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giovedì 15 ottobre 2009
di Silvia Di Paola
Non solo cinema al RomaFilmFestival
Mostre in mostra all’Auditorium Parco della Musica, ma non solo

Battenti finalmente aperti sulla festa, ormai Festival Internazionale del Film di Roma, ma con fasci di luce, almeno oggi, puntati su immagini in movimento come quelle dei film ma non strette in un film a meno che non possa una mostra essere letta come il film di una vita. Ed effettivamente a questo si presterebbe quella in forma di evento dedicata a Sergio Leone, uno sguardo inedito ed appena inaugurata presso lo Spazio espositivo del Parcheggio Superiore dell’Auditorium Parco della Musica, per ricordare il grande regista ad ottant’anni dalla nascita e a venti dalla scomparsa. Curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, la mostra si avvale dell’estro creativo di due personaggi d’eccezione, i premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Seguiranno poi le inaugurazioni della mostra di Antonio Ligabue (il Museo Archeologico dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà un’accurata selezione di circa ottanta opere, scelte da Augusto Agosta Tota, presidente del Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue e curatore a livello internazionale delle mostre dell’artista), di quella dello Zavattini inedito e, appena spostando lo sguardo oltre l’Auditorium ma sempre nell’abbraccio del Festival, a quel flusso in movimento di immagini, parole e film sintetizzato dal futurismo, della mostra Prima durante dopo il cinema futurista alla Galleria Agostiniana di Piazza del Popolo 12, che offre proiezioni video a ciclo ininterrotto, ‘manifesti’ recitati (magari da Carmelo Bene), documentari e collage di ogni sorta.

Ma, prima di allora, il visitatore dovrà passare sotto ‘lo sguardo’ di Sergio Leone dipinto dalla figlia Francesca per ritrovarsi dentro un percorso tutto in penombra. Anzi dentro un gioco di ombre da cui emergono immagini, ben cinquecento fotografie ordinate in tre serie e tutte in arrivo dagli archivi della famiglia Leone: fotografie come sequenze, immagini in successione e senza soluzione di continuità come si addice a un cineasta.

Dall’ombra ‘illuminata’  alle Luci del cinema su Antonio Ligabue, come recita il titolo della mostra a lui dedicata con una selezione di circa 80 opere e la proiezione del film Antonio Ligabue: fiction e realtà diretto da Salvatore Nocita e tutto gravitante sullo stretto rapporto tra la vita privata del pittore e la vita pubblica, cioè le opere, con un Flavio Bucci irresistibile narratore d’eccezione e già rodato nei panni di Ligabue nell’omonima fiction Rai del ’77.

Chiude il triangolo un Cesare Zavattini inedito (al MACRO di Roma, una delle ‘Risonanze’ del Festival, fino al 10 gennaio prossimo). Letteralmente, dato che si vedranno ben duecento eccezionali opere mai viste, dipinti su carta di piccole dimensioni realizzati nei primi anni Quaranta, radici di quell’immaginario che porterà il cineasta per mano tra cinema, letteratura, pittura e giornalismo.

Le Mostre all’Auditorium sono ad ingresso gratuito per tutta la durata del Festival.


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