlante, perle cobalto e incesti di sillabe, illusioni di serenità e bombardamenti visivi tra voglia di annientamento e nostalgia di un altro tempo. Col cuore aperto e la voglia di sentirsi uno e nessuno.