lunedì 10 dicembre 2018 ore 16:59   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
mercoledì 12 dicembre 2012
di Giammario Di Risio
Temporale Rosy
Un film da recuperare, il gioiellino firmato Mario Monicelli, omaggio del Detour al regista

L’atmosfera che si respira presta il fianco alle melodie degli emigranti italiani partiti alla volta del Belgio e della Francia negli anni del secondo dopoguerra, come se la voce di Salvatore Adamo e la sua La notte iniziassero a far breccia nello spettatore affascinato dalla fotografia grigia, fangosa. I luoghi sono il porto, le locande e le strade bagnate, con le anime protagoniste che abbracciano questo mondo portando in dote delle particolarità. Nella loro offerta visiva, infatti, ci  sono colori e fisicità, movimento e goliardia, il surreale e la comicità che fanno capolino impertinenti ad ogni piè sospinto.

Raoul Lamarre (Gerard Depardieu), detto Spaccaporte, è un pugile con la mascella pronunciata e un destro terrificante. Durante i festeggiamenti per un incontro vinto è preda di una provocazione; si rovina la mano rompendo una porta e dice così addio ai sogni di diventare un campione. Senza un lavoro, trova sollievo tra le braccia di un’atleta mastodontica che pratica il wrestling: Temporale Rosy (Faith Minton). I due si amano ma la corpulenta donna, vero idolo delle masse, è sempre impegnata nei suoi spettacoli con altri atleti, l’impresario il Conte (Gianrico Tedeschi) e l’allenatore, anche lui wrestler, Mike Fernandez (Roland Bock).

Quest’ultimo è innamorato di Temporale Rosy e mette in crisi il rapporto tra la donna e l’ex pugile, ma alla fine, tra mille difficoltà, il vero amore trionferà.
È un film che bisogna “riscoprire”, non fosse altro che sono passati più di trent’anni e che, all’epoca dell’uscita nelle sale, nel 1979, non rimase nemmeno una settimana in programmazione né in Francia né in Italia. A “leggerla” oggi, questa storia ha tutto per essere apprezzata: ritmo, colori, personaggi stralunati e colorati che sembrano proiezioni di un racconto da favola, siparietti comici in cui i soggetti si affrontano e richiamano le botte alla Bud Spencer e Terence Hill.

E poi la regia è di Mario Monicelli, anche se della sua attività ci ricordiamo ben altri titoli, ed emerge, di conseguenza, l’attenzione al particolare, l’aderenza alla costruzione di personaggi dalla forte caratterizzazione. Nel corso della narrazione, siccome molto si regge anche sulla mimica facciale, apprezzerete un Depardieu come vero spettacolo nello spettacolo. In più parliamo di wrestling, una disciplina che negli anni Settanta veniva catapultata dagli Stati Uniti in Europa, e si affrontano, nel sottotesto, inevitabilmente due sistemi di pensiero: da un lato il mondo della boxe, in cui il sacrificio e i pugni in faccia sono veri, dall’altro lato lo spettacolo del wrestling, in cui tutto è finzione.

Il film è stato proiettato venerdì scorso al Cineclub Detour di Roma in occasione della manifestazione Mario under ground, nata per ricordare il regista viareggino. A presentarlo c’erano, oltre agli organizzatori Daniele Lupi e Chiara Rapaccini, moglie del maestro, anche lo scenografo del film, Lorenzo Baraldi, e la costumista Gianna Gissi. Tutti hanno ribadito l’incredulità sincera di fronte al flop di questo film, che, apprezzato oggi, non perde di ritmo e può essere vissuto come una piacevole ri-scoperta dell’occhio acuto di Monicelli. Unica nota dolente? Forse la recitazione di Faith Minton, ma bisogna essere elastici visto che la donna era davvero una wrestler e non di certo un’attrice.

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dal Web

Altri articoli di interesse
10-12
Cinema
Il testimone invisibile
di Claudio Fontanini
10-12
Cinema
LA DONNA ELETTRICA
di Claudio Fontanini
7-12
Cinema
Lontano da qui
di Cristina Giovannini
6-12
Cinema
Il castello di vetro
di José de Arcangelo
6-12
Cinema
La casa delle bambole
di José deArcangelo
3-12
Cinema
Santiago, Italia
di Claudio Fontanini
3-12
Cinema
COLETTE
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma