“Al mio segnale scatenate l’inferno…”. Le parole di Russell Crowe ne Il gladiatore di Ridley Scott riecheggiano forti all’interno del teatro dell’Angelo dove la presentazione del nuovo cartellone della stagione 2014-15 viene aperta dalla citazione cinematografica che ben si adatta al difficile clima culturale e politico che sta vivendo la nostra città. E sì perché l’appassionato Direttore artistico della sala di via Simone de Saint Bon, l’attore Antonello Avallone, avverte il peso di una battaglia artistica per la quale bisogna essere pronti a combattere in nome di ideali e tradizioni da rispettare.
“Tutti noi, attori di prosa, ci sentiamo dei veri e propri combattenti che devono lottare contro mille avversari” dice Avallone “ci sono le domeniche ecologiche che costringono i romani senz’auto fino a tardo pomeriggio nel giorno di maggiore afflusso di pubblico, ci sono le partite di calcio trasmesse ormai a tutte le ore con conseguenze nefaste per i teatranti e, soprattutto, c’è un Ministero dei Beni culturali distratto e superficiale che non tiene in giusta considerazioni realtà come la nostra, che non vive di sovvenzioni, e alla quale imputa un livello culturale di poco valore”.
Sarà pure di poco valore per qualcuno ma intanto il programma messo su con passione e competenza da Avallone registra nomi autorevoli della scena italiana e gustose commedie tutte da scoprire. All’insegna dello slogan “il teatro per chi ama il teatro” si parte il 2 ottobre con l’inedita accoppiata Avallone-Milena Vukotic in Regina madre di Manlio Santarelli, spietato confronto non privo d’ironia tra una madre e un figlio alle prese con ricatti, ritorsioni e menzogne. Dal 23 ottobre Paola Gassman, Lydia Biondi e Mirella Mazziranghi saranno in scena con La vita non è un film di Doris Day, dissacrante e provocatoria conversazione tra vecchie amiche che scelgono il giorno di Natale per dirsi improvvisamente tutto quello che hanno taciuto nei decenni precedenti. Dal 6 novembre si ride acuto con La dea dell’amore di Woody Allen con Avallone e Giulia Di Quilio, un testo paradossale e scoppiettante che che torna all’Angelo dopo il grande successo riscosso pochi giorni fa al Teatro Romano di Ostia antica.
Le modiste del ‘43 è il testo di Aldo Nicolaj in scena dal 3 dicembre con Carlo delle Piane e Miranda Martino nelle vesti di una cantante di successo che torna con i suoi ricordi al dicembre 1943 dove, in un piccolo paese del Piemonte, è in atto un rastrellamento degli ebrei. Per le festività natalizie (dal 26 dicembre) arriva La vera storia di Natale in casa Cupiello di Carlo Taranto con Avallone in una divertentissima commedia in cui una scalcinata compagnia di guitti napoletani deve mettere in scena, in pieno regime fascista, un improbabile spettacolo. A gennaio (dal 29) è la volta di Pippo Franco (con la partecipazione dei Pandemonium) in Sanzionami questo, viaggio comico all’interno dell’uomo moderno alle prese col disorientamento dell’attuale civiltà che ha sostituito l’essere umano col codice fiscale (“Il sottotitolo del mio spettacolo dice tutto: “L’arte di rimanere a galla, istruzioni per l’uso” ha detto l’attore “e poi se è vero che le vie del Signore sono infinite oggi è la segnaletica che lascia a desiderare…”).
Giuseppe Zeno ed Emiliano De Martino saranno invece i protagonisti di Solo altre cento volte (dal 17 febbraio) sulla sindrome di Ganser che dal 1848 ad oggi conta solo 100 casi accertati mentre dal 5 marzo sarà ancora Avallone il protagonista di un ritorno a grande richiesta con Io, Ettore Petrolini di Giovanni Antonucci. Un ritratto di costume, pieno di ironia ed umanità, del grande autore-attore filtrato tra verità e finzione, realtà e memoria. A chiudere la stagione, dal 9 al 19 aprile, Un americano a Parigi con la Sonia Nifosi Motion Dance Group in una creazione coreografica in omaggio a Gene Kelly sulle musiche di Gershwin e un occhio ai pittori impressionisti francesi.
Ma non finisce qui perché il teatro dell’Angelo propone per la nuova stagione anche le Lezioni di anima a cura di Laura De Luca (una serie di incontri di teatroforum alla ricerca dell’interiorità perduta con performance e dibattiti a cadenza quindicinale- dal 13 ottobre- con artisti, accademici e opinionisti), L’infinito Giacomo, tre serate tra ottobre e novembre 2014 alla scoperta di un Leopardi inedito attraverso la voce di Giuseppe Pambieri e la Serata irresistibile di Giuseppe Manfridi (dal 26 ottobre ogni due domeniche fino al 7 dicembre) che promette un’intrigante interazione con scambi di ruolo tra attori e pubblico. Infine un omaggio a Oreste Lionello con uno spettacolo che unisce prosa e danza (When? il 9 febbraio) e la consueta rassegna Nonno, mi porti a teatro? che dal 19 ottobre porta in scena il sabato alle 15,30 e la domenica alle 11 le più belle favole per l’infanzia.
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