sabato 13 giugno 2026 ore 12:34   
Torna alla home page
 
Torna la home page Home Page La redazione Agenda Archivio notizie  Contatti 
 Aggiungi a preferiti 
 

Cerca nel sito



 

Mailing list

 Sesso: 
M F
 Età: 

indirizzo email

leggi regolamento


 

 

Realizzazione:
www. Siti.Roma.it

 

Home » Cinema » Recensioni  
martedì 31 gennaio 2012
di Alessandra Miccinesi
Sulla strada di casa
Discreto esordio di Emiliano Corapi: storia di un imprenditore piccolo piccolo ai tempi della crisi

Cosa è che porta un onesto imprenditore ligure, sguardo anonimo dietro un paio di occhiali da vista, a diventare un galoppino della criminalità sempre più organizzata e sempre meno riconoscibile alla dogana? Quale è la molla che spinge Alberto (un Vinicio Marchioni ordinario e trattenuto, come da copione) a infrangere tutte le regole civili e morali su cui ha costruito la sua vita accanto alla moglie Laura (Donatella Finocchiaro) a diventare un fuorilegge? Possibile che per salvare la sua impresa dal fallimento l’imprenditore piccolo piccolo Alberto debba diventare un ‘mulo’ in giacca e cravatta che nel weekend contrabbanda in Svizzera merce che scotta?

Dalla realtà alla cronaca, fino al grande schermo. Succede nell’Italia strozzata dalla crisi, Paese in recessione dove i volti dei criminali stanno cambiando i connotati. L’esordiente Emiliano Corapi (regista di corti e documentari, vincitore del Nastro d’argento 2001 per La storia chiusa e autore della puntata pilota per la serie tv Raffinati), dopo aver letto un articolo di cronaca sul giornale, ha scelto di raccontare una storia di riscatto e umanità in 83’ netti, scartando ogni cliché del film di genere – tutto tensione, inquadrature strette, e montaggi serrati – puntando al registro drammatico. Una pellicola lenta e claustrofobica costruita sul tema caldo dell’identità.

A pagare il conto in una società in cui bianco e nero somigliano maledettamente al grigio, e dove i maschi sono sempre più in crisi rispetto alle donne - perché i problemi di lavoro diventano la zavorra che li affonda, sia come mariti che come padri – sono i protagonisti di questa vicenda cupa e angosciante: Alberto (Vinicio Marchioni, che vedremo in The Bop Decameron di Woody Allen) e Sergio (Daniele Liotti, prossimamente Il generale dei briganti di Paolo Poeti, in tv). Alberto è un piccolo imprenditore che da tempo ha abdicato se stesso e i suoi ideali, sia nel privato che nella professione, concedendosi ogni tanto dei misteriosi viaggi di lavoro dai quali torna sempre un po’ più spento, ma col portafogli un po’ più gonfio.

In una delle sue fantomatiche trasferte da Reggio Calabria in Svizzera qualcosa però va storto: il boss calabrese (interpretato dall’efficace Massimo Popolizio) a sorpresa affida la merce da contrabbandare a un altro corriere, Sergio, un disperato che come Alberto naviga in cattive acque. Per l’imprenditore ligure inizia allora una giornata da incubo. Una corsa contro il tempo - in auto on the road da Nord a Sud - scandita dal bip del cellulare che lo sprona a compiere un doppio illecito: intercettare il nuovo corriere e recuperare il misterioso carico per salvare la moglie Laura e i due figli, che nel frattempo sono tenuti in ostaggio in villa da un’altra banda di malviventi interessati alla merce trafugata. Carico che Alberto dovrà recuperare stavolta non per denaro, ma per la sopravvivenza.

Alberghi come motel americani e lacrime di disperazione, inseguimenti in auto e chiodi deformati nelle gomme, passepartout usati malamente e piccoli fiori blu per farsi ricordare. Se in mano a un regista americano Sulla strada di casa sarebbe stato il classico, adrenalinico action movie che incolla lo spettatore alla poltrona, Corapi indurisce la materia incandescente del brivido, smorza i toni del thrilling e privilegia il linguaggio drammatico amplificato dall’uso della mdp, che resta incollata al profilo sempre più stravolto del protagonista (un uomo ordinario costretto ad azioni extra ordinarie) in uno scontro di umanità e disperazione che fa pensare. E rabbrividire

Se il processo di identificazione con il mite e dimesso Alberto, che si improvvisa carnefice di un povero diavolo come lui, non scatta fino in fondo - nonostante la versatilità di Vinicio Marchioni e l’ambiguità di un Liotti in parte - è perché la realtà, forse, ha superato la finzione. A parte qualche espediente narrativo mal riuscito (i fiori strappati dalla vittima agonizzante nel fosso) e raccordi di sceneggiatura sacrificati per l’effetto sorpresa nel sottofinale, l’esordiente Corapi ha almeno due meriti: aver realizzato una discreta opera prima a budget contenuto senza fondi statali, ed aver rilanciato il dramma sociale (come già fatto da Montaldo con L’industriale) a genere di punta del nuovo cinema italiano. Perché di questi tempi c’è davvero poco da ridere.
Nelle sale dal 3 febbraio distribuito da Iris Film

Note
Presentato in concorso in una quindicina di festival – tra cui Villerupt, Montreal, Toulouse e Annecy – il film ha vinto 5 premi, tra cui quello al Miglior interprete maschile (Vinicio Marchioni), quello del pubblico (Bergamo Film Meeting), per il miglior lungometraggio (Valdarno Cinema Fedic) e per la Migliore Opera prima italiana (Maremetraggio e Umbria Film Festival).

  


Links correlati
http://www.sullastradadicasa.it

 
Segnala a un amico
Vi è piaciuto questo articolo? Avete commenti da fare?
Scrivete alla redazione
 












Foto dall’Ufficio Stampa

Altri articoli di interesse
10-6
Cinema
DISCLOSURE DAY
di Claudio Fontanini
27-5
Cinema
BACKROOMS
di Claudio Fontanini
23-5
Cinema
AMARGA NAVIDAD
di Claudio Fontanini
18-5
Cinema
Aldair- Cuore giallorosso
di Claudio Fontanini
15-5
Cinema
Mother Mary
di Claudio Fontanini
15-5
Cinema
E I FIGLI DOPO DI LORO
di Claudio Fontanini
4-5
Cinema
ILLUSIONE
di Claudio Fontanini

 
© Cinespettacolo.it - Direttore Responsabile: Anna de Martino - Testata in attesa di registrazione al Tribunale di Roma