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giovedì 10 giugno 2010
di José de Arcangelo
La Fontana dell’Amore
Mediocre commedia di Mark S. Johnson con grandi nomi sprecati in caricature e fontane inventate

Doveva essere una commedia romantico-brillante, ambientata fra Roma e New York, scritta da David Diamond & David Weissman e diretta da Mark Steven Johnson, ritornato al genere dopo lunghi anni - e si vede - e che nel frattempo ha firmato due action movie ispirati ai fumetti come Daredevil e Ghost Rider.
Dispiace, perché al suo esordio Johnson aveva scritto e diretto le ultime due commedie con la coppia Jack Lemmon-Walter Matthau, ma anche perché la cornice, gli ingredienti e gli attori giusti ci sarebbero. Infatti, è la sceneggiatura a non decollare mai e poi, quando finalmente ci riesce, lo fa in modo prevedibile e senza scatti divertenti né tantomeno intelligenti. Inoltre, la visione dell’Italia e degli italiani è quella vecchia ed scontatissima della Hollywood anni Sessanta, folcloristica e retrograda (superstizioni incluse); quanto basta a far scattare una sorta di leggenda romantica intorno alla fontana del titolo dove, come nella celeberrima Trevi, si buttano le monetine per far avverare i desideri, in questo caso espressamente d’amore.

La giovane ed ambiziosa newyorkese Beth (la Kristen Bell di L’isola delle coppie), reduce di una delusione amorosa, non crede più nell’amore e si butta a capofitto sul suo lavoro al Guggenheim Museum. Improvvisamente deve affrontare un estemporaneo viaggio a Roma, dove la sorella Joan (Alexis Dziena) sposa il giovane italiano Umberto (Luca Calvani), conosciuto in aereo due settimane prima. Durante la cerimonia conosce l’affascinante testimone di nozze Nick (Josh Duhamel, visto in Transformers), un reporter americano amico dello sposo, che sembra far rinascere in lei la speranza di un nuovo amore. Ma, delusa ancora una volta, Beth beve qualche bicchiere di troppo e si butta nella Fontana dove sottrae alcune monete (magiche). Questo atto sembra scatenare un’inspiegabile serie di passioni verso di lei in uno strano ed eterogeneo gruppo di inseguitori: il magnate degli insaccati Al (Danny De Vito), l’illusionista di strada Lance (il Jon Heder di Napoleon Dynamite), il pittore adorante Antonio (Will Arnett) ed il presuntuoso e narcisista fotomodello Gale (Dax Shepard). Tutti personaggi che si trovavano a sua insaputa a Roma nello stesso posto e stesso momento. 

Ma anche il seducente cronista Nick torna alla carica e la insegue con lo stesso zelo, come farà Beth a capire se il suo amore è veramente sincero?
Così, When in Rome (titolo originale) è una commedia mancata - sulla scia di quelle adolescenziali di Disney Channel - priva di battute azzeccate, in cui spiccano soprattutto le due metropoli più famose e amate del mondo, con tutto il loro fascino. E Roma viene messa in giusto risalto dalla fotografia di Kirk M. Petruccelli (Hulk e Lara Croft Tomb Raider - La culla della vita).
Nel cast anche Don Johnson, nel ruolo del padre di Beth; la sempre affascinante Anjelica Huston, in quello di Celeste, capo del Guggenheim, e la mitica Judith Malina, nei panni della madre italiana di Umberto. Grandi nomi, purtroppo, come De Vito, tutti sprecati in ruoli cameo e macchiettistici.

Nelle sale dall’11 giugno distribuito da Disney in 15 copie.

Curiosità:
*
La “Fontana dell’amore” non esiste a Roma. Infatti, il primo lavoro della produzione è stato trovare la location per una delle stelle del film, Venere, la dea dell’amore presente nella Fontana dell’Amore. Necessitava di una piazza che avesse degli spazi e delle dimensioni notevoli, così come un interesse architettonico e visivo, oltre ad essere completamente vuota al centro, perché la fontana doveva essere aggiunta. Storicamente, le fontane romane richiedevano sempre l’approvazione del Vaticano. E considerando che Venere è una divinità pagana, non sarebbe stato possibile costruirla in una piazza romana.
* I realizzatori americani hanno collaborato con il produttore Enzo Sisti e con l’art director Stefano Ortolani, iniziando a cercare nel centro storico di Roma. Una volta vista quanto era ampia e libera da edifici circostanti Piazza Borghese, se ne sono perdutamente innamorati.
* Piazza della Maddalena e la Chiesa omonima hanno fatto da sfondo per le riprese delle cerimonie religiose. Altre location sono state il Foro romano e la scalinata di Piazza di Spagna, oltre all’impressionante appartamento con terrazza vicino a Piazza Venezia. senza parlare delle molte inquadrature del Colosseo.
* Per girare al Pantheon e a Fontana di Trevi, la troupe è stata convocata alle tre di mattina per evitare le folle che visitano queste attrazioni turistiche. Ma lì è successa una cosa divertente, come rivela il produttore esecutivo Ezra Swerdlow: “Alle tre del mattino, c’erano un migliaio di studenti spagnoli che saltavano dentro la Fontana di Trevi, con la polizia che cercava di controllarli e con il rischio di provocare una rivolta. E’ stato decisamente buffo".


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