Il volto stupito di Maurizio Crozza, che si era appena sfilata la parrucchetta nero-corvino indossata per imitare ad arte il Cavaliere chansonnier. Quell’aria sbigottita di chi non sa che fare, che non sa come gestire il dissenso, perchè abituato a platee più civili e sicuramente prive di clacque di parte e disturbatori messi apposta per sparigliare la platea. Fischi e buuu, uniti a quel "via la politica dal festival di Sanremo" hanno sferzato il pubblico che si stava godendo la pantomima di Crozza-Berlusconi, che lanciava a destra e manca falsi biglietti da cento euro. Ma è stato solo dopo che i due, tre disturbatori (gli stessi, dicono, che lo scorso anno hanno contestato l’intervento-sermone di Celentano, almeno così hanno fatto sapere i capistruttura RAI, ndr) hanno inveito in modo davvero maleducato ("pirla"), tanto che dalle quinte è sbucato fuori il conduttore a sostegno di Crozza.
Il comico genovese, ceruleo e con gli occhi smarriti, non sapeva che fare se non passeggiare avanti e indietro, sulla scena solitaria, stremato apparentemente dalla bordata di fischi e insulti, finchè il buon Fabio Fazio non è giunto in suo soccorso, a sottolineare giustamente che il dissenso è lecito ma si deve manifestare alla fine, e non all’inizio della esibizione. E con le dovute maniere, aggiungiamo noi. A sedare gli animi, in platea, dove intanto i due-tre contestatori venivano aggrediti verbalmente anche dagli spettatori, è dovuta intervenire la polizia. Segno dei tempi maleducati che viviamo, sempre più confusi, resi isterici da una campagna elettorale infuocata in cui i toni spesso sfiorano il limite dell’insulto.
A proposito di politica, il comico che ogni settimana apre Ballarò - dopo aver faticosametne ristabilito un giusto feeling con la platea sanremese - ha proseguito la sua performance, cavalcando ironicamente le altre ’maschere’: dal leader del PD Bersani al leader di Rivoluzione Civile, in una sorta di par-condicio della presa in giro che non ha fatto difetto a nessuno. Ingroia, forse, è risultata l’imitazione più esilarante (e nuova), insieme con quella (già vista) di Luca Cordero di Montezemolo, il prezzemolino dai due cognomi che non conosce i poveri, regala Ferrari a destra e a manca e si stupisce del taglio della valuta corrente - i pensionati percepiscono cinquecento euro al mese, gli fa notare Fazio: "ma come, gli euro non sono in mila? io pensavo prendessero cinquecentomila euro". E qui gli applausi sono fioccati copiosi, con il silenzio-assenso dei disturbatori.