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martedì 11 ottobre 2005
di Alessandra Miccinesi
Debutti: “Improvvisamente l’estate scorsa”
Il duo Falk-Marinoni inaugura la stagione dell’Eliseo con una grande produzione del teatro romano

E’ uno dei testi più elementari di Tennessee Williams, scritto un attimo prima dell’inizio del tramonto del sogno americano. Ed è tutto giocato sulle versioni contrapposte di due donne che il dolore rende folli. Improvvisamente l’estate scorsa, quasi inedito per l’Italia - si conta un solo allestimento che risale a quindici anni fa - è lo spettacolo che inaugura la nuova stagione del Teatro Eliseo. Un violento atto unico dalla chiara matrice pirandelliana, quello che il drammaturgo e poeta statunitense Williams, nel ’57, sviluppò per il proscenio prendendo spunto dal cannibalismo del Titus Andronicus di Shakespeare (chiara metafora della società violenta dove ci si divora l’un l’altro) e dalla terribile vicenda che 20 anni prima vide protagonista l’amata sorella Rose, lobotomizzata col consenso della mamma.

Da quella tragica esperienza personale, elaborata grazie a un duro lavoro di analisi, Williams fece sgorgare parole che si coagularono in uno dei titoli cardine della sua produzione, Improvvisamente l’estate scorsa, appunto. Un testo inciso nella memoria collettiva di una generazione, che fu ripreso anche da Hollywood nella celebre versione cinematografica di Joseph Mankiewitz, con Katharine Hepburn, Liz Taylor e Montgomery Clift. Interpretata qui da Rossella Falk e Laura Marinoni, dirette da Aldo Terlizzi e Fabio Battistini che hanno lavorato su un’idea di Giuseppe Patroni Griffi – sostituito per gravi motivi di salute - la pièce debutta in sala grande questa sera con una lussuosa produzione targata Eliseo.

Quando Peppino mi ha chiamata a far parte dello spettacolo sono stata felicissima, sussurra Rossella Falk reduce da un sodalizio con Patroni Griffi stretto nell’89 con Dolce ala della giovinezza. Amo incondizionatamente questo autore; Tennessee Williams è un grandissimo poeta” confessa l’attrice che cinquant’anni fa a Milano con Mastroianni interpretò il ruolo di Stella in Un tram che si chiama desiderio per la regia di Luchino Visconti.
Calato il sipario Williams venne a salutarci in palcoscenico. Era contentissimo perché secondo lui quella di Visconti era l’edizione del Tram più bella del mondo. Mi abbracciò e sorrise” ricorda ancora la Falk, giunta ormai al suo quarto incontro con il drammaturgo statunitense (nel ’93 interpretò anche Il treno del latte non si ferma più qui), che di Williams conserva un’immagine indelebile.
Sigaro incollato alle labbra, bicchiere di wisky in mano. Era un uomo complicato e pieno di contraddizioni”.

Attorno al più indigesto dei tabù materni - l’omosessualità del figlio – lo sfascio familiare descritto nelle pagine ingigantisce ai margini delle quinte con atmosfere da thriller. Sulla scena domina il confronto-scontro tra due donne folli, vittime di patologie diverse. Rossella Falk è mamma Violet Venable, una ricca signora che messa di fronte al fatto compiuto (il barbaro omicidio del figlio Sebastian, trucidato sulla spiaggia da un gruppo di ragazzi), decide di rinchiudere in manicomio la testimone oculare del fatto: sua nipote Catherine. Nella camicia di forza della giovane, che rischia di essere lobotomizzata, c’è Laura Marinoni.
E’ il mio primo Tennesse Williams e sono orgogliosa di recitare accanto alla Falk. Quando ho saputo che Patroni Griffi, il mio maestro e pigmalione, per motivi di salute avrebbe dovuto rinunciare alla regia, ho sofferto molto, confessa l’attrice. Decidere di arrivare fino in fondo e debuttare senza di lui è stata una scelta dura per tutti, anche a livello di nervi. Ma lo stress ci ha aiutato a rendere l’idea: in scena c’è una famiglia di pazzi”.

A dirigere lo spettacolo è stato chiamato il figlio adottivo di Patroni Griffi, Aldo Terlizzi. “L’avvenimento che ha coinvolto Peppino, mio padre, mi ha sconvolto. Per fortuna gli attori mi hanno sostenuto, confessa il co-regista, ex assistente e scenografo di Patroni Griffi. Ho interpretato questa commedia come una metafora del dolore: cos’è il lutto? La perdita di una persona cara. Quando Sebastian muore lascia due amori eredi, la madre e la cugina: la madre rasenta la lucida follia, mentre Catherine viene spinta alla follia dai farmaci”.

In scena accanto al duo Falk-Marinoni recitano Solvejg D’Assunta, Roberto Zibetti, Giulia Cesareo, Riccardo Flamini e Chiara Stoppa. Scene e costumi sono di Aldo Terlizzi.

Si replica fino al 6 novembre.

Dall’11 ottobre al 6 novembre
Teatro Eliseo – Via Nazionale, 183 – Roma
Tel:  06.48872222


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http://www.teatroeliseo.it
 
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Foto Teatro Eliseo

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