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lunedì 20 giugno 2022
di Claudio Fontanini
Venditti & De Gregori in tour
E’ partito dallo stadio Olimpico di Roma il primo tour che riunisce i due cantautori sullo stesso placo dopo 50 anni. Tre ore di musica per una festa popolare che emoziona e commuove. Repliche fino al 5 ottobre in tutta Italia
Un viaggio nel tempo musicale e nella memoria collettiva, tre ore di concerto per 50 anni di storia, una festa popolare che mette sul palco, per la prima volta, due figli di Roma che hanno finalmente smesso di essere nemici amici (Dopo essersi interrotto, oggi il nostro rapporto si è compiuto. E ci possiamo mandare a quel paese direttamente e non per interposta persona. Siamo fratelli, e la fratellanza non può interrompersi mai) per condividere un palco e le emozioni di una ritrovata partecipazione collettiva. 

Erano in 44.000 allo stadio Olimpico per la partenza del tour evento dell’estate 2022, con Antonello Venditti e Francesco De Gregori a fare gli onori di casa di una serata memorabile e che resterà nel cuore e negli occhi di chi c’era. Prodotto e organizzato da Friend & Partners, con una tournée che toccherà le più importanti location all’aperto italiane, lo show dei due cantautori fonde a meraviglia suoni e umori, poetiche e testi in una sorta di canzoniere immortale che ha fatto da colonna sonora a intere generazioni. 

Non una rimpatriata fra due ex compagni di scuola degli anni ’70, né- tantomeno- un’operazione nostalgia ma piuttosto la voglia, la necessità diremmo, di ribadire l’importanza dello strumento canzone in un periodo nel quale la musica liquida, il rap e il trap la fanno da padrone. E anche se Venditti, a differenza del più pacato e riflessivo De Gregori,  risponde stizzito nell’incontro coi giornalisti che ha preceduto il concerto (Non mi sento un sopravvissuto, sono un creativo e ho tanta voglia di fare) quel che è certo è che la grandezza di questo vecchio e nuovissimo duo scenico fa rima con bilanci epocali e note politiche e sentimentali che fanno della densità dei concetti un’arte oggi sconosciuta ai più. 

Sopravvissuti sì, ed è un complimento, ad un tempo senza memoria che inghiotte e trita tutto alla velocità della luce. Partirono in due ed erano abbastanza cantano all’inizio di Bomba o non bomba con Venditti al pianoforte ad aprire una vera e propria festa di resurrezione musicale che emoziona e convince per sound e timbrica (ad accompagnarli sul palco una super band che unisce per la prima volta i musicisti che da anni collaborano separatamente con i due artisti: Alessandro Canini alla batteria, Danilo Cherni alle tastiere, Carlo Gaudiello al piano, Primiano Di Biase hammond, Fabio Pignatelli al basso, Amedeo Bianchi al sax, Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Valle pedal steel guitar e mandolino, Fabiana Sirigu al violino e le coriste Laura Ugolini e Laura Marafioti). 

Con 32 brani scritti nell’arco di 5 decenni (La scaletta è una sceneggiatura della nostra vita) a fare da filo rosso ad una storia intima e nazionale. Venti pezzi cantati a due voci e il resto diviso a metà e pescato con sapienza nella vastissima produzione dei due. 

Il nostro è il concerto di uno anche se siamo in due- dicono presentando la serata- è un’unica grande canzone. Il nostro repertorio è il carburante e abbiamo portato le salsicce buone per fare il barbecue. Con autentiche chicche (Dolce signora che bruci del ’72 da Theorious Campus, il loro primo e unico album registrato dalla IT di Vincenzo Micocci e l’omaggio a Lucio Dalla con Canzone) insieme ai brani storici che hanno contrassegnato le carriere dei due cantautori. 

Si comincia sulle note di Also sprach Zarathustra di Strauss (che Kubrick utilizzò per Odissea nello Spazio) a sottolineare una sorta di ritorno al futuro che mette in fila pezzi come Modena e Bufalo Bill, La Storia e Generale, Sotto il segno dei pesci (uno dei momenti più belli dello spettacolo) e Santa Lucia, Ci vorrebbe un amico e La donna cannone, Pablo e Giulio Cesare, Sara e Sempre e per sempre (con Venditti che si commuove), Roma Capoccia (La più bella canzone sulla città mai scritta da essere umano dice De Gregori) e Viva l’Italia, Buonanotte fiorellino e Grazie Roma a suggellare la fusione totale di artisti e pubblico con un luogo magico e irripetibile come la città eterna. 

Anche se, al sottoscritto che gli chiede un parere su questa povera Capitale martoriata e sommersa dai rifiuti, Venditti risponde che la domanda è sempre la stessa da 20 anni e che Roma rimane la più bella del mondo, a prescindere, e lo stupore di viverci supera qualsiasi problema. Alla fine tutti in piedi commossi e applausi scroscianti in attesa dei bis romani previsti il 1 e 2 settembre alla Cavea dell’Auditorium mentre da oggi sono in vendita i biglietti per la seconda data all’Arena di Verona del 5 ottobre che si aggiunge a quella del 12 luglio.  

 
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