Acciaiomare. Il canto dell’industria che muore è un tributo di amore e rabbia verso la propria terra martoriata. Un racconto impetuoso e rutilante, dedicato ai 500 caduti del siderurgico di Taranto, che diventa anche l’occasione per un reading teatrale: mescolando parole, musica, immagini e rumori industriali, il sipario si alza sull’industria morente del Sud che ha nell’ILVA il suo occhio del ciclone.
Dopo il successo di Addio al Sud, Angelo Mellone ha sfornato il secondo tassello di una trilogia sulla sua terra sottoforma di monologo poetico, di comizio civile e lirico.
Acciaiomare è canto funebre e peana d’amore, ma anche requisitoria e arringa, invettiva ed engagez-vous, per un Sud e per una città - Taranto - al centro di uno dei più grandi casi economico-industriali al mondo.
Mellone, in un caleidoscopio di immagini e ricordi, di luoghi e persone, di visioni ed emozioni, “scioglie all’urna un cantico” che ha la rabbia di una rivendicazione e l’amore di un figlio, il respiro della planata e la precisione del colpo secco. Perché acciaio a Taranto vuol dire tante, troppe cose, per chi ci vive e per chi da lì proviene.
Teatro Argentina, l.go di Torre Argentina, 52 (Roma)
Info: 06 684000311